Porto di Brindisi-Zona economica speciale? Ci sono resistenze e opposizioni


11 luglio 2017



BRINDISI- Parte il dibattito su quale porto pugliese debba ottenere il riconoscimento di Zes (zona economica speciale). Occhi puntanti su Taranto, ma anche Brindisi scalpita. Un’opportunità che questo territorio non può perdere e vedrebbe agevolati investimenti.
“I porti pugliesi sono strategici per l’Unione Europea e oggi il Governo nazionale e la Regione Puglia hanno solo un dovere: rafforzare la nostra portualita’, individuando una Zona Economica Speciale unica che consideri i sei porti delle Autorità di Sistema del Mare Adriatico Meridionale e del Mar Ionio- afferma Luigi Vitali, coordinatore regionale di Forza Italia- Le lotte di campanile non servono.
Occorre fare scelte strategiche che ci consentiranno di intercettare i traffici internazionali”,


“Poiché vi sono elementi sostanziali a supporto di tale tesi,– continua Luigi Vitali – è ragionevole sostenere la posizione di considerare la Puglia come unico sistema. Per questo tocca alla Regione Puglia difendere tale peculiarità, evitando scelte di campanile, e tocca al Governo nazionale prendere una decisione che, evidentemente, ha dei costi sul bilancio dello Stato. Proprio qualche settimana fa, abbiamo presentato le nostre attività sul tema dei trasporti a livello regionale. A livello europeo lavoriamo per una sostanziale modifica dei corridoi della rete Ten-T a favore del sistema pugliese. La presenza -conclude Vitali- del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani a Brindisi è stata significativa e faremo in modo di operare affinché si arrivi ai risultati auspicati”.
Già qualche mese fa il senatore di Direzione Italia aveva Vittorio Zizza aveva presentato degli emendamenti per il riconoscimento di questo status al territorio brindisino. “I miei emendamenti mirano a sostenere le imprese locali attraverso l’istituzione di una Zona Economica Speciale- spiega Zizza- Le imprese che entreranno nella Zes, infatti, godranno di incentivi in materia di assunzioni che dovranno essere fatte per il 90% sul territorio regionale, favorendo, quindi, l’occupazione. Attraverso questi emendamenti inoltre si cerca di rendere attrattivo il territorio verso i potenziali investitori internazionali, si incentiva la realizzazione di nuove infrastrutture funzionali e opere pubbliche realmente necessarie, tutto rispettando le normative nazionali ed europee in tema di salvaguardia del territorio e tutela dell’ambiente”.

Zizza attacca la Regione Puglia sul gasdotto Eagle che dovrebbe sorgere a Lendinuso. “Aiutiamo le nostre aziende a crescere e sosteniamole- aggiunge il senatore- affinchè sappiano emergere anche sui mercati internazionali, piuttosto che mortificare il territorio favorendo il progetto del gasdotto Eagle LNG a Lendinuso, marina di Torchiarolo”.


http://www.brindisioggi.it/zona-economica-speciale-brindisi-rischia-esclusa-siano-riconosciuti-tutti-porti-pugliesi/