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Il golpe di Todi: un centinaio di parlamentari clericali nei tre principali partiti

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  • Il golpe di Todi: un centinaio di parlamentari clericali nei tre principali partiti

    Il golpe di Todi: un centinaio di parlamentari clericali nei tre principali partiti italiani


    COSÌ È SALTATO IL GOLPE BIANCO DEI CATTOLICI


    In un’ intervista al Corriere, il portavoce del forum di Todi svela serenamente il progetto: «Avere un centinaio di parlamentari nei tre principali partiti in modo da orientare l’ Aula sui temi eticamente sensibili che a noi stanno a cuore».
    Poi, l’ ambizione di Riccardi ha rovinato tutto.
    Ma ciò non ci rassicura.

    Un golpe.
    Bianco, lindo e plasticamente cattolico.
    La «Todi 2», quell’ insieme di associazioni e organizzazioni cattoliche a cui aveva dato la sua benedizione il cardinal Bagnasco, doveva trasformarsi in un golpe ai danni dei cittadini che credono ancora a elezioni pulite.
    Un autentico scippo di verità, un durissimo attacco alla democrazia partecipativa, un tentativo gravissimo di alterare il responso delle urne attraverso un lavoro preparatorio di una certa profondità.

    Ma tutto è saltato per una lotta intestina che, paradossalmente, riconsegna quel coacervo di mondo cattolico alla felice confusione delle idee e delle strategie.

    È un golpe che viene descritto compiutamente dai suoi stessi protagonisti, che non si peritano di edulcorare né parole né concetti.
    In un’ intervista al Corriere della Sera, ripresa da Dagospia, Natale Forlani, che si era dimesso da portavoce del Forum di Todi dopo un anno e mezzo di lavoro, racconta a Maria Antonietta Calabrò qual era il progetto comune: «Era quello - dice con serenità cristallina – di cercare di avere una forza effettiva di un centinaio di parlamentari presenti nei tre principali partiti, in grado al momento giusto di far valere trasversalmente le questioni che ci stanno a cuore, le questioni eticamente sensibili».


    Ecco spiegato perfettamente il progetto.
    Codificato e certificato.
    Da un certo punto di vista, il “loro” punto di vista, un’ operazione sicuramente intelligente, ancorché eversiva.
    La Chiesa Cattolica, attraverso questo associazionismo, identifica un vuoto straordinario nei programmi dei partiti e dunque agisce di conseguenza, alla sua maniera.
    Capisce che nessuno tra i contendenti, vuoi per evidenti carenze strutturali (e intellettuali), vuoi per evitare di far saltare alleanze ancora in nuce, vuoi per disinteresse a certi argomenti (esiste solo il moloch economia), riesce a emettere un solo sospiro su quelli che sono i temi sensibili di primaria importanza.
    E allora si organizza.
    Approfitta della debolezza della politica.
    Approfitta di partiti che NON hanno storia, né passato, e che possono tranquillamente essere piegati a piacimento di nostro Signore.


    Si organizza Todi, dunque, con questo scopo primario, quello di mettere in piedi un vero e proprio esercito di fedelissimi fedeli che in qualunque circostanza politica, in qualunque condizione sociale del Paese, dovranno rispondere a un unico committente, il più alto, l’ Altissimo.
    E se ne fa beffe, per non dire di peggio, di tutte le bubbole che raccontano i nuovi partiti, quando a precisa domanda su come si comporteranno sui temi altamente sensibili - fine vita, testamento biologico, fecondazione e molto altro – rispondono che lasceranno l’ ormai inascoltabile «libertà di coscienza».
    Capisce perfettamente che sotto questo cielo non v’ è una guida, né una strada tracciata da percorrere.
    Solo un immenso vuoto.
    E dunque lo si deve riempire con i mercenari della fede.


    Il progetto è saltato perché incredibilmente (e cinicamente) la politica si è divorata quell’ afflato cristiano, ne ha fatto strame, lo ha ridotto in polvere.
    Ma non la buona politica, non il liberalesimo delle menti, non gli uomini liberi di questo Paese.
    No.
    Il golpe è saltato per mano di altri golpisti, che vengono descritti compiutamente nelle stesse parole di Forlani: «Resta il fatto – racconta sempre al Corriere – che pochi giorni dopo Todi 2 qualcuno ha deciso di trasformare questa idea e questo progetto in un impegno diretto di tipo politico e di allearsi per questo con Italia Futura e Montezemolo.
    Scelta del tutto legittima in sé, per carità, ma che è stata fatta senza che gli esponenti più importanti delle associazioni ne sapessero nulla».
    E per tutto questo, salta la convention nazionale a cui avrebbe dovuto dare il suo suggello finale proprio Mario Monti.


    Che il progetto originario sia fallito non rassicura.
    Difficile immaginare cosa potrà essere la prossima legislatura, pensando a tutti quei temi sensibili che sono parte fondativa di ognuno di noi, delle nostre coscienze, del nostro spirito libero.
    O almeno di quel che ne rimane.
    Sentinelle non se ne vedono all’ orizzonte.
    I «maledetti» radicali, che hanno sempre rappresentato un presidio di decoro politico, sembrano spariti nel nulla.
    Ma dove siete, fatevi sentire!
    Probabilmente nessuno ha davvero interesse a offrire a Pannella & C. una dignitosa rappresentazione nel prossimo Parlamento.
    Il cielo è davvero plumbeo.


    Michele Fusco -
    http://www.linkiesta.it/cattolici-to...#ixzz2HhwKTjCD
    Black

  • #2
    La Cei ai cattolici in politica: al nostro segnale scatenare l'inferno

    La Cei ai cattolici in politica: al nostro segnale scatenare l'inferno


    La strategia elettorale della Conferenza episcopale: politici sodali infiltrati in ogni schieramento. E ricompattarsi all'occorrenza: quando santa madre Chiesa chiama


    Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.
    E di duri nell'episcopato italiano ce n'è più d'uno, per non dire parecchi.
    Forse quasi tutti, ma non tutti.
    Che magari qualche colomba, inopinatamente sfuggita alla selezione naturale, si trova anche lì.
    Ai duri piace che fin da subito le regole siano chiare, addirittura manichee e non ci sia possibilità di fraintendimenti.
    Nel giro di pochi giorni, dal 22 al 24 di gennaio, si sono schierati tre pezzi da novanta: Bagnasco, Bertone e Avvenire che sono intervenuti sulla questione delle elezioni italiane.
    Il senso del messaggio è stato chiaro e incardinato su due punti focali: "cattolici andate a votare" ed "eletti cattolici siate uniti nel difendete principi della Chiesa".
    A prescindere dagli schieramenti.
    Che poi quello che dà la cifra della richiesta del coinvolgimento sta tutto in quel "a prescindere". Che è un po' come dire: "andate pure a giocare nella squadra che volete ma quando il commissario tecnico chiamerà per le partite importanti si giocherà tutti con la stessa maglia".

    Il ruolo dell'allenatore, come sempre, lo ricopre Avvenire che nell'articolo del 23 gennaio dal titolo Cattolici in lista, determinati a incidere, spiega con chiarezza lo schema di gioco per i futuri eletti.
    Sembra quasi di vedere Josè Mourinho alla lavagna.
    • Schema 1: attenzione al "rischio del fiore all'occhiello". Che poi sta a significare: se vi scostate dalle indicazioni d'oltre Tevere allora vi state facendo strumentalizzare.

    E questo non piace all'episcopato.
    A corollario si può aggiungere che la metacomunicazione, apparentemente innocente nel tono è assai dura nella sostanza: "non potete pensare in indipendenza.
    O seguite il dettato vaticano o si intende che deboli come siete vi stanno strumentalizzando".
    Che non è proprio un bel dire e neanche un bel apprezzamento.
    • Schema numero 2: «Impegno plurale agenda comune».

    I cattolici devono essere capaci di «vivere la tornata elettorale come comunità che discute in pubblico delle priorità del Paese offrendo le proprie proposte» (Gennaro Iorio, sociologo del movimento dei Focolari).
    Ovvero al momento opportuno si dismette la casacca del partito e si indossa quella bianca e gialla della nazionale vaticana.
    Per il ruolo di regista sembra sia stato scelto il non chierico Gennaro Iorio, sociologo di riferimento dei focolarini.
    Che a definirlo laico gli si può far torno e magari se ne adombrerebbe.
    • Schema numero 3: lo spogliatoio.

    Naturalmente per tenerlo unito occorrono forti parole d'ordine e quindi cosa c'è di meglio che far cadere con nonchalance qualche briciola di sospetto sugli altri compagni del partito in cui si è eletti?

    E così Avvenire butta lì una frasetta che recita in questo modo: «In lista per Monti, accanto a presenze di chiara impostazione laica - laicista in taluni casi - una pattuglia di cattolici interessanti».
    Che sembra sottintendere: «Ascoltate: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Perciò siate prudenti come serpenti e semplici come colombe» (Matteo 24, 15-25).
    Del resto è quello che riesce loro meglio.
    Essere prudenti come serpenti e semplici come colombe.
    E non solo.
    E quindi alla bisogna ancora di più essere uniti tra tutti al di là delle divisioni di partito.

    Ovviamente le raccomandazioni non sono rivolte solo ai giocatori ma anche al vasto pubblico degli elettori su cui fa leva Bagnasco dicendo con tutta l'innocenza di cui è capace:
    «La Chiesa non si schiera, il suo schieramento è quello dei principi fondamentali perché i temi etici sono alla base di tutti gli altri problemi».
    In realtà sull'etica di certi comportamenti c'è tanto da discutere.
    Ma transeat. Par di risentire i don Camillo che negli anni della Guerra fredda rivendicavano la loro distanza dalla politica invitando i fedeli a votare per quei partiti che fossero democratici e anche cristiani.
    Insomma, democristiani.
    Nulla di nuovo dunque sotto il sole.

    Qualcuno probabilmente, sapendo dell'articolo di Avvenire e delle dichiarazioni dei due cardinali, si indignerà, si scandalizzerà e griderà alla subdola ingerenza della Chiesa nelle cose italiane.
    Ma non è la Chiesa che è ingerente.
    L'episcopato fa il suo mestiere.
    Nulla di più nulla di meno.
    La questione è che tutti i partiti, poiché i cattolici impegnati in politica sono sparsi negli schieramenti come il sale nel mare, li candidano a prescindere e, in verità, sono loro, i partiti, che si fanno strumentalizzare.
    Emblematico il caso di Augusta Sorriso e di Teresa Restifa.
    Entrambe fanno parete di Mcl (Movimento cristiano lavoratori), la prima si candida con la lista Monti nel nord America e la seconda con Berlusconi in Australia.
    Delle due l'una: o non centrano nulla l'una con l'altra in Mcl o stanno semplicemente facendo dell'"entrismo".
    E la seconda detta è quella giusta.

    D'altra parte è sempre stata caratteristica del cattolicesimo - termine che deriva dal greco καθολικός e significa "generale" o "universale" - quella di sapere occupare ogni spazio e anche i più piccoli interstizi in tutti i livelli sociali.
    Grande capacità di marketing: il giusto prodotto per ogni segmento di mercato. Così si ha più possibilità di controllo politico e, dividendo il rischio come ben insegnano in Bocconi, si ha meno possibilità di fallire e si controlla meglio il mercato.
    Ecco perché la vecchia Balena bianca non tornerà più.


    domenica 27 gennaio 2013

    Castruccio Castracani


    http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=49011

    Commento


    • #3
      Napoli, il cardinale Sepe vede Monti: “Noi non ci si schiera mai”

      Napoli, il cardinale Sepe vede Monti: “Noi non ci si schiera mai”


      1 febbraio 2013

      “Come avete visto anche nella conferenza che ha fatto il Cardinale Bagnasco, noi non ci si schiera mai, noi badiamo ai valori e alla verità della politica”.

      Il Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, ha incontrato questa mattina il premier e leader della Lista Scelta Civica Mario Monti nel centro di Solidarietà “Casa di Tonia”.
      Lo stesso luogo dove, la scorsa settimana, aveva incontrato il ministro Andrea Riccardi. Eppure, il Cardinale assicura che non si tratta di un’investitura della Diocesi campana alla lista del primo ministro. “Adesso ho un lungo elenco: lunedì incontro insieme alla moglie, come si chiama? L’ex presidente del Consiglio del PD, ah sì, D’Alema.
      Poi viene Epifani.

      Insomma, tutti quanti.
      Tutti quelli che chiedono io accolgo, perché va bene, questa è la casa di tutti”.
      E Berlusconi, atteso per la prossima settimana in Campania?
      “No, non me l’ha chiesto. Che ne so? Chi viene viene, chi non viene non viene”

      di Andrea Postiglione

      http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/02/01/napoli-cardinale-sepe-vede-monti-noi-non-ci-si-schiera-mai/219357/

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