Coronavirus, la Ue attiva la clausola stop al Patto di stabilità
"Pompare nel sistema denaro finché serve"


"Stiamo allentando le regole" per consentire ai governi di spendere, ha spiegato von der Leyen, presidente della Commissione Ue

21 marzo 2020

La Commissione europea ha attivato, per la prima volta, la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, che consentirà ai governi di "pompare nel sistema denaro finché serve". Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio.
"Il coronavirus ha un impatto drammatico sull'economia, molti settori sono colpiti.
Il lockdown è necessario ma rallenta severamente l'attività economica.
La scorsa settimana ho detto che faremo tutto il possibile per sostenere l'economia e i cittadini, e rispettiamo quanto detto. Gli aiuti di Stato sono i più flessibili di sempre e i vostri governi possono dare i soldi che servono a ristoranti, negozi, imprese piccole e medie", ha detto von der Leyen.
Inoltre, "cosa mai fatta prima, abbiamo attivato la clausola di salvaguardia", ovvero "stiamo allentando le regole" per consentire ai governi di spendere, ha spiegato.

Ipotesi coronavirus bond - Intervistata dal Corriere della Sera la presidente della Commissione europea apre all'ipotesi dei coronavirus bond, chiesti anche da Giuseppe Conte:
"In questo tempo di crisi stiamo guardando a tutti gli strumenti a disposizione e possibili a sostegno dell' economia europea. Ogni strumento utile sarà messo sul tavolo. Sì, stiamo valutando l' opzione dei coronavirus bond e altre.

I fondi strutturali inutilizzati - "Abbiamo un' iniziativa per gli investimenti", assicura von der Leyen. "Soldi che vengono dai fondi strutturali inutilizzati, che l' Italia non potrebbe più usare e che invece noi le lasciamo. I fondi potranno essere usati in tutti i settori considerati prioritari: sono 11 miliardi. L'Italia potrà investirli nelle piccole e medie imprese, o per la disoccupazione di breve termine o altro. In più attraverso la Banca europea per gli investimenti forniremo 8 miliardi di garanzie a livello europeo per i prestiti che le Pmi possono usare".

L'approviggionamento di materiale sanitario - "Il commissario al Mercato interno - spiega la presidente della Commissione Ue - ha detto a tutte le imprese di aumentare la produzione. Abbiamo ottenuto che alcune aziende cambiassero le loro linee di produzione, come ad esempio quelle tessili che ora fanno mascherine e camici di protezione. Ora compriamo insieme materiale sanitario sul mercato mondiale - mascherine, camici, respiratori, guanti, tamponi - perché il potere di acquisto dell' Unione è molto più ampio di quello degli Stati membri presi singolarmente. Mercoledì ho parlato con il primo ministro cinese. All' inizio dell' epidemia l' Ue inviò più di 50 tonnellate di materiale medico alla Cina. Che adesso vuole ricambiare, ci donerà due milioni di mascherine chirurgiche, 200 mila di sicurezza e 50 mila tamponi. La prossima settimana li spediremo immediatamente in Italia. Inoltre la Cina ha aperto il canale degli approvvigionamenti così potremo comprarli.


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