Carlo Borromeo, Santo o torturatore?

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Carlo Borromeo fu un Cardinale divenuto Papa attraverso il sostegno economico determinate del fratello, Gian Giacomo, detto il Medeghino, che deve la sua fortuna ad imprese banditesche e sanguinarie sul lago di Como, la cui famiglia successivamente approdò a Induno Olona presso il Castello di Frascarolo, che è tutt’ora di loro proprietà.

Carlo Borromeo, nipote di PIO IV, perché figlio di Margherita Medici, sorella del Papa.
Carlo Borromeo nacque ad Arona, dove c’è un autentico atto di nascita.
Fu nominato Cardinale a 22 anni
Fu un personaggio, tutto teso a difendere ed estendere, attraverso il potere dello zio Papa e suo personale, con intrighi e matrimoni combinati, l’influenza del suo casato, che partito dalle misere sponde del Lago Maggiore, si estese in tutta Italia, prova ne sia quel lavoro di ricerca di ricchezza personale per se e il suo casato, fece di questa famiglia, una delle più potenti di quel periodo, una potenza a livello economico protrattasi sino ai giorni nostri !
Le immense ricchezze accumulate nella sua posizione di Cardinale, prima come segretario del Papa e poi come Arcivescovo di Milano, gli permisero anche di fare tante opere di carità e di aiuto ai poveri che gli valsero una grande stima tra tutto il popolo.

Ma furono tantissimi i delitti commessi da Carlo Borromeo, nel suo compito di riformatore e contro riformatore della Chiesa Cattolica, esecutore materiale del Concilio di Trento, baluardo della difesa ad ogni costo della Chiesa cattolica contro protestanti ed evangelici, rivendicando per se un potere religioso e temporale libero da qualsiasi controllo, acquistando un prestigio immenso, osannato e temuto come qualsiasi moderno dittatore, anche perché con il suo potere non si scherzava: o si accettava di ritornare all’ovile della Chiesa con le buone (ossia con pubbliche confessioni estorte sotto tortura) oppure si finiva al rogo purificatore, donne e uomini arsi vivi in nome del vangelo, condannati con l’accusa di essere eretici, magari solo perché si aveva un atteggiamento di apertura nei confronti dei predicatori, che sotto la spinta riformatrice di Lutero, provenivano dal Nord Europa.
Certo a suo modo fu anche un riformatore visto che aprì scuole, seminari per moralizzare il clero (a quell’epoca c’era un detto: vuoi andare all’inferno – fatti prete) per dire fino a che punto il malcostume dei preti dava scandalo, ma anche un personaggio con turbe mistiche, misogino, aveva in odio le donne, si vantava di non aver mai guardato gli occhi di una donna, fece costruire palizzate di legno nelle navate delle chiese per divedere gli uomini dalle donne (in alcune chiese si può ancora oggi constatare dall’usura del pavimento questo provvedimento) perché le donne erano per Carlo Borromeo la fonte del peccato, mandò al rogo libri accusati di eresia, Bibbia e Vangelo compresi scritti nella lingua del posto (allora, cioè sino a pochi decenni fa, era vietato ai credenti di leggere il Vangelo senza la mediazione del prete) aveva una sua concezione ascetica della vita che lo spinse ad affermare che “la malattia è un dono di Dio” obbligando tutti ad estenuanti digiuni che spinsero in molti a perdere la salute compresa la sua (morì infatti a soli 46 anni) e quella della sorella prediletta Anna (morta a soli 32 anni al termine dei digiuni quaresimali), avendo un sostanziale disprezzo della vita terrena per privilegiare la morte, come incontro con Dio.
Si scontrò apertamente con il re di Spagna, (quello che però difendeva il potere della Chiesa) e con quasi tutte gli ordini religiosi che non ottemperavano alle sue ferree disposizioni, al punto tale che gli Umiliati, un ordine laico e religioso del tempo, pianificarono di ucciderlo con il colpo di archibugio, ma che non andò a segno, ferendolo solo lievemente, infliggendo poi ai malcapitati esecutori e orditori del vile attentato, a mo di lezione, la condanna a morte dei quattro ritenuti responsabili.


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