La beatificazione di Nicol˛ Rusca

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La beatificazione di Nicol˛ Rusca Ŕ avvenuta domenica a Sondrio, il 21 di aprile 2013.
Nicol˛ Rusca fu un personaggio controverso, contemporaneo di Carlo Borromeo e del cugino Federico, arciprete di Sondrio dal 1591 al 1618, protagonista nel riformare la Chiesa Cattolica promossa dal Concilio di Trento in aperto contrasto i riformati luterani, in una terra, la Valtellina che in quell’epoca era diventata rifugio per tutti coloro che erano stati costretti a scappare dalla furia devastatrice avviata dal Borromeo, terra insanguinata dalla azione della Santa Inquisizione.
Egli soprannominato il MARTELLO DI DIO, PERSECUTORE DEGLI ERETICI, fu accusato di aver ordito un duplice omicidio, fu sequestrato a Sondrio e processato a Thusis da un tribunale secolare delle Tre Leghe, dove sedevano cattolici e protestanti insieme, morý sotto tortura senza aver confessato i delitti di cui era accusato.
Un contrasto nato soprattutto per impedire la nascita di una scuola di tipo umanistico a Sondrio proposta dai Grigioni. Un fatto orribile, da condannare, ma che oggi la Chiesa Cattolica con la sua beatificazione tenta di collocare in un contesto religioso e non politico della lotta tra Spagnoli, Veneziani e delle Tre Leghe, ma che di fatto si pone come ostacolo al cammino ecumenico, avviato dal Concilio di Trento.
Un episodio, la morte di Nicol˛ Rusca, che servý a pretesto negli anni successivi per scacciare definitivamente tutti gli evangelici e riformati dalla Valtellina con una azione pianificata in cui furono uccisi 600 valtellinesi che avevano abbracciato la fede evangelica, in quello che Ŕ passato alla storia come IL SACRO MACELLO.
Emilio Vanoni


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