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La storia, antichissima , dei "ciciri e tria"

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    La storia, antichissima , dei "ciciri e tria"

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    Il 19 Marzo sta per arrivare e in Puglia le massaie iniziano a far seccare le striscioline di pasta per preparare la pasta con i ceci, meglio nota nei vari paesi come ciciri e trya, lājana e ciciri, massaciciri, e ancora pių eloquentemente denominata in altri paesi massa di San Giuseppe.

    Un piatto comunque gustosissimo, universalmente servito in tante famiglie pugliesi di ogni ceto ed estrazione.
    Un piatto che č un esempio di archeologia gastronomica.
    Giā la sua denominazione č tutto un programma e la sua storia singolare.
    Pare, infatti, che Orazio si riferisse proprio a questo quando descriveva nelle satire la minestra di ceci, cipolla e lagano, (Orazio, Satire 1,6, vv.115-116), che sarebbe la sfoglia di pasta denominata giā cosė da Greci e Latini.

    Nel Salento, dove i ciceri e trya hanno tuttora molti seguaci, il sostantivo layana č stato abbinato nei secoli con il sinonimo trya, termine che sopravvive pure in Sicilia, e che deriva dallarabo itrya che vuol dire pasta secca.
    Inutile sottolineare che di questo piatto esistono svariate versioni e denominazioni; la ricetta varia, infatti, da paese a paese e talvolta da famiglia a famiglia.
    Alcune versioni, come quella in voga a Sava, prevedono luso di lasagnette fatte in casa, per tre-quarti lessate e un quarto fritte, portate a cottura insieme ai ceci e poi condite con salsa di pomodoro, uva passa e frutti di mare.
    A Faggiano, la trya prende il nome di tumazza ed č insaporita con olio sfumato, prezzemolo e sale; nel Brindisino si aggiunge il cipollotto (spunzale) soffritto e il pepe.
    A Lecce tra gli ingredienti classici fa talvolta capolino lacciuga. Nellhinterland otrantino spesso diviene massa e cāuli, in quanto vengono aggiunti anche i cosiddetti mųgnuli, ovvero i broccoli della particolare varietā salentina di cavolo verde, e viene aromatizzata con cannella in polvere e chiodi di garofano.
    Nel Capo di Leuca č detta semplicemente massa, e in effetti laspetto č quasi quello di una minestra informe anche se molto appetitosa.
    A Nardō si usa portare a cottura regolarmente la trya non fritta insieme con i ceci e aggiungere allultimo momento dei tocchetti di pane raffermo fritti.
    Per la ricetta del brindisino vedi qui:
    http://www.altadauniaaltosalento.it/showthread.php?824-%93Cicere-e-tria%94&highlight=cicere+tria



    http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151485184868948&set=a.10150810420 703948.432574.302334778947&type=1&theater
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