I ragazzi della "Meo" premiati in Senato
Nell'ambito del concorso "Testimoni dei diritti"

PRIMO_IC_MEO_S_VITO_DEI_NORMANNI_2_B xs.jpg20 - 1 - 2020

Due giornate davvero speciali per gli studenti della 3' B della scuola secondaria di 1° grado “Don Vincenzo Meo” di San Vito dei Normanni: oggi e domani sono a Roma, a Palazzo Madama, per la cerimonia di premiazione del concorso nazionale “Testimoni dei diritti” promosso dal Senato della Repubblica e dal MIUR. Gli studenti sanvitesi, accompagnati dalla dirigente scolastica Maria S. Colangelo e dai docenti Silvana Errico, Antonella Arseni e Alberto Cioni, saranno i “testimoni” dell’art. 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani, quello che parla del diritto all’istruzione, con il progetto “Io a scuola ci vado perché…”.
Lungo e articolato il percorso compiuto nello scorso anno scolastico dai ragazzi per sviluppare il tema: sono partiti dall’80° anniversario delle leggi razziali del 1938 a causa delle quali i bambini ebrei venivano mandati via da scuola (non mancando di sottolineare il fatto che proprio nella loro terra, a Brindisi, nel 1944 furono firmati i decreti di abrogazione di tali leggi). E, rimanendo a quell’anno dello scorso secolo, hanno messo in risalto la figura del sacerdote cui è intitolata la propria scuola: don Vincenzo Meo, infatti, fondò la scuola media a San Vito dei Normanni, svolgendo in essa le funzioni di preside, insegnante e segretario e sostenendo personalmente gli oneri economici. Hanno esaminato attentamente la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, la Costituzione italiana e la Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia rendendosi conto che, dal 1948 in poi, le parole pregiudizio, discriminazione, indifferenza sono diventate uguaglianza, libertà, responsabilità, solidarietà, diritti per tutti. Ma sono pure giunti alla conclusione che non in tutto il mondo “i diritti sono per tutti”, soprattutto il diritto all’istruzione. Hanno quindi incontrato i volontari dell’UNICEF, hanno visitato la Scuola di Alfabetizzazione della locale Parrocchia di San Domenico per ascoltare le storie di ragazzi provenienti da Paesi in cui il diritto all’istruzione è negato, hanno incontrato il Sindaco e i funzionari comunali responsabili della pubblica istruzione, la Commissione pari opportunità.
E, ora, è giunto il momento di raccogliere i frutti di questo intenso lavoro. La scuola “Don Vincenzo Meo” ha già vissuto un’analoga esperienza nel 2016 quando fu premiata nell’ambito dell’iniziativa “Vorrei una legge che” presentando un progetto dal titolo “Niente attese… niente barriere” in difesa dei figli di detenuti.
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