I regimi liberisti e globalisti stanno crollando uno dopo l’altro: dopo Macron e Merkel anche lo spagnolo Sánchez

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Clairemont Ferrand

DICEMBRE 4, 2018

Agivano da padroni dell’Europa, i vari leader francesi, Sarkozy, Hollande, in ultimo Macron e la leader tedesca Merkel.
Si presentavano all’estero a nome dell’Europa, come se le altre nazioni contassero nulla.
E in effetti Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni hanno dato loro mano libera e carta bianca: con loro il nostro Paese contava zero e non godeva di nessun rispetto, suscitava solo ilarità.
La musica è cambiata con la strepitosa vittoria dei 5Stelle e l’affermazione della Lega alle votazioni del 4 marzo.
Con quello straordinario capovolgimento elettorale e politico, dopo accanite resistenze arrivate fino al punto di racimolare un inutile incarico di pochissime ora al fantasma Cottarelli, fulminato all’istante dalla richiesta di impeachment verso il Presidente Mattarella da parte del M5S, anche in Italia il regime liberista e globalista è crollato.
L’ipotesi di rimetterlo in piedi esiste nella mente di qualche signor nessuno alla Tajani, di piccola taglia merkel-berlusconiana, annoverato tra quelli che quando parla gli astanti non lo ascoltano, o al massimo fanno finta di ascoltarlo mentre in effetti pensano e fanno altro.
Neanche gli ‘ei fu’ da poesia manzoniana, Berlusconi e Renzi, hanno osato proporre scenari revanscisti.
Sono stati sconfitti da una legge elettorale che loro stessi hanno concepito e realizzato contro i 5 Stelle come trappola per impedirne la vittoria e funzionale a formare una maggioranza PD e FI, ma ritortasi contro, perché quella legge ha poi fatto da catalizzatore del governo 5Stelle – Lega.
Questo è il grande capolavoro del duo FI-PD che si ritenevano i geni della politica, i più furbi, i più intelligenti. Ma la furbizia dei furbetti il più delle volte finisce così, definito bene dal modo di dire toscano de ‘i ladri di Pisa’ che litigano di giorno ma poi agiscono di comune accordo di notte, cioè di nascosto.
Anche in Spagna una manovra furbetta in Parlamento, una vera e propria manovretta da palazzo, ha portato lo scorso giugno il socialista Sánchez al governo, in quanto un partito della maggioranza che aveva dato vita al precedente Governo Rajoy ha poi rovesciato quella alleanza facendone una opposta.
Come ricorderete Martina si precipitò a Madrid per lodare le leopardiane ‘magnifiche sorti e progressive’di Pedro Sánchez, tanto care alla ‘sinistra’ di nome e il nulla o nichilismo di fatto.
Siamo a novembre e il Governo Sánchez, prima ancora che si compia un semestre di attività governativa, è già finito, in quanto i popolari hanno già chiesto le elezioni anticipate.
Le profezie dei politici PD, buttano sempre al peggio quando sono buone e al meglio quando sono cattiva, e non fa differenza che si tratti di Fassino, Renzi e in ultimo Martina.
Infatti domenica in Andalusia i socialisti hanno subito una batosta storica.
In Spagna ancora non esisteva un movimento ‘populista’ e ‘sovranista’. Alla sua prima uscita fa il 12%.
E lo fa nella zona più ‘rossa’ della Spagna, una specie di Emilia Romagna spagnola.
Le campane a morto suonano ancora una volta per la Commissione UE liberista e globalista a trazione tedesca.
Chi rappresentano oggi Junker e Moscovici?
Hanno già capito che il clima è cambiato e nulla sarà come prima.
Oggi con il Governo Conte, il Governo italiano del Cambiamento, bisogna chinare il capo!
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