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Discussione: Il mestiere del campanaro (suonatore di campane)

  1. #1

    religione2 Il mestiere del campanaro (suonatore di campane)

    Il mestiere del campanaro (suonatore di campane)



    Il campanaro è colui che è incaricato di suonare le campane per qualsiasi ricorrenza od evento religioso cattolico in base ad un determinato e preciso insieme di segnali, che variano da luogo a luogo, codificato nel corso dei secoli.

    Spesso il campanaro è anche il sacrestano della chiesa.

    Quasi sempre il campanaro era anche l'addetto alla cura e alla carica manuale degli antichi orologi delle torri campanarie delle chiese.

    Il lavoro del campanaro, fino a pochi decenni fa, quando le campane non erano elettriche ma a gestione manuale, era una vera e propria arte, perché bisognava saper modulare e gestire i rintocchi delle campane a seconda del messaggio che si voleva dare al popolo. C'era un vero e proprio codice del suono che che bisognava conoscere per farsi capire; così per esempio i rintocchi che accompagnavano i funerali erano diversi da quelli che erano stati stabiliti per annunciare e festeggiare i matrimoni e le nascite; i rintocchi di allarme per un qualsiasi pericolo erano riconoscibili perché molto più intensi e particolari; i rintocchi che invece dovevano comunicare l'inizio delle funzioni religiose erano anch'essi diversi a seconda del tipo di “evento” di cui si trattava. In tempi non troppo lontani, quando per le famiglie povere era difficile anche possedere una semplice sveglia o un orologio, i rintocchi delle campane servivano per dare un'orientamento temporale ai cittadini, durante l'arco della giornata.

  2. #2

    Il mestiere del campanaro a Casalvecchio di Puglia (FG)

    Il mestiere del campanaro a Casalvecchio di Puglia (FG)

    Analizzando il lavoro del “Campanaro” di un piccolo paesello qual è Casalvecchio di Puglia, si può avere l'idea di come viveva il popolo italiano fino a non molti anni fa.

    Nel piccolo borgo di Casalvecchio il suono delle campane scandivano la giornata così:

    • alle ore 4.00 di ogni mattina suonava la campanella di una piccola cappella (quella delle Grazie) per dare la sveglia a tutti;
    • alle ore 5.00 d'estate o alle ore 6.00 d'inverno si sentivano i rintocchi della campana grande della C hiesa Madre per indicare semplicemente l'inizio delle attività;
    • alle 7.00, nei giorni feriali, si sentivano i rintocchi di due campane che annunciavano l'inizio della prima messa quotidiana, i suoni iniziavano un po' prima e solo al terzo rintocco il prete iniziava la messa ;
    • alle ore 8,15 la campana della Chiesa madre suonava l'orario della scuola.
    • Alle ore 10,00 la campana grande suonava
    • dieci rintocchi per dire al popolo che erano le 10.00:
    • la stessa cosa si ripetevaalle ore 11.00
    • Alle ore 12.00 era sempre il campanone della chiesa madre cge diffondeva prima 12 rintocchi
    • alle ore 17.000 d'inverno o alle ore 18.00 d'estate, suonava il “Vespro” per indicare, mezz'ora prima, l'inizio della messa serale e la fine della giornata lavorativa,
    • Un'ora dopo il “vespro” si suonavano le cosiddette “ventiquattr'ore” e si trattava di 24 rintocchi diffusi dal campanone della Chiesa Madre.
    • Dopo un'altra ora (quindi alle ore 20.00 d'estate, o alle ore 19.00 d'inverno) le campane suonavano ancora per indicare “un'ora di notte”
    • Dopo un'altra ora le campane scandivano “le “due ore di notte”.

    Nei giorni di festa i rintocchi della campane annunciavano l'inizio delle messe.
    Quando moriva qualcuno si suonava a morto con una sola campana se si trattava di un cittadino comune, o con le campane di entrambe le chiese se si trattava di un membro attivo della stessa chiesa. In occasione dei funerali il suono della campane non s'interrompeva per tutta la durata del corteo funebre. Se si trattava di un bambino erano i rintocchi della campanella più piccola che accompagnavano il feretro fino all'uscita del paese.
    Le campane di tutte le chiese del paese suonavano a distesa anche quando moriva o si eleggeva un nuovo papa. Quando le campane suonavano a distesa fuori dai ritmi abituali era per annunciare un pericolo.
    Le campane tacevano per tre giorni, nel periodo pasquale, a partire dal giovedì santo e fino al sabato sera, quando riprendevano a suonare a festa. In quei tre giorni si mettevano in giro dei ragazzini che suonavano tric-trac e raganelle con il compito di annunciare, mezz'ora prima, l'inizio delle varie funzioni religiose previste nella giornata.





    Tratto dal libro
    di Mmichele Boccamazzo
    Riscopriamo le nostre radici arbëshe
    Casalvecchio di puglia

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