Giovane scienziato di Mesagne «cervello in fuga» torna in Italia grazie a premio di un milione

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27 Giugno 2020

È il ricercatore pugliese Gianvito Vilé (nella foto), giovane talento della chimica industriale, il ‘cervello in fuga che potrà tornare a lavorare in Italia grazie al premio ‘Ernst Felder’ da 1 milione di euro promosso da Bracco con il Politecnico di Milano e la Fondazione Politecnico di Milano.
Vilé, che dal 2019 è inserito nella lista annuale degli ‘Scienziati più influenti in Ingegneria Chimica della Società chimica americana, potrà sviluppare la sua ricerca d’avanguardia nei nuovi laboratori del Politecnico di Milano e presso il Centro Ricerche Bracco di Ivrea, coadiuvato da Alessandra Sivo, giovane laureata in chimica farmaceutica al Politecnico di Milano.
«La mia attività di ricerca ha sempre integrato metodi di diverse aree della chimica e delle scienze ingegneristiche per progettare processi di sintesi ecologici applicati all’industria farmaceutica e a quella chimica», spiega Vilé, nato 33 anni fa a Mesagne, in provincia di Brindisi.
«Tali processi usano principalmente materiali nanostrutturati e reattori in continuo, in modo da aumentare l’efficienza e la sicurezza delle reazioni e abbassare i costi di processo, raggiungendo al tempo stesso gli obiettivi di protezione della salute umana e dell’ambiente».
Il premio Felder «non si è limitato a finanziare la ricerca avanzata nel campo della chimica in flusso, ma ha creato le condizioni per valorizzarla fornendo importanti opportunità e una visione: la creazione di un polo di tematiche rilevanti per la salute e lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese», afferma Andrea Sianesi, presidente della Fondazione Politecnico di Milano. «Nell’anno in cui celebriamo il decimo anniversario della nostra Fondazione, siamo felici di aver permesso a un grande talento di rientrare in Italia e di aver gettato le basi per la nascita nel nostro Paese di un nuovo centro di eccellenza», aggiunge Diana Bracco, presidente di Fondazione e presidente e Ceo del Gruppo Bracco. “Dopo ciò che abbiamo vissuto con il Covid-19, mi auguro che questo premio possa contribuire a ridare fiducia ai giovani ricercatori italiani».


Da La Gazzetta del Mezzogiorno


scritto da Giuseppe Messe



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