Il "gatto matto" e il "Cane diplomatico"

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C'era una volta un gatto matto
che giorno e notte, con gran dispetto,
si miagolava sul sommo tetto
soffiando ai cani del cortiletto
e li accusava di far complotto
e anche di aver rovinato tutto.
Ma dopo il termine del terzo atto,
veloce scese nel cortiletto,
col baffo ritto e gonfio il petto,
a reclamare il suo diritto
di aver del gioco il suo pezzetto.
Guardando il tutto un po' di soppiatto,
il cane scaltro del cortiletto
spinse la ciotola verso quel gatto
e poi gli disse parlando fitto:
"Mio caro gatto, non fare il matto,
non scalmanarti, statti un po' zitto
ascolta me, facciamo un patto:
io sto in poltrona e tu zitto zitto
ti sdrai davanti al caminetto".
E fu così che detto fatto
il fiero gatto accettò il patto,
ebbe del rancio il suo pezzetto
e si sdraiò lungo al caminetto,
che poi non era un posto perfetto
ma sempre meglio che star sul tetto..

Poesia di
Mario Antonello D'Arcangelo