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Artisti di casa nostra: Antonio Nardacchione

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  • D'in su la vetta della torre antica...

    D'in su la vetta della torre antica...

    TORRE DI MONTEROTARO.jpg


    Passero solitario

    D'in su la vetta della torre antica,
    Passero solitario, alla campagna
    Cantando vai finché non more il giorno;
    Ed erra l'armonia per questa valle.
    Primavera dintorno
    Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
    Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
    Odi greggi belar, muggire armenti;
    Gli altri augelli contenti, a gara insieme
    Per lo libero ciel fan mille giri,
    Pur festeggiando il lor tempo migliore:
    Tu pensoso in disparte il tutto miri;
    Non compagni, non voli,
    Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
    Canti, e così trapassi
    Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
    Oimè, quanto somiglia
    Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
    Della novella età dolce famiglia,
    E te german di giovinezza, amore,
    Sospiro acerbo de' provetti giorni,
    Non curo, io non so come; anzi da loro
    Quasi fuggo lontano;
    Quasi romito, e strano
    Al mio loco natio,
    Passo del viver mio la primavera.
    Questo giorno ch'omai cede alla sera,
    Festeggiar si costuma al nostro borgo.
    Odi per lo sereno un suon di squilla,
    Odi spesso un tonar di ferree canne,
    Che rimbomba lontan di villa in villa.
    Tutta vestita a festa
    La gioventù del loco
    Lascia le case, e per le vie si spande;
    E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
    Io solitario in questa
    Rimota parte alla campagna uscendo,
    Ogni diletto e gioco
    Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
    Steso nell'aria aprica
    Mi fere il Sol che tra lontani monti,
    Dopo il giorno sereno,
    Cadendo si dilegua, e par che dica
    Che la beata gioventù vien meno.
    Tu, solingo augellin, venuto a sera
    Del viver che daranno a te le stelle,
    Certo del tuo costume
    Non ti dorrai; che di natura è frutto
    Ogni vostra vaghezza.
    A me, se di vecchiezza
    La detestata soglia
    Evitar non impetro,
    Quando muti questi occhi all'altrui core,
    E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
    Del dì presente più noioso e tetro,
    Che parrà di tal voglia?
    Che di quest'anni miei? che di me stesso?
    Ahi pentirommi, e spesso,
    Ma sconsolato, volgerommi indietro.

    Poesia
    di
    Giacomo Leopardi

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    • Ritorno


      Ritorno

      masseria48.jpg

      Casa romita in mezzo a la natia
      campagna, aerea qui, su l’altipiano
      d’azzurre argille, a cui sommesso invia
      fervor di spume il mare aspro africano,

      te sempre vedo, sempre, da lontano,
      se penso al punto in cui la vita mia
      s’aprí piccola al mondo immenso e vano:
      da qui – dico – da qui presi la via.

      Da questo sentieruolo tra gli olivi,
      di mentastro, di salvie profumato,
      m’incamminai pe ‘l mondo, ignaro e franco.

      E tanto e tanto, o fiorellini schivi
      tra l’erma siepe, tanto ho camminato
      per ricondurmi a voi, deluso e stanco.

      Poesia
      di
      Luigi Pirandello

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      • Celle San Vito chiesa

        olio su tela 30x40Celle San Vito chiesa olio su tela 30x40.jpg

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        • Originariamente Scritto da ANTONIO NARDACCHIONE Visualizza Messaggio
          olio su tela 30x40[ATTACH=CONFIG]4866[/ATTACH]
          Com'era bianca
          la neve
          nel Febbraio 1944



          Mio padre disegna sogni
          sul vetro appannato di una finestra chiusa
          imprigionando speranze che mordono la paura
          e come un passeggero frettoloso cancella i segni
          per non ricordare gli odori che sprigiona l’illusione.
          Sul tavolo, la candela consuma il tempo
          affiancando il silenzio che appartiene all’attesa.
          Il mio dito, imboscato di placenta,
          vive da nove mesi in parole che si confondono
          ma la donna è forte come in una cometa
          e, con mani di sposa, accarezza la mia vita ancora chiusa.
          Si nasconde il sole negando il mezzogiorno
          alla piazza orfana di campanile, gridano
          i passanti migratori sul ponte di pietra,
          cede anche l’albero dove è rimasta appesa una bandiera
          croce di ferro giace dive orma di soldato riposa
          la guerra chiude gli occhi e non si scusa.
          Morde il catenaccio una nuova aurora
          liberando la veduta aperta sulla casa
          e, diverso dal venticinque e precedenti,
          il giorno mi piace, è giorno che tace!
          Rannicchiato mi affaccio all’androne della vita
          aprendo gli occhi in un mattino sequestrato
          dal sorriso di mia madre dentro una stanza vuota:
          non una luce, non un fiore, non una parola
          ma la donna è forte come una cometa
          e, con mani di fata, accarezza la mia vita appena nata.
          Mio padre disegna sogni
          sul vetro appannato di una finestra chiusa
          liberando speranze che fuggono la paura
          e come un passeggero felice lascia i segni
          per non dimenticare i profumi che sprigiona l’avvenire.
          Fuori, la neve bianca di febbraio
          si appoggia lentamente al davanzale
          annusa il mio respiro e si addormenta.


          Poesia
          di
          Giampaolo Merciai
          Gravina di Puglia 2007 4° PREMIO
          Sezione A: Poesia inedita a tema libero

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          • Celle San Vito strada innevata

            olio su tela 40x50Celle San Vito strada innevata olio su tela 40x50.jpg

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            • Strada innevata

              Una strada immersa nel silenzio,
              cumuli bianchi ai lati,
              calde nuvole escono dalle nari.
              Percorro il soffice manto,
              lunga sequela di orme,
              forme sulla candida perfezione.

              Alzo lo sguardo,
              spade di ghiaccio pendono,
              lucenti riflessi dai cornicioni.
              Battiti d'ala improvvisi,
              risa oltre immacolate siepi,
              voci di gioia nel freddo calore.


              Poesia
              di
              Alessandro Mannarini

              Nari: abbreviazione poetica di "narici"

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              • Auguri a tutte le donne

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                • Originariamente Scritto da ANTONIO NARDACCHIONE Visualizza Messaggio
                  Auguri a tutte le donne
                  Grazie Antonio.

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                  • Traduzione: per la festa dei papà

                    Traduzione: per la festa dei papà


                    Matteo Regina (ritratto 24x30.jpg


                    autoritratto.jpg


                    Per la festa dei papà


                    Li festeggiamo una volta l'anno,
                    con una letterina di poche parole,
                    che al cuore danno ossigeno,
                    e fanno loro dimenticare ogni dolore.


                    Quattro parole, che per un padre,
                    valgono più di un tesoro,
                    e lo insaporiscono come il pane,
                    condito con olio, sale e pomodoro.


                    Per il padre giovane, a sentirle,
                    di San Giuseppe, è una ricorrenza,
                    per il padre vecchio, senza denti,
                    a sentirle diventa una speranza.


                    Al giovane brillano gli occhi,
                    e prende le sembianze di un pallone,
                    al vecchio si raddrizzano le orecchie,
                    chi sa che anche lui possa avere quella soddisfazione!


                    Ma è una cosa difficile che succeda,
                    (perché nei figli) perdendo gli anni dell'innocenza,
                    di colpo si alza un muro,
                    e la vergogna nasconde quest'usanza.


                    Neanche se ci appendono per i piedi,
                    magari ci affoghiamo,
                    ma veniamo meno alla fede
                    e tal segreto non si può sviscerare..


                    Eppure sono solo quattro parole
                    così facili, che non sappiamo dire,
                    che scaldano il sangue senza sole,
                    e i padri fanno stupire.


                    Invece le racchiudiamo in un cartoccio,
                    che ogni anno perde colore,
                    un augurio, e a volte una baciata,
                    fredda, di circostanza, senza sapore.


                    Quando poi, (i padri) vanno sotto i cipressi,
                    diventano uno scrupolo che va e viene,
                    ogni giorno vorremmo che fosse San Giuseppe,
                    per potergli gridare. “Papà, ti voglio bene.”

                    http://www.altadauniaaltosalento.it/...ted=1#post5574

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                    • Il mio paese

                      Povero, piccolo, il mio Paese,
                      Tu pensi ancora che con te fui scortese,
                      Quando ti lasciai per andar via...
                      Ma credimi, non è colpa mia,
                      tu eri povero e forse lo sei ancora,
                      Non potevi darmi quello che cercavo allora,
                      Così fui costretto a lasciarTi, ad andar via,
                      ma sapessi con quanta malinconia!
                      Quanto tempo da allora è passato,
                      ma io non ti ho mai dimenticato,
                      E senza voler lusingarTi,
                      devi sapere che non ho mai cessato di amarTi.
                      E come potrei se da Te ho vissuto i giorni più belli;
                      Giorni che cerco e non trovo!
                      Giorni che vivo, ma non sono più quelli,
                      La vita in te era armonia e bellezza,
                      Persino la tua miseria sembrava ricchezza!
                      Perciò Ti prego, piccolo mio caro Paese,
                      Non pensar più che fui con te scortese,
                      Vorrei tanto tornare, fosse solo per un momento:
                      il tempo sufficiente
                      per chiudere gli occhi e morir contento.

                      Poesia di
                      Elio Ricci,
                      operaio emigrante, deceduto in Canada

                      http://www.altadauniaaltosalento.it/showthread.php?2201-Il-mio-paese

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                      • "Clelia Gelato lavaggio del grano"

                        olio su tela 40x50Clelia Gelato lavaggio del grano olio su tela 40x50.jpg

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                        • Questa tela raffigura la madre di un mio amico di Celle di San Vito intenta al lavaggio del grano molti anni fa mi raccontava un vecchietto che prima di portare il grano al mulino lo lavavano, una volta pulito lo portavano alla macina.

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                          • Grazie

                            Originariamente Scritto da ANTONIO NARDACCHIONE Visualizza Messaggio
                            olio su tela 40x50[ATTACH=CONFIG]5231[/ATTACH]

                            Grazie

                            Il fiore sboccia
                            nel silenzio
                            e il suo profumo ci rallegra
                            ci fa ringraziare Dio
                            di essere stato creato.
                            La spiga di grano matura
                            nel silenzio
                            dorata ci nutre
                            ci fa ringraziare Dio
                            di avercela donata.
                            Il sole sorge
                            nel silenzio
                            ci illumina, ci riscalda
                            nutrimento della terra
                            ci fa ringraziare Dio
                            della sua forza di vita.
                            L'uomo nasce
                            nel silenzio
                            opera d'amore e creato per amare
                            Grazie Dio
                            per mio fratello, per il mio amico
                            che mi hai messo accanto.
                            L'amore non fa rumore
                            parla di Te.



                            Poesia

                            di

                            Neris

                            Commento


                            • Originariamente Scritto da Angelina Visualizza Messaggio
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                              Casalnuovo Monterotaro: santuario di Santa Maria della Rocca
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                              Casalnuovo Monterotaro: edificio scolastico di epoca fascista

                              [ATTACH=CONFIG]2744[/ATTACH]

                              Casalnuovo Monterotaro: l'angolo della Madonnina

                              [ATTACH=CONFIG]2745[/ATTACH]
                              Casalnuovo Monterotaro: Largo Cairoli

                              [ATTACH=CONFIG]2746[/ATTACH]
                              Casalnuovo Monterotaro: Piazza Plebiscito


                              M. Orlando Serpietri
                              PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE “CENTO ARTISTI PER IL MONDO”.
                              Collaboratore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
                              Responsabile Regione Lazio, Settore Arte Federitalia. Fondatore del Museo Civico d’Arte Contemporanea di Cerreto Laziale con progetto “Arte e Scuola, Arte a Scuola” attivato dal 2003.
                              INVITA tutti gli Artisti professionisti e giovani leve di ogni Genere ed espressione, TV Pubbliche, Giornalisti, Critici d’Arte, osservatori esterni e simpatizzanti ad Unirsi al progetto: “RICOMINCIAMO DALLA CULTURA”!
                              Chiediamo alle Istituzioni Regionali e Provinciali la concessione (in uso gratuito) di luoghi Pubblici (locali inutilizzati da attivare) per incontri Culturali, esposizioni di Opere di ogni genere, Esibizioni musicali e altro, al servizio del Pubblico non stop. Chiunque può farne parte mettendosi in contatto attraverso il blog qui di seguito.
                              http://centoartistiunitiperilmondo.blogspot.it/ orlandoserpietri@alice.it http://www.federitalia.it/arte.html http://cento-artisti-con-serpietri.webnode.it/ www.facebook.com/centoArtistiPerIlMondo

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                              • Faccio mio l'appello Di Orlando Serpiteri

                                Ehi! Casalnovesi attivi e di prestigio! Avete visto che bell'invito?

                                Faccio mio l'appello Di Orlando Serpietri!...

                                Faccio mio l'appello Di Orlando Serpietri e chiedo al Sindaco di Casalnuovo Pasquale De Vita ed ai suoi consiglieri ed assessori, alla pro-loco casalnovese (Enzo mi raccomando!), a tutte le associazioni di volotariato ed alle persone colte e di buona volontà (ce ne sono tante a Casalnuovo...) di trovare uno spazio utile per aderire a questo magnifico appello e di far trovare a noi che veniamo lì d'estate una mostra di così grandi artisti .

                                Angelina Stanziano

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                                Lavorando...
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