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Discussione: Il governo Lega-M5S non vuole i 5 miliardi di ICI della Chiesa

  1. #1

    nebuloso Il governo Lega-M5S non vuole i 5 miliardi di ICI della Chiesa





    Il governo Lega-M5S non vuole i 5 miliardi di ICI della Chiesa


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    @Alessandro D'Amato |

    7 novembre 2018

    Ieri un silenzio politico tombale, come quello che si sviluppa intorno a certi condoni, ha accompagnato la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che impone alla Chiesa di pagare l’ICI sugli immobili commerciali e al governo di recuperarla, riformando una decisione della Commissione che abbuonava ai preti il pagamento della tassa negli anni 2008-2012 in virtù del fatto che fosse impossibile riscuoterla (LOL).
    Il governo Lega-M5S non vuole i 5 miliardi di ICI della Chiesa
    Il silenzio politico tombale veniva rotto soltanto dalle dichiarazioni di alcuni esponenti di Sinistra Italiana, che si rallegravano per la decisione, e di Michele Anzaldi del Partito Democratico che invece si schierava contro la sentenza.
    Un silenzio di tomba avvolgeva in particolar modo i due partiti al governo, e a guardare bene cosa è successo ieri se ne comprende perfettamente il motivo.
    Subito dopo la sentenza infatti l’ANCI ha fatto sapere che dal 2008 al 2012, ovvero gli anni contestati, la Chiesa ha evaso nei suoi immobili commerciali la bella cifra di un miliardo l’anno per un totale di cinque miliardi. Ma la sentenza non è immediatamente applicativa e non opera un diritto al recupero delle somme da parte dei Comuni nei confronti dei soggetti che avrebbero illegittimamente beneficiato di queste esenzioni.
    Per farlo ci vuole una legge.
    E qui casca l’asino capitombolando dalle scale.

    Le proprietà immobiliari della Chiesa

    Perché Guido Castelli, delegato Finanza Locale Anci, ha spiegato che “sarà necessaria una norma di legge che individui il percorso, ove possibile, di recupero delle somme”.
    Ma a farla dovrebbe essere il governo Conte.
    E il silenzio tombale con cui è stata accolta la sentenza viene spiegato in un retroscena pubblicato oggi da La Stampa a firma di Federico Capurso: alcuni grillini come il senatore Elio Lannutti avevano accolto con gioia la notizia della sentenza ma poi il vento è cambiato:
    «Per questo è un cavallo di Troia», spiega una fonte dell’esecutivo, «perché in Europa sono ben coscienti che non potremo mai chiedere così tanti soldi alla Chiesa cattolica, specie prima delle elezioni europee».
    Il sospetto che si tratti di un boccone avvelenato lanciato da Bruxelles circola con forza sulla sponda grillina di Palazzo Chigi.

    Beppe Grillo e l’ICI della Chiesa

    Fino a qualche tempo fa era lo stesso Beppe Grillo a chiedere che la Chiesa pagasse l’IMU, l’ICI e le tasse sugli immobili come i cittadini italiani.
    Sul blog era una delle battaglie più presenti e dopo la sua elezione a Roma Grillo chiese alla Raggi di intervenire proprio sui soldi della Chiesa per rimettere a posto la città. Tutto dimenticato. Anche perché la Lega è stata chiarissima e ha detto di non avere intenzione di litigare con i preti sul tema. A quel punto, racconta sempre il retroscena, i giochi erano fatti:
    Ascoltate le preoccupazioni leghiste, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si sarebbe convinto a muovere gli sherpa della maggioranza per rassicurare Oltretevere sulle buone intenzioni del governo.
    E ai parlamentari del Movimento sarebbe stata comunicata la retromarcia.
    Tanto che, improvvisamente, il referente dei Cinque stelle che si doveva occupare di studiare una legge con cui far tornare l’Ici nelle casse dello Stato, all’improvviso, scompare.

    «La questione è in mano a Gianluca Perilli», assicurava in mattinata il capogruppo M5S a Palazzo Madama Stefano Patuanelli. Nel pomeriggio, però, lo staff di Perilli assicura che «il senatore vuole mettere in chiaro che non si sta occupando di nessun provvedimento inerente alla sentenza.
    Se ne era occupato in passato».
    Soltanto a Roma, fino a qualche tempo fa, l’Imu teoricamente dovuta al Fisco per gli immobili commerciali della Chiesa era calcolata in almeno 500 milioni l’anno.
    Su 1314 alberghi, hotel bed & breakfast e strutture ricettive per turisti che ci sono a Roma, 273, ovvero un quarto, sono di proprietà della Chiesa.
    Dice il Comune che ben 93, cioè il 38 per cento, non ha mai pagato l’Imu, mentre altri 59, ossia il 24 per cento la versano a intermittenza.
    Pagano regolarmente l’Imu soltanto 94.
    Meno di quattro su dieci.
    Così anche per la Tasi.
    Un terzo (80 su 246) non l’ha mai pagata.
    Nel caso della Tari, la tassa sui rifiuti, siamo invece al delirio totale.
    Perché delle 299 (o 297) strutture censite dal comune, soltanto 208 esistono nella banca dati della Tari, con una proprietà riferibile a 187 soggetti di cui, afferma il rapporto «purtroppo 30 privi di codice fiscale o partita Iva».
    Le altre 91 risultano del tutto sconosciute al fisco comunale. Ora è tutto cambiato, però. Scurdammoce ‘o passato.
    Anche se magari cinque miliardi in più per il reddito di cittadinanza avrebbero fatto comodo.
    O no?


    https://www.nextquotidiano.it/ici-chiesa-governo/?fbclid=IwAR0XzNR8Dk_WyRTuiC3Y9BY-45u4rCF_lnzWxMoTEnRIy3YBKSKYL8NrqNo

  2. #2

    Il governo chiederà i 5 miliardi di Ici arretrata alla Chiesa?

    Il governo chiederà i 5 miliardi di Ici arretrata alla Chiesa?

    La Corte di Giustizia Ue ha intimato all’Italia di recuperare l’Ici non versata dalla Chiesa negli anni 2008-2011 per un ammontare pari a circa 4-5 miliardi di euro.
    A quanto pare il recupero delle somme sarà abbastanza improbabile principalmente perché nell’esecutivo si sospetta che questa decisione sia in realtà una polpetta avvelenata lanciata da Bruxelles.

    7 NOVEMBRE 2018 di Charlotte Matteini

    Nella giornata di ieri, una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea ha stabilito che l'Italia dovrà recuperare dalla Chiesa l'Ici non versata tra il 2008 e il 2012 per un valore pari a circa 4-5 miliardi di euro.
    In sostanza, con la sentenza di ieri, la Corte ha annullato la sentenza del tribunale Ue del 2016 nonché la decisione della Commissione del 2012 che stabilì che “a seguito delle denunce ricevute, l'esenzione dell'Ici per coloro che svolgevano nei loro immobili attività commerciali costituiva un aiuto di Stato illegale”, pur sancendo “l’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative nei confronti degli enti non commerciali, come nei casi di scuole, cliniche e alberghi".
    Queste strutture, dunque, ora saranno costrette ad adeguarsi al nuovo corso.

    A distanza di qualche anno, dunque, la Corte ha sancito che il problema era frutto delle sole difficoltà interne all’Italia, difficoltà che non possono giustificare un eventuale mancato recupero delle somme.
    “Una sentenza storica e ora, se l'Italia non dovesse recuperare gli aiuti, si aprirebbe la via della procedura di infrazione, con altri costi a carico dei cittadini”, ha dichiarato all'Ansa l'avvocato Edoardo Gambaro che, assieme all'avvocato Francesco Mazzocchi, ha presentato il ricorso. A distanza di 24 ore dalla diffusione della notizia, una domanda rimane senza risposta: il governo procederà con il recupero della famigerata Ici non pagata tra il 2008 e il 2011?

    A quanto pare il recupero delle somme è abbastanza improbabile.
    Al momento nessun esponente di primo piano del governo Conte ha commentato la sentenza della Corte di Giustizia e il quotidiano La Stampa sostiene che questa decisione per l'esecutivo sia una vera e propria polpetta avvelenata lanciata dall'Ue:
    «Per questo è un cavallo di Troia», spiega una fonte dell’esecutivo, «perché in Europa sono ben coscienti che non potremo mai chiedere così tanti soldi alla Chiesa cattolica, specie prima delle elezioni europee».
    Il sospetto che si tratti di un boccone avvelenato lanciato da Bruxelles circola con forza sulla sponda grillina di Palazzo Chigi.
    «La questione è in mano a Gianluca Perilli», assicurava in mattinata il capogruppo M5S a Palazzo Madama Stefano Patuanelli. Nel pomeriggio, però, lo staff di Perilli assicura che «il senatore vuole mettere in chiaro che non si sta occupando di nessun provvedimento inerente alla sentenza.
    Se ne era occupato in passato».


    Oltre alla posizione del governo, potrebbero esserci altre complicazioni. Spiega Paolo Madron di Lettera 43:

    Quei soldi arriveranno nelle casse dello Stato?
    La risposta è no. Primo perché quella sentenza deve essere ratificata dalla Commissione Ue (cosa assai improbabile, visto che il parlamento europeo finisce il suo mandato a maggio), secondo perché nessuno, nemmeno i mangiapreti pentastellati che sorreggono questa maggioranza, ha voglia di mettersi a litigare col Vaticano.
    La prima reazione dell’esecutivo è stata infatti quella tipica di chi soffre da sindrome di complotto: l’ennesima, spudorata e financo sacrilega iniziativa di Bruxelles per infilare altri bastoni tra le ruote di questa maggioranza poco rispettosa dei suoi dettami.
    Breve e concisa la risposta del governo nel caso la Ue ci imponesse l’inusitato prelievo.
    Con i fanti si scherza ma i santi, quelli, non si toccano.
    Che cosa succederà se il governo non dovesse disporre il recupero delle somme?
    Alla domanda ha risposto il radicale Maurizio Turco:
    Cosa dovrà fare lo Stato ora?
    Dovrà andare a bussare alla porta di tutti i soggetti senza fini di lucro con immobili commerciali esentati.
    Molti nel frattempo non funzionano più. Molti altri si sono riconvertiti in alberghi, vedremo come andrà".

    E voi cosa farete?
    Noi avviseremo la Corte dei Conti che ci sono 3 miliardi e 600 milioni ballerini, come minimo.
    Poi denunceremo la Repubblica italiana per danno erariale preventivamente, nel caso in cui non dovessero procedere celermente con il recupero.
    Si dovrà acquisire la sentenza e quando verrà notificata la gireremo alla Corte dei Conti perché vigili e raccolga la nostra denuncia".
    continua su: https://www.fanpage.it/il-governo-ch...a-alla-chiesa/
    http://www.fanpage.it/

    https://www.fanpage.it/il-governo-ch...a-alla-chiesa/

  3. #3

    Ici alla Chiesa, il governo chiederà un miliardo al Vaticano




    Ici alla Chiesa, il governo chiederà un miliardo al Vaticano



    Un miliardo di euro. E' quanto lo Stato potrebbe ottenere dal Vaticano chiudendo così una volta per tutte il caso Ici, quello per capirci sull'imposta non versata dalla Chiesa, sollevato dalla Corte di Giustizia europea con la sentenza di una settimana fa. Una sorta di sanatoria, di pace fiscale, per evitare guai peggiori da Bruxelles e recuperare almeno una parte dei 5 miliardi, secondo le stime del Tesoro, dovuti all'erario.

    IL PERCORSO
    Come noto, i giudici hanno stabilito che l'Italia non ha nessuna giustificazione nel non reclamare l'Ici non versata nel periodo 2006-2011 (prima che il governo Monti sistemasse le cose) e dunque che Roma deve muoversi in fretta.
    Ne sono consapevoli nel governo che infatti conferma la volontà di aprire lo spinoso dossier per trovare una soluzione.
    «A questo punto è un atto dovuto: il problema si trascina da anni e la sentenza della Corte ci impone di trovare un accordo con il Vaticano che ancora non stiamo negoziando.
    Ma va fatto e ci sarà» ha detto senza mezzi termini il vice ministro all'economia leghista, Massimo Garavaglia, che si è consultato anche con il ministro Giovanni Tria e con Palazzo Chigi.

    I DETTAGLI

    L'esponente del governo non ha aggiunto altro, ma autorevoli fonti del Tesoro fanno filtrare che la soluzione del caso potrebbe consistere in una sorta di Pace fiscale: un meccanismo simile a quello che l'esecutivo sta mettendo a punto nell'ambito della legge di Bilancio.
    Una specie di operazione saldo e stralcio nella quale si rinuncia a sanzioni e interessi e si applica una aliquota forfettaria fissata intorno al 20% sul capitale reclamato: 4,8 miliardi.
    Questa soluzione, che in area Lega viene giudicata di «buon senso», considerato che appare tecnicamente difficile riuscire a distinguere, all'interno della galassia dei 120 mila immobili della Chiesa, quali siano quelli che fino a 7 anni fa erano passibili di imposizione da quelli che non lo erano, non trova al momento una sponda nell'alleato di maggioranza.
    In area 5 Stelle, infatti, viene suggerito di trattenere le quote di 8x1000 destinate alla Chiesa Cattolica, circa un miliardo di euro all'anno, con la tecnica del credito in compensazione, fino alla completa estinzione del debito. Una ipotesi piuttosto ruvida, non gradita Oltretevere, che metterebbe in ginocchio i conti del debitore.

    Del resto a Palazzo Chigi, che caldeggia un accordo soft, tutto si augurano fuorché di aprire un nuovo fronte di battaglia.
    Anche perché il Vaticano, peraltro, si sta mostrando molto dialogante in questa vicenda.
    In attesa che la Commissione europea recepisca la sentenza della Corte di giustizia e chieda al governo di aprire una discussione formale, alcuni Comuni si stanno comunque già muovendo.
    È il caso del Campidoglio, ad esempio, che sta conducendo una ricognizione sugli immobili che riguarda sia il pagamento dell'Imu sia quello pregresso della vecchia Ici.
    Il censimento sta procedendo anche attraverso un'interlocuzione con i titolari dei beni soggetti al pagamento dei tributi.
    Un lavoro non facile, ma indispensabile in quanto per procedere è necessario riuscire a distinguere gli enti che svolgono attività commerciale (e dunque soggetti al versamento dell'imposta) da quelli adibiti unicamente all'esercizio di culto. Un altro problema sul tappeto è quello della possibile prescrizione: in teoria i sindaci hanno 5 anni di tempo per reclamare l'Ici non versata (un tempo abbondantemente trascorso) e inoltre la Chiesa non era tenuta, all'epoca dell'evasione contestata, a conservare la documentazione fiscale relativa all'utilizzo degli edifici.
    Il che rende praticamente impossibile stabilire con certezza, in moltissimi casi, chi deve pagare e chi no. Ed è questa, appunto, la ragione per la quale la strada maestra che il governo vorrebbe percorrere è quella dell'atto concordatario.
    Un modo rapido per chiudere il dossier.


    https://www.leggo.it/italia/cronache...ppiLY2ZTOrkRiM

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