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Discussione: Il noce di Benevento

  1. #1

    marameo44 Il noce di Benevento

    Il noce di Benevento


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    La suocera di Carmela, verso la mezzanotte, si tingeva col nerofumo del paiolo, andava sul balcone e diceva:

    <<Sotto l’acqua e sotto il vento, sotto il noce di Benevento!…>> Subito dopo volava via e ritornava nel suo letto all’alba.
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    Una volta Carmela la spiò, vide tutta la scena e fu curiosa di sapere qual era il posto segreto che accoglieva la notte la madre del suo uomo. Per scoprirlo, si tinse anche lei col nerofumo di una caldaia, andò sul balcone e recitò la frase magica:

    <<Sotto l’acqua e sotto il vento e sotto il noce di Benevento!…>> Sapienza.jpg

    In un batter d’occhio si ritrovò sopra un’altura, a poca distanza di un noce secolare. Vide la suocera insieme con una folta schiera di streghe che prendevano ordini da un diavolo.

    Sentì dire:

    <<L’esercizio di questa notte è la trasfigurazione; ognuno di voi si deve trasformare in un altro essere per far male a qualcuno…>>

    Sentì poi tutte quelle brutte donne che facevano a gara nel desiderare le cose più malvagie:

    <<Io mi voglio trasformare in un serpente!…>> Diceva una.

    <<Io in un cane rabbioso!…>> Aggiungeva un’altra.

    <<Io in un ragno velenoso…>>

    Anche la suocera di Carmela espresse il suo desiderio e disse:

    <<Io mi voglio trasformare in una formica velenosa, perché voglio pizzicare mio figlio, in modo che muoia e la moglie non se lo possa godere…>>
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    Carmela, essendo arrivata per ultima a quella strana riunione, ebbe modo di rimanere in disparte e di ascoltare, non vista, il progetto della suocera. Tornò in fretta a casa, prese un martello, si sedette dietro il portone, sul primo scalino e cominciò ad ammazzare tutte le formiche che entravano in casa. Giunse l’alba e lei aspettò ancora, per sicurezza, fino a quando vide il sole ben alto nel cielo, poi andò nella camera della suocera e la trovò coricata con una gran fasciatura alla testa.

    <<Che cosa ti è successo?>>

    <<Sono caduta dalla scale…>>

    <<Non è possibile, perché io sono stata lì tutta la notte per ammazzare le formiche e non ho visto nulla!…>>

    La suocera si arrabbiò, lei reagì furiosamente e cominciò ad urlare, il marito la scuoteva:

    <<Carmela! Carmela!…>>

    Lei si svegliò, guardò il marito, si girò intorno… Era stato un brutto sogno!

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  2. #2

    La leggenda delle streghe di Benevento


    La leggenda delle streghe di Benevento

    La leggenda delle streghe di Benevento è molto diffusa in tutto il Meridione d'Italia, con diverse sfumature di racconti.
    A Bari, si diceva, che tali strghe erano le "Gatte masciare".
    Le "magere" erano delle anime dannate (sempre donne), sacerdotesse del domonio... insomma... delle streghe!
    Secondo le leggende medioevali che si raccontavano a Bari, le "gatte magere", a notte fonda, quando i mariti dormivano profondamente, si denudavano, uscivano su un terrazzo o un balcone di casa, si ungevano con un olio particolare detto "masciaro", e pronunciavano solennemente la formula magica che permetteva loro di trasformarsi in sembianze animalesche, cioè in "gatte masciare"; tale formula magica, però, non era affatto segreta ed era conosciuta da tutti, tant'è che ancora oggi è ben ricordata ed è la seguente:
    "Sop'a spine e sop'a sarminde, m'agghia chià a Malevinde" (sulle spine e sui sarmenti , mi devo trovare a Malevento).
    Malevento è l'antico nome di Benevento.
    Quindi, secondo i racconti popolari, le " Gatte Masciare", ogni notte, andavano così velocemente a Malevento, partecipavano ai raduni di stregoneria sotto il famoso albero di noci, e poi, puntualissime, la mattina ritornavano nel loro letto, a fianco dei rispettivi mariti.

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