Immigrazione, il piano del ministero dell'Interno sui salvataggi in mare: le 11 novità sul lavoro delle Ong

13 Luglio 2017













Dal Viminale arriva il primo giro di vite sul sistema di salvataggio e accoglienza degli immigrati in mare.
Per le Ong arrivano nuove regole più severe e decise per operare nel Mediterraneo.
In particolare nel Codice di condotta del ministero dell'Interno, c'è un passaggio molto particolare, come riporta il Messaggero, in cui viene ribadito che:


  • "il salvataggio non possa essere disgiunto da un percorso di accoglienza sostenibile e condiviso con gli altri Stati membri, conformemente al principio di solidarietà di cui all'articolo 80 Tfue". Chiunque non rispetti queste regole rischia di vedersi vietato l'attracco nei porti italiani.

Nella bozza del Viminale, ci sono almeno 11 punti che costringeranno le Ong a cambiare le abitudini e i non pochi vizi. Per esempio


  • non sarà più possibile entrare nelle acque libiche, oltre che trasferire i migranti soccorsi su altre navi. L'unico motivo che possa giustificare un ingresso in acque libiche è la presenza di un "evidente pericolo per la vita umana in mare".
  • Nel frattempo però non potranno comunicare via telefono con gli scafisti,
  • o spegnere il trasponder per evitare di essere tracciati dai radar,
  • senza dimenticare l'assoluto divieto di fare inviare segnali luminosi per "agevolare la partenza e l'imbarco dei mezzi".



Uno dei punto che ai responsabili delle Ong non è per niente piaciuto è l'obbligo di "accogliere a bordo ufficiali di polizia giudiziaria per indagini collegate al traffico di esseri umani".
Le navi delle Ong poi


  • non dovranno fare nulla per "ostacolare le operazioni di search & rescue della Guardia costiera libica: con l'evidente intento di lasciare il controllo di quelle acque alla responsabilità delle autorità territorialmente preposte".
  • E poi la nota dolente sui bilanci: le Ong dovrano "dichiarare, coerentemente ai principi di trasparenza, le fonti di finanziamento dell'attività di soccorso in mare".

E poi c'è la stretta sulle certificazioni, un documento che "attesti l'idoneità tecnica per le attività di salvataggio, oltre all'obbligo di collaborare lealmente con le autorità di sicurezza pubblica della località di sbarco dei migranti".


http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12458047/minniti-piano-contro-ong-invasione-codice-condotta.html