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Nunzio Giovanni Frecina... un Casalnovese oriundo

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    Nunzio Giovanni Frecina... un Casalnovese oriundo

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    Termoli.
    Mettere in musica quello che scrive gli viene naturale. Era molto piccolo quando un giorno, casualmente, si trovò a sfiorare con le dita quel pianoforte vecchio di oltre 100 anni. «E’ sempre stato nella mia abitazione.
    Adesso è in restauro.
    Quando ho iniziato a strimpellarlo mi sono reso conto di avere un certo orecchio. Oggi mi piace scrivere testi di canzone e metterli in musica», racconta.
    Il ritmo è come se gli scorresse nelle vene e, al di là della sua timidezza, riesce a esprimere con i suoi versi contenuti di grande profondità.
    Incisivo ed efficace, Nunzio Giovanni Frecina, che di anni ne ha 17, ha poco ottenuto un importante riconoscimento a un premio nazionale di poesia. "Sognando l’infinito" è il titolo della prima edizione di un concorso dedicato a Giacomo Leopardi organizzato nelle Marche a Montecosano e dove il giovanissimo studente del "Perrotta" è riuscito a conquistare il terzo posto, facendosi apprezzare su oltre 250 componimenti pervenuti da tutta Italia.

    «Ho iniziato a scrivere quando frequentavo ancora le scuole medie - racconta - mi riesce facile comporre versi in rima e in endecasillabi».
    Una dote naturale con la quale riesce ad affilare le parole una dietro l’altra, tirando fuori componimenti mai uguali. «Eppure, in questo concorso, al quale ho partecipato su suggerimento di un amico, le due poesie che ho dovuto inviare, che avrebbero dovuto contenere all’interno la parola "infinito", non dovevano essere scritte in rima.
    Ne ho scritte due, abbastanza velocemente.
    Non ero poi così convinto, soprattutto perché la forma si discostava da quello che è il mio solito modo di scrivere.
    Eppure hanno avuto successo e mi hanno permesso di vincere il terzo premio.
    Non l’avrei mai detto». Così, nella splendida cornice del Teatro delle Logge, Nunzio ha ritirato il premio che si è guadagnato grazie a "Grimaldello" e "Moto rivoluzionario", poesie tra l’altro pubblicate in una silloge, nonché sul sito Suonami una poesia.

    «Francesco Cusani - ha proseguito il giovane poeta - che nel corso della premiazione si è fatto interprete dei miei versi, leggendoli in modo impeccabile, così come io li avevo immaginati, mi ha informato dell’esistenza di questo sito dove sono state poi pubblicate le mie poesie».
    I versi divengono in questo modo veicolo per trasmettere qualcosa: «La cosa bella è che riesco a dire ciò che voglio scegliendo di essere criptico o ermetico». Scrivendo la mattina presto, talvolta la sera, su fogli volanti, a volte dove capita. Un caos ordinato nel quale Nunzio, che confessa di essere molto versatile negli interessi, riesce a raccapezzarsi.
    «Cerco di essere il più originale possibile, per me è ogni volta una sfida originale. Scrivere è liberatorio».
    E una poesia più "rappresentativa"? «Ora come ora sicuramente "Moto rivoluzionario", magari in un altro momento mi sentirò in un altro modo.
    Il perché? beh, perché rappresenta quel mio essere ribelle in considerazione del nostro presente, una situazione che non mi piace e di fronte alla quale dico che prima o poi qualcosa dovrà cambiare».

    Guardando al futuro Nunzio si vede sempre con la penna in mano. «Magari da grande farò lo psicologo, chi lo sa.
    L’introspezione è un qualcosa che mi affascina.
    Per ora mi concentro a finire la scuola e l’anno prossimo ad affrontare la maturità».
Lavorando...
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