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Copyright (diritto d'autore) vaticano e “metodo Dino Boffo”

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  • Copyright (diritto d'autore) vaticano e “metodo Dino Boffo”


    Copyright (diritto d'autore) vaticano e “metodo Dino Boffo”

    Dino Boffo, l'ex-direttore di <<Avvenire>>, fu “ impallinato” nell'estate del 2009 da una campagna stampa su <<Il giornale>> che lo portò alle dimissioni.
    Dopo lo scandalo, Boffo scrisse a Ratzinger e al presidente della CEI, il cardinale Bagnasco.
    Si tratta di un carteggio riservato, reso pubblico grazie alla rivolta silenziosa dei cosiddetti “corvi”, in cui Boffo racconta quanto è accaduto, ne spiega i motivi, indica i nomi e i cognomi degli esecutori, ipotizza i mandanti e spiega i moventi della sua morte professionale.
    Tutti fatti documentati e incontestabili.
    In tali lettere, sia pure in modo riservato, Boffo attacca frontalmente il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, accusandolo di una micidiale operazione che avrebbe potuto portarlo finanche al suicidio!
    Boffo, dopo un breve purgatorio, venne riabilitato, nell'autunno del 2010, come direttore di rete di Tv2000, di proprietà della Cei, ma questo fatto non fu un lieto fine di una vicenda torbida ma semplicemente un compromesso vaticano su na questione che, dopo aver arrecato danni enormi, poteva finire fuori controllo.
    Questo modo di trattare il prossimo, da parte delle gerarchie vaticane, oggi è indicato, nel linguaggio comune degli addetti all'informazione, come il “metodo Boffo”


    tratto da
    Sua santità
    Le carte segrete di Benedetto XVI
    di Gianluigi Nuzzi

  • #2
    Lettere segrete di Dino Boffo al papa

    Lettere segrete di Dino Boffoimages.jpg al papa: il primo, grande calunniatore, di tutta la vicenda che l'ha coinvolto è Gian maria Vian, direttore de "L'osservatore romano"

    Il giorno 6 gennaio 2010, poco prima di cena, Dino Boffo, l'ex direttore di <<Avvenire>>, infila cinque fogli nel fax.
    La missiva è indirizzata direttamente a padre Georg e sul fronespizio c'è la parola "riservatissimo"
    Si tratta di un "j'accuse che merita la lettura integrale e che si può dividere in tre parti.
    • quali sono i veri responsabili della losca vicenda che l'ha coinvolto
    • le motivazioni che avrebbero motivato la campagna contro di lui
    • la ricerca di una via d'uscita. perchè lui è rimasto senza lavoro


    Ecco il testo.

    Reverendissimo monsignore,
    lei probabilente saprà che cosa mi è capitatao tra la fine del mese di agosto e oggi, ossia delle dimissioni dalla direzione di "avvenire" e degli altri media Cei a cui sono stato costretto, a causa di una campagna denigratoria, e della ritrattazione di queste accuse da parte del suo principale propalatore, il dottor Vittorio Feltri, direttore de "Il giornale".
    Ritrattazione avvenuta a tre mesi esatti dalle mie dimissioni, ossia il 4 dicembre 2009.
    Ebbene, è da questa ritrattazione che devo prendere le mosse per argomentare le circostanze che sono all'origine della presente lettera.
    Quella ritrattazione, infatti,benché non abbia raggiunto le punte di notorietà mediatica toccate dalle dimissioni, mi ha messo nelle condizioni di entrare in una certa confidenza con un mondo in precedenza a me sconosciuto.
    Nei contatti informali che precedettero la decisione del dottor Feltri di ritrattare, e culminati con la visita del mio avvocato al direttore de "Il giornale" per fargli prendere visione di tutte le carte relative al caso da lui cavalcato, e specialmente nei contatti che da allora sono segiuti con esponenti vari di quel quotidiano, sono venuto a conoscenza di un fondamentale retroscena, e cioè che a trasmettere a Feltri il documento falso sul mio conto è stato il direttore de "L'osservatore romano", professor Gian Maria Vian,images.jpg il quale non solo ha materialmente passato il testo della lettera anonima che agli inizi dello scorso mese di maggio era circolato negli ambienti dell'università cattolica e della curia romana, volta a ostacolare la mia riconferma nell'organo di controllo della stessa università, ossia il comitato toniolo, ma ha dato ampie assicurazioni che il fatto giudiziario da cui quel foglio prendeva le mosse riguardava na vicenda certa di omosessualità, che mi avrebbe visto protagonista essendo io, secondo quell'odioso pettegolezzo, un omosessuale, noto in vari ambienti, a cominciare da quello ecclesiastico, dove avrei goduto di colpevoli coperture per svolgere indisturbato il delicato ruolo di direttore responsabile di testate riconducibili alla conferenza episcopale italiana.
    ........................continua.................. .....


    tratto da
    Sua santità
    Le carte segrete di Benedetto XVI
    di Gianluigi Nuzzi

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    • #3
      II parte del fax di Boffo al Vaticano

      II parte del fax di Boffo al Vaticano

      ....................
      ..................Naturalmente non mi sfugge, monsignore, l'enormità di questa rivelazione, né io che ho patito le conseguenze delle calunnie potrei mai lasciarmi adare a qualcosa di analogo.
      Mi decido a parlare, e a parlare oggi in una sede alta e riservata,, perché non posso infine tacere quello di cui sono venuto a conoscenza e che tocca così da vicino la missione della santa sede.
      Inutile che le precisi come sia stato attento a non cadere a mia volta vittima di tranelli, e come abbia per settimane avuto difficoltà a credere a ciò che mi si rivelava.
      D'altra parte, monsignore,(come tacerlo?) è questo inatteso tassello che rischia di apparire ragionevole di fronte a una serie di circostanze rimaste, in qualche modo, sospese.
      Si pensi ai dieci giorni in cui si è materialmente orchestrata la campagna diffamatoria de "il Giornale", incurante di qualunque obiezione che nel frattempo gli veniv rivolta sia su "Avvenire" che su altri giornali, e incurante altresì delle pressioni che gli arrivavano per via informale e riservata da soggetti per se stessi deltutto credibili e autorevoli.
      Ma quella versione gli era stata garantita, al dir di Feltri, "da un informatore attendibile, direi insospettabile" e quindi perché indietreggiare?
      Forse che non era possibile che la supposta immoralità del direttore di "avvenire" fosse stata sconosciuta ai suoi superiori?
      Oppure, altro scenario ancora più inquietante, che i suoi superiori , pur sapendolo,l'avessero per convenienza coperto?
      Intanto Feltri, nel roprio delirio, aveva cura di lasciare qualche traccia, come quando ( e lo fece fin dal primo giorno) parlò di "regolamenti di conti interno alla chiesa".
      oppure quando arrivò a insinuare che la 2velina proveniva dalla gentarmeria vaticana.
      ...........................continua ...................

      Si tratta come si può ben capire, di una ricostruzione dei fatti davvero drammatica, con cui si accusa, sostanzialmente, non solo Vian, per le calunnie subite, ma tutto un retroscena di personaggi e "santità" che arrivano fino a Bertone ed oltre.

      tratto da
      Sua santità
      Le carte segrete di Benedetto XVI
      di Gianluigi Nuzzi

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      • #4
        III parte del fax di Dino Boffo al Vaticano

        III parte del fax di Dino Boffo al Vaticano

        .... E come non annotare, almeno tra noi, monsignore, che l'intervista apparsa sul "corriere della sera" del 31 agosto e rilasciata dal prof Vian non a titolo personale ma nel suo ruolo di direttore de "l'osservatore romano", e nella quale ampiamente mi si criticava, finisce per apparire oggi come qualcosa di diverso da un'iniziativa improvvida e vanesia?
        Impossibile non chiedersi, tra l'altro, perché nonsi sia trovato il modo di ridimensionare quell'intervista, se non anche di prendere le distanze da essa e da ciò che stava causando, nonostante una richiesta esplicita in tal senso avanzata dal presidente della CEI.

        Non credo per essere con lei schietto fino in fondo, che il cardinale bertone fosse informato fin nei dettagli sull'azione condotta da Vian, ma quest'ultimo forse poteva contare, come già in altri frangenti, di interpretare la mens del suo superiore; allontanato Boffo da quel ruolo, sare3bbe venuto meno qualcuno che operava per la continuità tra la presidenza del cardinale Ruini e quella del cardinale Bagnasco.
        Un collegamento, quello tra l'iniziativa di Vian e il cardinale Bertone, che più di qualcuno potrebbe erroneamente aver supposto, se lo stesso portavoce dell'onorevole berlusconi, Paolo Bonaiuti, poteva rispondere off the record a qualche cronista accreditato a Palazzo Chigi. <<abbiamo fatto un favore a Bertone>>.
        Da qui probabilmente il disagio cheall'inizio della vicenda il premier aveva lasciato trasparire, per prendere poi pubblicamente le distanze dalla campagna scandalistica, infine per impegnarsi con Feltri (questo è dato certo) perché ritrattasse e sanasse la ferita inferta a Boffo.
        Vede, monsignore, i giornalisti sono soggetti strani, a volte sparano notizie senza avere le pezze d'appoggio appropriate, altre volte raccolgono frammenti e li lasciano maturare nei loro taccuini, in attesa che gli eventi abbiano un loro sviluppo.
        Ebbene, mi è noto, essendo stato al riguardo interpellato da taluni colleghi, che qualcuno di loro è in possesso di singolari affermazioni che nei giorni della polemica vian ha fatto nei riguardi, ad e3sempio, del "coraggio dimostrato da Feltri" con la sua denuncia, come sono a conoscenza della frase che nelle stesse ore a Feltri è sfuggita in redazione: <<Ah, Vian, in questi giorni è meglio che non lo chiami direttamente...>>
        Così oggi negli ambienti vicini al "Il Giornale" c'è chi ironizza sul fatto che il direttore de "l'osservatore romano" si è consegnato mani e piedi a uno spregiudicato come Feltri...
        Al pari di altri, sono anch'io a conoscenza dell'indiscrezione pubblicata nel mese di ottobre da Sandro magister sul suo blog, là dove si attribuisce esplicitamente a Vian la paternità di un certo articolo di difesa della campagna diffamatoria uscito su "il giornale" stesso a firma (inventata) di Diana Alfieri.
        le assicuro che la replica di Vian a tale indiscrezione è stata così contorta da suscitare, tra gli stessi addetti ai lavori, più dubbi di quelli che avrebbe dovuto placare.
        Eppre fino a quel momento io pensavo che fossimo sul piano delle illazioni o dei sospetti.
        oggi invece mi trovo nella condizione di non potermi obiettivamente sottrarre a quanti attestano come sicuro il fatto che Vian è l'ispiratore della vicenda.

        .....................Continua .........................


        E' importante questa ricostruione che il diretto interessato fa di tutta la vicenda: dietro il "caso Boffo" ci sarebbestata, quindi, una convergenza di posizioni ed interessi. Non solo quello di colpire l'anello di congiunzione tra Ruini e Bagnasco,ma anche e soprattutto uno scontro di visioni nei rapporti tra governo italiano e CEI!!!.........

        ratto da
        Sua santità
        Le carte segrete di Benedetto XVI
        di Gianluigi Nuzzi

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        • #5
          IV parte del fax di Dino Boffo al Vaticano

          IV parte del fax di Dino Boffo al Vaticano

          .... Se non c'è motivo di dubitare sulle spiegazioni ripetutamente accampate da feltri per giustificarela propria campagna, ossia svergognare chi aveva osato obiettare su alcune scelte della vita privata di Berlusconi, nulla di documentato posso dire sulle motivazioni che hanno indotto il prof Vian ad agire nel senso qui rilevato.
          Ma a parte il fatto che nei suoi contatti con i giornalisti il personaggio è abituato fin troppo ad arrischiare, potrei dar credito alle riserve da Vian stesso avanzate circa il mio modo di concepire il ruolo del media Cei, quello, cioè, di assicurare alla chiesa italiana una voce pubblica orchestrata in modo tale da obbligare la politica a tenere conto delle posizioni della chiesa stessa.
          images.jpg
          Il caso della povera Eluana era stato al riguardo emblematico per i critici di "Avvenire" di allora per cui solo superando la direzione in carica si poteva sperare di attenuare il peso della Chiesa sulla politica, rendendola più flessibile e adeguata a nuovi, futuri scenari,
          e proprio qui si profila quel dato di ingenuità che, tutto sommato, connota l'opera del direttore de " L'Osservatore".
          ...Ma questo non è discorso che propriamente mi riguarda.
          ..........................continua................ ...........



          Tragico! Boffo denuncia anche loschi operazioni di ingerenza ecclesiastiche negli affari italiani, e di sottogoverno, che si sono consumate sulla pelle della povera Eluana Englaro.



          Tratto da
          Sua santità
          Le carte segrete di Benedetto XVI
          di Gianluigi Nuzzi

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          • #6
            V parte del fax di Dino Boffo al Vaticano

            V parte del fax di Dino Boffo al Vaticano

            images.jpg

            ... Mi chiedo, invece, e ora che si fa?
            Monsignore, le assicuro che non muoverò un dito perché tale ricostruzione dei fatti sia risaputa.
            I superiori interessi della Chiesa restano per me la bussola che determina il mio agire.
            Ho perso, è vero, il mio lavoro, e un lavoro in cui ci credevo molto, ma non coltivo desideri di vendetta.
            E' chiaro tuttavia che ciò che è accaduto non è più oggi un segreto a "Il Giornale", e quindi che i retroscena della vicenda possono uscire sulla stampa in qualunque momento,nonostante eventuali promesse.
            Non manca, infatti, chi è già all'opera per risalire, con i propri mezzi, alla verità dei fatti.
            Per questo, monsignore, ritengo giusto informarla su quello che ho appreso, e così in qualche modo allertarla su uno scenario che potrebbe tra non molto presentarsi.
            Ovvio che, per quanto qui scritto, io resti a disposizione.
            Con ciò voglia, monsignore, scusarmi per l'incomodo e considerarmi come suo
            Dino Boffo


            Dopo questa lettera ci sono state delle conversazioni telefoniche tra la segreteria di Stato vaticana e Dino Boffo che, dopo qualche giorno, e precisamente il 12 gennaio 2010, si decide a spedire, allo stesso destinatario, una seconda lettera...


            Tratto da
            Sua santità
            Le carte segrete di Benedetto XVI
            di Gianluigi Nuzzi

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            • #7
              Seconda lettera di Boffo al segretario di Ratzinger

              12 gennaio 2010
              Seconda lettera di Boffo al segretario di Ratzinger

              Monsignore reverendissimo,
              desidero anzitutto e sinceramente ringraziarla per la carità sacerdotale e per la franchezza che mi ha riservato nella telefonata di ieri, 11 gennaio 2010.
              Dio sa se mi dispiace di aver arrecato così tanto disturbo.
              Parlavamo del pettegolezzo che, se ho capito, sarebbe circolato già in qualche Ufficio, e le raccontai con confidenza l'unica traccia che mi poteva in qualche modo suggerire un collegamento, quella che passava per monsignor Angelo Pirovano (capo ufficio della segreteria di Stato).
              Ma poi, a telefonata conlusa, mi sono ricordato, e mi spiace di non essere stato subito pronto, che ( poteva essere nel 2000- o 2001) mi capitò di sentire che un certo signor Pio Pinto, che allora lavorava, se non erro, alla Sacra Rota, e nel quale mi ero imbattuto nell'anno in cui occupai un appartamento che mi era stato gentilmente offerto nelle soffitte del palazzo di Propaganda Fide, in piazza di Spagna, aveva parlato non proprio bene di me.
              Egli, un tipo singolare e un po' visionario, aveva l'abitazione nello stesso palazzo, e ogni tanto, incontrandoci, ci si soffermava per fare due chiacchiere, con l'impegno che saremmo andati una sera o l'altra a cena insieme, ma la cosa a me non interessava più di tanto, perchè le chiacchiere curiali non sono mai state il mio forte.
              Dico un tipo singolare, perché non raramente questi lasciava di sera il portone di casa socchiuso e io, rientrando magari sul tardi, puntualmente prendevo dello spavento.
              Ebbene, ricordo che, già non abitavo più lì, quando un giorno mi si dice che quel sacerdote avanzava sospetti espliciti sul sottoscritto.
              Onestamente non mi turbai più di tanto, e ricordo di aver detto al mio divertito interlocutore, che Pinto probabilmente aveva scambiato la visita serale di alcuni miei colleghi di Sat2000 (la TV che era allora agli inizi e per me era importante sfruttare le occasioni per conoscere quei ragazzi e ragazze) con chissà chi.
              Ma per me la cosa è finita lì, e devo dire che l'avevo quasi scordata.
              Tutto qui, monsignore.
              Mi pareva importante completare l'informazione sulle uniche tracce che a me il pettegolezzo incredibilmente avanzato fa tornare alla mente.

              ............................................ continua ..............................



              Tratto da
              Sua santità
              Le carte segrete di Benedetto XVI
              di Gianluigi Nuzzi

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              • #8
                II lettera di Dino Boffo al segretario del papa

                II lettera di Dino Boffo al segretario del papa

                Parte II

                ........... Mi consenta, tuttavia di osservare che ciò di cui vian si è reso purtoppo responsabile si pone a un altro livello.
                Questi si imbatta in un foglio anonimo, vistosamente contraffatto ( in quale modulo della repubblica italiana l'imputazione a carico di un cinquantenne viene fatta citando il nome e cognome dei suoi decrepiti genitori?), oltre che calunnioso (nelle carte di Terni non si fa mai parola né riferimento a qualsivoglia circostanza rapportabile a omosessualità, come Feltri ha dovuto prendere atto), e che cosa fa? Lo prende e lo passa 8lui, direttore de"l'osservatore romano" a un suo collega noto per la spregiudicatezza, dando assicurazione di autenticità, con la prospettiva che si voglia imbastire una campagna pubblica 8e strumentale) contro il direttore del quotidiano cattolico.
                Qual è il senso morale e il sentire ecclesiale di una tale operazione?
                Monsignore, non le posso nascondere che qualcosa della sua cortesissima telefonata di ieri mi aveva, in un primo momento, lasciato come attonito.
                Ma le assicuro, davanti a Dio, che sono sereno, e che non posso dubitare che il principio di realtà anche in questa circostanza si affermi.
                Le ripeto, se io fossi un omosessuale, tanto più un omosessuale impenitente, davvero i colleghi delle mie tre redazioni con i qali ho passato ore, giorni e anni affrontando qualunque argomento e mettendo in, prima pagina le posizioni della chiesa su tutti gli argomenti sollecitati dall'attualità, non si sarebbero accorti che qalcosa non andava?
                Davvero avrei potuto conservare fino ad oggi la loro stima di credenti e di padri di famiglia?
                Inoltre, monsignore, non essendo più un giovanetto, nella mia vita sono passato, come tutti, attraverso vari ambienti.
                Dai trenta ai quarant'anni sono stato animatore del settimanale diocesano di Treviso, e presidente di un'Azione cattolica molto vivace che faceva, per dire, una cinquantina di campi-scuola ogni estate. possibile che nessuno avesse trovato qualcosa su cui ridire?
                In precedenza, dai 22 ai 30 anni fui un giovanissimo "dirigente" (si fa per dire) del centro nazionale dell'azione cattolica e con me crebbero decine e decine di altri giovani, sui quali poi Giovanni Paolo II avrebbe fatto conto per lanciare le Giornate Mondiali della gioventù. anche allora, possibile che nessuno avesse trovato qualcosa da ridire?
                Infine, in questi ultimi nove anni, a Roma, hom abitato in un appartamentino ricavato da un appartamento più grande, e la proprietaria, madre zelante di due figli, quando il mese scorso l'ho salutata per fine locazione, per poco non si metteva a piangere.
                Possibile che, con un'entrata daun appartamento visibile dalla sua cucina, non abbia mai visto nulla?
                Perdoni la tirata, ma è solo un piccolo sfogo che affido al sacerdote sperimentato e saggio, confidando nella sua benevolenza.
                In ogni caso, mi compatisca e mi abbia sinceramente come suo,
                Dino Boffo




                Dino Boffo spedisce questa seconda lettera al segretario di Ratzinger e intando continua le sue ricerche scoprendo altre nefandezze...............


                Tratto da
                Sua santità
                Le carte segrete di Benedetto XVI
                di Gianluigi Nuzzi

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                • #9
                  Lettera di Dino Boffo a Bagnasco: &lt;&lt;l'imbroglio è troppo grande&gt;&gt;

                  Lettera di Dino Boffo a Bagnasco: <<l'imbroglio è troppo grande>>

                  Dino boffo è stato in silenzio un anno intero e molti giornalisti hanno cercato di analizzare e capire la situazione.
                  Marco Travaglio, Ezio De Mauro indagano e scrivono... Boffo tace, ma,
                  dopo un anno si decide a scrivere a Bertone.
                  Ecco la lettera:


                  Eminenza,
                  vorrei tanto che lei mi avesse davanti e potesse avvertire tutta la mia desolazione.
                  Desolazione anzitutto di trovarmi nella necessità di importunarla sapendo quali sono gli affanni quotidini cui deve far fronte.
                  Dio sa quanto vorrei poter risolvere da solo queste mie grane.
                  ...E desolazione c'è in me per questa ripresa di attenzione sulla vicenda che mi ha e ci ha interessato.
                  Accludo l'articolo di Marco Travaglio apparso bella prima pagina de "Il fatto" di oggi.
                  E' il coronamento che mancava alla sottile giostra persecutoria di questi ultimi giorni.
                  non so se ha ben presente chi è il giornalista Travaglio.
                  Per capirci.
                  È il più puntuto, inesorabile e documentato avversario di Berlusconi.
                  Più ancora di Santoro.
                  E' il giornalista “nemico” per antonomasia.
                  Lui avrà seguito la trasmissione televisiva dell'altro giorno, con Feltri che faceva i suoi numeri da circo, ha sentito che, se tornasse indietro , Feltri sarebbe più cauto, ha sentito le insinuazioni avute nei confronti dei vescovi, ha sentito Feltri ricordare che io non avrei fatto querela né penale, né civile, e gli è scattata la mosca al naso.
                  Com'è possibile che Boffo stia ancora zitto?
                  Cosa nasconde o cosa lo preoccupa?
                  I suoi vecchi padroni (lui ragiona così) perché l'hanno mollato?
                  Non è che per caso è sceso a patti col suo torturatore, ha preso dei soldi per tacere e ora se ne sta alla larga?
                  Per la gente come Travaglio è inspiegabile che, con quello che mi è stato fatto, io non abbia impugnato la bandiera e sia andato sulle barricate con loro.
                  Lui, in sostanza, mi vorrebbe stanare naturalmente nell'ottica della sua causa.
                  Cosa faccio?
                  Faccio un'intervista per dire la mia e dare ragguagli sulla mia situazione?
                  Ancora ieri, Ezio Mauro de “La Repubblica” si è offerto di venire a casa mia e farmela come direttore, l'intervista.
                  Ma lo stesso “Il Fatto” me l'ha chiesta, e poi anche “Il Foglio”, e “Il Resto del Carlino”.
                  Non avrei problemi, cioè, a poter parlare, ma io non sono ancora convinto che sia la strada migliore, perché andare, di fatto, a rinfocolare le polemiche e comunque finirci per arrecare danno a qualcuno, tanto più che se parlo non è che possa sorvolare del tutto sulla parte svolta da Bertone-Vian.
                  Eminenza, glielo chiedo in ginocchio, se questo può aiutarla a intuire lo spirito con cui oso parlarle, non crede che la chiesa dovrebbe dare o fare un qualche segno che, dal suo punto di vista, mi riabiliti agli occhi del mondo?
                  E si possa in tal modo sperare di far scendere la febbre...
                  Non le nascondo infatti l'idea che si sono fatti anche altri di cui mi fido,
                  ossia che a colpire la categoria dei miei colleghi giornalisti oggi non siano tanto le uscite pazze di Feltri o del suo dirimpettatio Travaglio, tutti lo sanno misurare, ma il silenzio della chiesa, che loro interpretano come un fatto sospetto.
                  Dimenticano che lei ha parlato, eccome.
                  Che lei ha fatto fare una dichiarazione anche dopo il 4 dicembre, quando ci fu la ritrattazione di Feltri.
                  Purtoppo poi c'è stata la rivelazione del coinvolgimento superiore, e ha riportato in auge, in taluni, i sospetti.
                  Certo, se potessi dire che la Cei mi sta comunque aiutando, sarebbe una cosa diversa e griderebbe, a chi vuol sapere, che non sono proprio abbandonato a me stesso, che la Cei a suo modo mi è solidale, che sono semplicemente a casa, ad aspettare che il procedimento abbia termine, ma non mi sento un reietto agli occhi del mio ex- editore...
                  Le chiedo in punta di piedi: facciamo uscire questa cosa (articolo 2, per grazia della CEI) così che circoli e raffreddi un po' il clima?
                  Ci sono controindicazioni?
                  Forse si...
                  O pensa, eminenza, ( e qui mi faccio davvero tremolante) che si possa risolvere la faccenda del segnale da dare, in altro modo?
                  D'altro canto, se io oggi dò la notizia che accetto la proposta di lavoro che mi proviene da “La Stampa”, forse ,forse che non ci sarà in questo clima qualcuno che obietterà che me ne vado dal mio ambiente perché, perché, perché....
                  Non voglio metterla in angustie, non voglio nulla, eminenza, vorrei solo sparire, ma sparire non posso, e allora sono qui a parlargliene ancora una volta con il cuore in mano, analizzando passo, passo, con lei questa faccenda, che non vuole finire (l'imbroglio che ci sta sotto è troppo grande...)
                  Non ho parole per scusarmi con lei, che è persona e vescovo a cui voglio molto bene e che mi dispiace doverla disturbare in questo modo.




                  Tratto da
                  Sua santità
                  Le carte segrete di Benedetto XVI
                  di Gianluigi Nuzzi

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                  • #10
                    Boffo è rentegrato, dalla casta degli ecclesiastici, al vertice di Tv2000

                    Boffo è rentegrato, dalla casta degli ecclesiastici, al vertice di Tv2000

                    Non è chiaro quale giro abbiano fatto le lettere che Dino Boffo ha spedito agli esponenti del clero e del Vaticano, a seguito della campagna calunniosa e diffamatoria messa in atto nei suoi confronti da personaggi del mondo ecclesiastico, ma ne conosciamo gli effetti: il 18 ottobre 2010 Boffo è rentegrato, dalla casta degli ecclesiastici, al vertice di Tv2000.
                    Dopo essere stato fatto a pezzi da una campagna mediatica basata in gran parte su dati falsi, lui ha raccolto elementi di assoluta gravità sui più stretti collaboratori del papa e ha deciso di renderli noti, in modo discreto, prima al segretario particolare del pontefice e poi ad altri soggetti dello stesso ambiente.
                    .. Quindi, dopo un anno, riesce a farsi riprendere, reintegrare, valorizzare e a ricevere nuovamente uno stipendio.
                    ... Ma nessuno si è sognato di toccare Vian, il primo e più sfacciato suo calunniatore, che rimase regolarmente al suo posto, cioé alla strategica direzione del quotidiano del vaticano:"L'Osservatore Romano"; e così pure restò e resta tuttora tranquillo il cardinale Bertone, altro soggetto oscuro di tutta la vicenda.



                    Tratto da
                    Sua santità
                    Le carte segrete di Benedetto XVI
                    di Gianluigi Nuzzi

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                    • #11
                      Dino Boffo rimosso dalla direzione di Tv2000, l’emittente dei vescovi italiani


                      Dino Boffo rimosso dalla direzione di Tv2000, l’emittente dei vescovi italiani



                      L’uomo di Ruini al centro dei malumori della Segreteria di Stato e in particolare del ministro degli Interni vaticano, monsignor Giovanni Angelo Becciu. Sullo sfondo la "lotta" politica interna al Vaticano e la capitolazione di Bagnasco


                      di Francesco Antonio Grana | 14 febbraio 2014




                      Alla Tv della Cei finisce l’era di Dino Boffo.
                      L’uomo del cardinale Camillo Ruini è stato rimosso dalla direzione di Tv2000.
                      Da mesi erano abbastanza noti i malumori della Segreteria di Stato e in particolare del ministro degli Interni vaticano, monsignor Giovanni Angelo Becciu, verso alcuni commenti espressi da Boffo durante le dirette degli eventi che avevano come protagonista Papa Francesco.
                      Becciu aveva messo per iscritto le sue critiche ad alcune frasi del direttore della tv della Conferenza episcopale italiana che non solo non aveva ascoltato le indicazioni della Segreteria di Stato, ma aveva svelato proprio in diretta su Tv2000 di aver ricevuto questi richiami dal Palazzo Apostolico vaticano.
                      Irterpellato sulla rimozione Boffo risponde con un banale “no comment”, ma è ovvio che le tensioni e i malumori di questi mesi di Bergoglio con la Cei hanno acuito lo scontro con l’entourage di Papa Francesco e la tv dei vescovi italiani.

                      Era abbastanza evidente che con la capitolazione al vertice della Conferenza episcopale italiana del cardinale Angelo Bagnasco, in guerra aperta da mesi con il Pontefice latinoamericano, il maggiore “esponente mediatico” della Cei dovesse passare la mano.
                      Una decisione che, da quando si apprende da ambienti interni proprio a Tv2000, sembra abbia avuto un’improvvisa accelerazione che ha trovato spiazzato lo stesso Boffo, convinto che non sarebbe stato scalzato da una poltrona che aveva conquistato a fatica dopo le dimissioni sofferte dalla direzione del quotidiano della Cei Avvenire, di cui era stato al timone per quindici anni.
                      Era il settembre 2009 quando l’uomo di Ruini si trovò a subire la dura campagna mediatica del quotidiano della famiglia Berlusconi, Il Giornale, all’epoca diretto da Vittorio Feltri.
                      Il “metodo Boffo”, termine coniato in quei giorni, portò il direttore del quotidiano dei vescovi italiani a offrire a Bagnasco, anche per volontà di Benedetto XVI, le sue dimissioni.

                      Un gesto che, alcuni mesi dopo, fu ricompensato per intercessione del segretario particolare del Papa emerito, monsignor Georg Gänswein, cui Boffo, ritiratosi in una casina di montagna si era appellato con lunghe lettere inviate in Vaticano via fax e rese pubblicate durante la vicenda Vatileaks.
                      Del resto Boffo scrisse subito al segretario del Papa che ad armare la mano de Il Giornale contro di lui erano stati l’allora Segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone e il direttore de L’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian. “Sono venuto a conoscenza di un fondamentale retroscena e cioè che a trasmettere al dottor Feltri il documento falso sul mio conto è stato il direttore dell’Osservatore Romano, professor Giovanni Maria Vian”, scriveva Boffo a Gänswein. “Non credo – proseguiva la missiva – che il cardinale Tarcisio Bertone fosse informato fin nei dettagli sull’azione condotta da Vian, ma quest’ultimo forse poteva far conto di interpretare la mens del suo superiore: allontanato Boffo da quel ruolo, sarebbe venuto meno qualcuno che operava per la continuità tra la presidenza della Cei del cardinale Ruini e quella del cardinale Bagnasco”.

                      Gänswein non fece cadere nel vuoto la richiesta accorata di Boffo e, con la benedizione di Benedetto XVI, arrivò, il 18 ottobre 2010, la nomina alla direzione di Tv2000.
                      Ora non pochi in Vaticano pensano che la prossima testa a cadere sarà quella del direttore di Avvenire Marco Tarquinio, anche lui al centro di un duro scontro con Papa Francesco che, il 4 ottobre ad Assisi, lo aveva duramente rimproverato a favor di telecamera per aver pubblicato sul quotidiano della Cei la notizia che l’allora segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, era stato da lui “confermato” come numero due dei vescovi della Penisola, mentre invece Bergoglio si era limitato a prorogarlo senza indicare una scadenza.


                      http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/14/dino-boffo-rimosso-dalla-direzione-di-tv2000-lemittente-dei-vescovi-italiani/881443/

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