Azzolina e il banco a rotelle: la riforma nascosta di un'altra cernia al Ministero dell'Istruzione

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Il banco a rotelle palesemente non serve al distanziamento, eventualmente ne sarebbe servito uno fissato a terra.
In realtà si tratta di un banco realizzato qualche anno fa negli USA per la didattica 2.0 senza libri e solo con pc e tablet.
Ecco quindi che con il pretesto dell'emergenza Covid19 viene fatta passare la più imponente e devastante delle riforme degli ultimi trenta anni, quella che elimina i libri e probabilmente anche la scrittura a mano.
L'epidemia si dimostra sempre più un cavallo di Troia per far passare un'agenda senza l'approvazione democratica, un'agenda che rischia di diventare irreversibile per la scuola pubblica.


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Casellati: «La scuola non è didattica al computer»

La scuola «è una priorità assoluta», afferma Elisabetta Casellati in un’intervista al Messaggero.
Perciò, il ritorno di «tutti gli studenti in classe a settembre» deve essere «un imperativo categorico». Parole durissime, quelle della presidente del Senato. «La scuola, spiega, «non è solo didattica al computer ma è crescita educativa, culturale e sociale.
È fatta di aule e di incontri, dialogo e relazione tra studenti e docenti.
Ci devono essere subito regole certe e uguali per tutti».
«La responsabilità del governo», aggiunge la Casellati, «non può essere scaricata sui presidi.
Così rischiamo la catastrofe , creando inaccettabili diseguaglianze e discriminazioni tra studenti di serie A e studenti di serie B.
Sono state riaperte tutte le attività produttive, le spiagge, i teatri e i musei. Soltanto per le scuole, che sono una priorità assoluta per il Paese, rimane un caos inspiegabile».
I Cinquestelle vanno in tilt.
E si mettono in trincea nella incredibile difesa della Azzolina.
«Le dichiarazioni sulla scuola rilasciate dalla presidente del Senato Casellati in un’intervista a un quotidiano appaiono fuori luogo».
A farsi portavoce della “ribellione” pentastellata è il capogruppo M5S al Senato, Gianluca Perilli.
«Dalla seconda carica dello Stato ci si attende un atteggiamento al di sopra degli schieramenti politici e all’insegna dell’unità del Paese.
Creare allarmismo, peraltro del tutto infondato, su un tema così sensibile dal punto di vista sociale come la scuola significa scendere nell’agone della polemica politica quotidiana».


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