Il giro del mondo in bicicletta di Janus River fa tappa ad Ostuni










Partito da Roma 17 anni fa con la determinazione di chi intende compiere il giro del mondo, Janus River, 81enne di origini siberiane, ha esplorato sinora a bordo della sua inseparabile bicicletta 154 Paesi.
Da due mesi in Puglia, dopo aver visitato le province di Foggia e Bari, l’arzillo ciclista ha raggiunto nella mattinata di ieri, giovedì 4 ottobre, la Città bianca, di cui aveva sentito tanto parlare durante la sua lunga permanenza in Italia.
Accolto dall’assessore allo Sport Mariella Monopoli, River ha fatto una breve sosta a Palazzo San Francesco, ha visitato il centro storico, ha pranzato in un ristorante di Piazza della Libertà, ha dormito in un albergo poco distante dal centro abitato e stamane è ripartito.
Procede il suo percorso nel tacco dello stivale, che lo vedrà raggiungere Santa Maria di Leuca, prima di proseguire il suo in direzione Napoli, dove intende imbarcarsi su una bananiera alla volta della Colombia.
Dopo aver visitato l’America del Sud, il suo viaggio proseguirà in Australia e si concluderà in Cina.
Mancano dieci anni affinché il giro del “suo” mondo, che taglia fuori gli Stati Uniti per via “di una visione imperialista per niente condivisa”, ma lui è ottimista.
Vivrà fino a cento anni, gli ha rivelato la profezia di un vecchio monaco buddista in Cambogia, quindi il tempo non solo gli basta, ma gli avanza pure.

Figlio di un uomo polacco, parente di un segretario di Giovanni Paolo II, Janus River lascia la Siberia per trasferirsi a Roma, dove trascorre trent’anni lavorando come impresario calcistico e organizzatore di eventi internazionali.
Alla fine della sua carriera lavorativa decide di intraprendere il giro del mondo in bici e il primo gennaio del 2000 si imbarca per le Canarie, da dove inizia la sua avventura.



«Quello che mi ha colpito di più della Puglia è la disponibilità delle persone che la abitano – dichiara River – pronte ad accogliere chiunque e rendersi utili in mille modi.
Un modo di fare che ho riscontrato solo in Sardegna e Sicilia in particolare, ma in tutto il Sud Italia più in generale.
La verità è che non posso fare differenze: tutti i Paesi del mondo in cui sono stato mi hanno lasciato un ricordo particolare, per questo non mi è possibile dire quale mi è piaciuto di più.
Ho lasciato la mia casa e tutto quello che per anni ha rappresentato la mia vita per diventare un cittadino del mondo, ora che lo sono posso dire di essere davvero felice.
Non mi occorre granché per vivere, mangio una volta al giorno con un primo e un’insalata, preferisco dormire sul pavimento nonostante mi venga garantito ogni notte un riparo più che dignitoso e credo che sia principalmente questo il mio segreto per vivere in salute».
«Sono incantata dall’entusiasmo che mi ha trasmesso Janus – ha dichiarato l’assessore Monopoli – raccontando la sua storia e la sua avventura in giro per il mondo. Ho sempre guardato con ammirazione le persone che non si fermano mai e superano ostacoli che per altri sono insormontabili. Grazie alla passione, alla tenacia e alla determinazione, le persone come Janus River inseguono la realizzazione dei propri sogni e restano grande esempio per tutti noi».



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