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Discussione: Prof. Lorenzo Caiolo: un grande uomo della città di San Vito dei Normanni

  1. #1

    Cool Prof. Lorenzo Caiolo: un grande uomo della città di San Vito dei Normanni

    Prof. Lorenzo Caiolo: un grande uomo della città di San Vito dei Normanni

    Le innumerevole iniziative, sociali, umanitarie, che hanno caratterizzato la sua vita.


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    19 aprile 2018








    Tragico incidente di mercoledì sera (18.04.2018) sulla Statale 7, nel tratto Latiano-Francavilla, in cui ha perso la vita Lorenzo Caiolo e le cui dinamiche sono ancora al vaglio della Polizia Stradale di Brindisi.
    Con il professore viaggiava anche il figlio adottivo Adama, portato al Perrino di Brindisi in stato di shock.
    Qui vogliamo ricordare le tante cose fatte da Lorenzo.


    Lorenzo Caiolo era nato a San Vito nel 1954 in una semplice e laboriosa famiglia, aveva frequentato da ragazzino alcuni seminari della regione, poi il Liceo Classico a Brindisi.
    Si era laureato presso l’ateneo salentino in filosofia.
    A 30 anni era già docente di italiano presso la “Media Meo” a San Vito. Promosse in quegli anni vari gemellaggi con altre scuole italiane, e dal 1992 sino a poco tempo fa ha insegnato presso il “Morvillo – Falcone” di Brindisi e quindi responsabile della sede staccata di San Vito, da lui tanto desiderata.







    Lorenzo si è tanto impegnato in politica, come indipendente nel PCI, dal 1975 assessore ai servizi sociali, con un grande impegno nella battaglia per istituire qui a San Vito la prima Guardia Medica della provincia con l’aiuto di una vecchia radio locale; l’istituzione di vari servizi socio-sanitari e con il fattivo impegno dell’indimenticabile ostetrica Irma Piccinelli, “La bolognese”, il consultorio familiare.
    E’ stato primo cittadino dal 1984 al 1986 e dal 1988 al 1991.

    Nel 1984 insieme ad alcuni amici, primo fra tutti Francesco Sardelli, fonda l’associazione “Fratellanza popolare”.
    Il Prof. Caiolo ha rivestito molti altri incarichi sempre nell’ambito dei servizi alle famiglie e ai ragazzi a Mesagne, a Francavilla Fontana e a Ostuni.

    Presentatore sui palchi di tutta Italia e all’estero del gruppo di musica popolare “La Taricata”, ma lui non era solo il presentatore era il vero motore e trascinatore del gruppo.

    Nel 2000 fu premiato per il progetto per la costruzione di una città a misura di bambini, per la promozione di una cultura della pace e della solidarietà e per l’organizzazione di eventi come “La Settimana Dei Bambini Del Mediterraneo”

    “E’ stato co-fondatore del portale di informazione “SanVitoin”, forse perché ricordava “SanVitoInRete”, l’associazione di giovani che aveva creato e che portava sempre, sempre, nel cuore.” (Dalla pagina facebook di SanVitoIn)
    L’amministrazione comunale sanvitese ha deciso per il giorno dei funerali di allestire la camera ardente nell’aula del Municipio e di indire il lutto cittadino.



    https://www.valleditrianotizie.it/san-vito-dei-normanni/2018/04/19/san-vito-dei-normanni-un-ricordo-del-prof-lorenzo-caiolo/

  2. #2

    “Seguirò la strada che ha tracciato per me mio padre, Lorenzo”

    “Seguirò la strada che ha tracciato per me mio padre, Lorenzo”




    È accaduto tutto in pochi secondi.
    L’auto continuava a ribaltarsi. “Lorè io ci sono, tu ci sei?” gli ho chiesto, gridando. Non mi ha risposto. E non ci vuoi credere. Dovevamo fare un sacco di cose ancora insieme”.
    Inizia così il racconto di Adama, degli ultimi istanti di vita di suo padre, Lorenzo Caiolo, prima che tutto finisse quella sera del 18 aprile scorso, sulla superstrada Taranto-Brindisi.
    Nel racconto di quel figlio, arrivato nella vita del professore nonviolento circa quindici anni fa, ci sono rabbia, commozione e la speranza che presto giustizia sia fatta.
    Ci sono i ricordi di una vita che, seppur breve, è piena di valori senza limiti.
    Lui, quel ragazzo africano che si dice privilegiato per quanto ha ricevuto da quell’uomo di pace.
    “Quella sera dovevo tornare a casa con un mio amico dopo il lavoro ad Oria – spiega Adama – ma era il compleanno di mamma Rosanna ed è venuto lui a prendermi.
    Ci siamo salutati e siamo partiti.
    In macchina ascoltavamo della musica.
    Era tutto tranquillo quando, all’improvviso, un boato.
    Ho capito che eravamo stati tamponati ma in maniera violenta.
    L’auto è andata a sbattere, si è ribaltata più volte.
    Tante volte.
    Davanti a me le scintille.
    Siamo rimasti a testa in giù e quello è stato l’ultimo momento in cui ho visto Lorenzo”.
    Poi le fiamme.
    Adama ha slacciato la cintura e forzato la portiera.
    Nei suoi occhi, mentre racconta quegli attimi, si legge, ancora, la paura.
    Quella resa di fronte al buio e al fuoco.
    “Non sono riuscito ad aprire il suo sportello.
    Non si vedeva niente.
    Niente.
    Era tutto avvolto dalle fiamme”.
    Sulla strada c’erano i suoi occhiali, intatti. “Ho pensato che fosse riuscito a mettersi al sicuro. La mia speranza era che fosse uscito prima di me. L’ho cercato insieme ai soccorritori, alle persone che si sono fermate.
    Come è andata a finire lo sai.
    Oggi spero solo di avere giustizia”.
    Le vite di Adama e Lorenzo si sono incrociate per caso, grazie ad un docufilm sul lavoro minorile girato nel Burkina Faso dalla regista Anna Maria Gallone. L’adolescente Adama lavorava nelle miniere.
    Niente scuola, il cibo quando si poteva e la strada come rifugio.
    “Anna Maria fu invitata da Lorenzo ad animare uno dei laboratori estivi che precedevano la Settimana dei Bambini del Mediterraneo – spiega Adama – ed in quella occasione presentò il documentario, raccontò la mia storia e la sua intenzione di portarmi in Italia, la sua ricerca di qualcuno che mi ospitasse.
    Così mi sono ritrovato a San Vito, a casa di Lorenzo e Rosanna che, non solo, mi hanno dato la possibilità di studiare ma, soprattutto, di sentirmi figlio. Rimproverato per il mio bene ma apprezzato”.
    Sedici lunghi anni tra le fiabe di mamma Rosanna fino a tarda notte, la metodologia di Lorenzo fatta di confronto tra culture.
    Di dialogo.
    Del non mollare mai.
    “I primi anni qui a San Vito non sono stati semplici per me – continua Adama – mi facevano battute sul colore della pelle.
    Lo scorso anno, ad esempio, Lorenzo era rimasto molto amareggiato quando gli ho raccontato che su un autobus a Brindisi qualcuno aveva scherzato pesantemente sui miei capelli rasta alludendo che non li lavassi.
    Quel giorno è bastato un confronto tra noi e quell’amarezza è andata via.
    Ecco, questo mi manca di più, il confrontarmi con lui per qualsiasi cosa.
    Era il mio amico, il mio insegnante, il mio confidente, il mio saggio.
    Il mio punto di riferimento.
    Eravamo l’uno la spalla dell’altro.
    Insieme siamo diventati forti”.
    Se la morte ha un senso per chi resta, l’assenza di Lorenzo Caiolo è quel faro di speranza e solidarietà.
    Di armonia e fiducia per un mondo migliore.
    “Lorenzo ha toccato tutto il mondo – conclude Adama – e tutti i messaggi di affetto che riceve giornalmente ne sono la prova.
    Non so se doveva andare così ma ringrazio il cielo e la terra per quello che mi ha trasmesso perché ho l’opportunità di applicare i suoi insegnamenti finché avrò la fortuna di stare su questo mondo”.
    Nel suo ricordo, due momenti meritano una menzione speciale: il ritorno, dopo sette lunghi anni, dal 22 al 28 ottobre prossimo, della Settimana dei Bambini del Mediterraneo nella Città di Ostuni, sulla scia del percorso di crescita formativa e culturale voluto dal prof. Caiolo fin dal 1999: esaltare il valore delle diversità culturali e della solidarietà tra i popoli. Sarà curata da Tiziana Micelli, su ex alunna e tra gli animatori ci sarà anche Adama.
    Mentre lo scorso venerdì, come deciso da tutto il Consiglio Comunale di San Vito dei Normanni, l’Aula consiliare del Municipio è stata intitolata alla sua memoria.
    “Amore misto al dolore – ha commentato il sindaco della cittadina, Domenico Conte – perché mai avrei immaginato di farlo per una circostanza tragica come la perdita di Lorenzo, una persona estremamente sensibile, unica come docente, educatore, amico.
    Quel 18 aprile è toccato a me dare la notizia della sua scomparsa durante i lavori del Consiglio Comunale e con la stessa sofferenza ho affrontato venerdì questa intitolazione.
    Mi consola e mi dà forza sapere che questa è una testimonianza che nessuno potrà mai più togliere.
    È un’opportunità di crescita, umana e culturale, per la nostra Comunità”.

    https://www.senzacolonnenews.it/apertura/item/seguiro-la-strada-che-ha-tracciato-per-me-mio-padre-lorenzo.html


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