Antiche filastrocche per i bimbi di Casalnuovo Monterotaro(FG)



  1. Muscė muscellė,

panė e cascell ė,
panė e rėcottė
pufft i bottė.


Questa filastrocca si recitava tenendo i bambini molto piccoli in braccio e poi, prendendo le loro manine si simulavano delle carezze, prima al bimbo e poi alla persona che lo teneva in braccio, ma alla fine… “pufft ė i bott ė” cioč degli schiaffetti, dati con le stesse manine, e il bimbo, specialmente se le “botte” erano per chi lo teneva in braccio, chiaramente si divertiva.


  1. Stevė ‘na votė ‘na včcchjė e ‘nu vécchjė,

Ca zė magnavėnė i fafė včcchė,
z’j magnavėnė jontė-jontė,
stattė zittė ca mo’ tu contė.


Traduzione:
C’erano una volta una vecchia ed un vecchio
Che si mangiavano le fave vecchie,
se le mangiavano unte-unte,
stai zitto, che adesso te lo racconto.

Questa filastrocca si recitava ai bambini prima di iniziare raccontare le tante e varie favolette dei tempi antichi. A volte perņ, in mancanza di argomenti, si ripeteva la stessa filastrocca molte volte, tanto che i bambini si addormentavano senza ave sentito nessuna favola.


  1. Chjovė, chjovė santa Luciė,

nė fa chjovė a terra mijė
ca nujė simė puvėréllė e cė facimė i zambaréllė


Traduzione:
Piove, piove, santa Lucia
Non far piovere nella terra mia,
perché noi siamo poverelli
e si attaccano grossi tamponi di fango alle scarpe (i zamparéllė)


Anche questa filastrocca si recitava tenendo i bimbi molto piccoli in braccio per teneli buoni e, magari, farli addormentare.


  1. Cėcėrėnčllė vulčvė, vulčvė,

e nė sapčvė chė vulčvė,
vulčvė ‘nu tozzė dė panė
ma zė l’évė magnatė u canė.


Traduzione:
Cicirinella voleva, voleva
E non sapeva che cosa voleva,
voleva un tozzo di pane
ma se l’era mangiato il cane.


5) ‘mmocchė a me, ‘mmocchė a te,
‘mmocchė u figljė dė lu ré.


Traduzione.
In bocca a me, in bocca a te,
in bocca al figlio del re.


Questa č una filastrocca che si recitava quando si dava la pappa ai pią piccoli: il cucciaio faceva avanti e indietri tra la bocca del bimbo e quello della mamma ma finiva sempre nella bocca del piccolo.

Liberamente tatti dal libro
“Ricordi del paese”
Scritto da Donato Iannantuoni e stampato dalla tipografia Zizza di
Casalvecchio di Puglia (FG)