Ceglie Me4ssapica, 28enne inventa cuffia per tradurre da 103 lingue
Paride Papathanasiu ha inventato lo speciale sistema di traduzione simultanea, Nimrod, e l'ha sviluppato con un gruppo di amici


ADELE GALETTA
13 Maggio 2019


Tecnologia, design ma, soprattutto, la possibilità di interagire con ben 103 lingue diverse. È questa la forza di Nimrod, il sistema di traduzione simultanea tramite conduzione ossea, ideato dal 28enne Paride Papathanasiu di Ceglie Messapica, studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino e sviluppato con un team di amici. “L’idea – come spiega Paride – è nata dall’esigenza di venire incontro alla Puglia, regione dove il turismo rappresenta l’oro nero ma dove, soprattutto, nei piccoli paesi, si riscontrano maggiori difficoltà a parlare con turisti che arrivano da ogni parte del mondo. Per questo ho pensato ad un mezzo per vivere a pieno l’estate e poter comunicare più facilmente. Uno strumento, quindi, non solo per hotel, ristoranti, negozianti ma, anche, per i turisti stessi.
Infatti le prime prove le ho effettuate proprio in Valle d’Itria.
Ai turisti che incontravo chiedevo se volessero testare le cuffie e alla fine hanno, positivamente, riscontrato che era più facile capire e farsi capire.” Il funzionamento delle cuffie a conduzione ossea è completamente differente rispetto a quello dei normali auricolari che si utilizzano durante la vita di tutti i giorni. Invece di essere inserite all’interno del canale uditivo o appoggiate sopra al padiglione dell’orecchio, le cuffie a conduzione ossea vanno poggiate nel punto di congiunzione tra la mascella e la mandibola. I suoni bypassano il timpano e arrivano direttamente al canale uditivo medio, per poi raggiungere la chiocciola, la parte più interna dell’orecchio. Tra i vantaggi di questo strumento c’è, ad esempio, anche quello di ascoltare quello che succede intorno e di mettere a sicuro il timpano evitando lesioni causate dal suono troppo alto.
“Nimrod funziona facilmente – continua Paride – le cuffie sono collegate, al momento, ad una app scaricaribile su cellulare o pc. Dico al momento perché stiamo lavorando per svincolare le cuffie da questa applicazione e farle, così, funzionare in maniera autonoma ed, anche, in modalità off line.
Una volta indossate, si sceglie la lingua sul telefono e premendo sul pulsante si può tradurre la conversazione facendola sentire all’altro utente nella sua lingua. È più facile da utilizzare che spiegare ma posso dire che dopo appena dieci mesi i riscontri sono più che positivi.”
Perché Nimrod? Il sistema di traduzione prende il nome dal Re dell’antica Babilonia mandante della Torre di Babele, dal verbo ebraico maràdh, il cui significato va ricercato in ribellarsi. “Esso rappresenta, anche, un modo per liberarsi dall’imperialismo inglese che sta contaminando l’italiano – conclude Paride - è una possibile soluzione, quindi, per preservare la nostra diversità linguistica.” Nimrod sarà ospite all’Open Innovation Weekend a Brescia, i prossimi 17 e 18 maggio, insieme alle migliori start-up tecnologiche italiane e Paride ed il suo team stanno lavorando per integrare questo sistema nelle più grandi Corporate italiane ed Europee.

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