Quante furono le persone mandati al rogo purificatore da Carlo Borromeo?

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Quanti furono effettivamente mandati al rogo purificatore da Carlo Borromeo?
Non sapremo mai se sono poche decine o qualche centinaio e forse più, visto che l’archivio della Santa Inquisizione della Diocesi di Milano dal 1314 al 1764 è stato volutamente distrutto il 3 giugno 1788 passato alla storia come IL ROGO DELLA MEMORIA .
Si parla di decine, centinaia e forse migliaia.
Hans Kung sostiene che dalla nascita della Santa Inquisizione, qui in Europa sono stati uccisi nove milioni di persone, condannate come eretici per aver abbracciato una fede cristiana diversa dalla Chiesa Cattolica.
Carlo Borromeo si distinse anche nella CACCIA ALLE STREGHE, soprattutto nelle Valli a ridosso della vicina Svizzera, Valtellina compresa.
A Roveredo in Val Mesolcina furono 12 le donne arse vive perchè si rifiutarono di abiurare la nuova fede episodio ben documentato nello stesso libro che rievoca la visita di Carlo Borromeo in questa località, nonostante un giudizio positivo della sua visita tutt’ora confermato dalle recenti pubblicazioni.
Anche qui a Varese si racconta della distruzione di un convento di frati francescani, arsi vivi perché ribelli nei confronti del Borromeo, episodio citato nel libro MONTE SAN FRANCESCO SOPRA VELATE di Andrea Ganugi.
Padre Davide Maria Turoldo, coautore con altri in un bellissimo scritto GRANDE BORROMEO del 1984, dichiarò a suo tempo che nutriva seri dubbi sulla santità di Carlo Borromeo.
Dopo tutte queste citazione, si è costretti a porsi la domanda: è possibile oggi legittimare la santità di un personaggio così controverso, la cui causa di beatificazione avvenne con il versamento di 10.000 ducati d’oro da parte del suo casato ?
La risposta banale che danno tutti è che oggi non si possono dare queste risposte se non ci si rende conto del contesto storico in cui è vissuto Carlo Borromeo, i tempi della Chiesa inserita nel Medioevo, ecc. ecc. in tempi in cui si evangelizzava con le strutture di potere e con la violenza.
Lungi da chi scrive voler processare la storia, la storia semmai la si studia e la si ricerca, credo che non sia retorica porsi la domanda come sia stato possibile che una religione che fa dell’AMORE il suo fondamento sia finito nel suo opposto.
Carlo Borromeo sarà forse stato senz’altro grande per aver difeso il potere della Chiesa Cattolica dai riformatori protestanti, ma per i metodi usati non so se può essere considerato santo.
Basti pensare che nella sua Milano di quell’epoca aveva confermato e quindi ordinato agli ebrei di circolare con la Stella di David o un fazzoletto giallo sul collo, precursore delle disposizioni naziste.
Forse il suo grande peccato, non commesso solo da lui ma anche da altri ancora oggi, forse anche Carlo Borromeo aveva imparato a memoria i codici di diritto canonico della Chiesa ma non aveva mai letto il Vangelo.
Se mai avesse vissuto l’incontro di Gesù con la Samaritana presso il pozzo – non so come sarebbe andata a finire, certamente avrebbe rischiato il rogo in quanto – donna peccatrice ed eretica. Certamente qualcuno mi risponderà che PAPA GIOVANNI PAOLO II, ha già chiesto perdono per tutti i peccati commessi nella storia dalla Chiesa, ma nessuno di coloro che hanno peccato ha ricevuto revisione morale delle colpe commesse, non esiste nessun santo che sia stato cancellato dal calendario religioso.
Scopo comunque di questa lettera è quello di chiedere se possa essere considerato coerente oggi, aver intitolata la nostra Comunità Pastorale qui a Induno Olona a San Carlo Borromeo magari senza conoscere la vita di questo personaggio, che per il suo atteggiamento fondamentalistico può essere paragonato agli odierni talebani.


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