La sigaretta
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Erano i primi 60 e a Casalnuo Monterotaro (FG), nella cantina Iarossi c’erano quattro amici che, per abitudine, ogni pomeriggio si ritrovavano lì per giocare a carte e, regolarmente, ne approfittavano per bere del buon vino, alzando il gomito.
Ad un certo punto uno di loro tirò fuori delle cartine per farsi una sigaretta e l’amico che gli sedeva vicino, gliene chiese una; poi, però, la cartina donata restava inutilizzata, perché il soggetto in questione, non aveva tabacco e la voltava e la rigirava tra le mani.
Intanto un altro compagno della comitiva tirò fuori il tabacco, e lui, prontissimo, gliene chiese un po’ per la sua sigaretta.
Fu accontentato, sia pure con un certo disappunto, ma poi, mentre uno di loro si accendeva la sigaretta, lo scroccone si avvicino con la sigaretta in bocca e disse:
<< Fammi accendere tu, cosi risparmiano ed andiamo in quel posto allo Stato>>.
Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso, perché l’altro sbottò:
<<Figlio di P. tu non vai in quel posto allo Stato, tu vai in quel posto a me!>>
Cominciarono a dirsele di tutti i colori e arrivarono persino alle mani.
Altri tempi!!!!!