Mio padre è molto preoccupato

Martedì 4, aprile 1860

In questi giorni vedo mio padre sempre più incupito, non c’è sera durante la quale non intavoli discorsi strani su Cavour, Vittorio Emanuele II, l’Inghilterra, la Francia per finire poi con Giuseppe Garibaldi e la cricca dei nostri traditori, cioè i nostri fuoriusciti accolti a braccia aperte dal Regno Sardo.
Poerio, Zuppetta, Settembrini, ma poi vi aggiungeva Imbriani e quindi Liborio Romano diventato capo della Polizia in Napoli ma di cui non ci si poteva fidare in assoluto.
La somma dei filo piemontesi era sempre enorme ed ogni sera ne aggiungeva qualcuno. Non parliamo poi della Marina Militare, ove pochi semplici marinai si salvavano dal tradimento della nostra dinastia regnante.
Ogni tanto mio padre partecipava ad alcune riunioni ministeriali in qualità di segretario o assistente e notava sempre un certo doppiogiochismo tra i componenti che si annullava solo in presenza del Re Francesco II e di sua moglie la Regina Maria Sofia. Ma anche i consigli dati al re, quali un’azione più incisiva verso il Piemonte o l’Inghilterra, erano sempre in contrasto tra di loro sicchè restava quasi sempre in “impasse” sulle decisioni da prendere. La Regina invece, quando accompagnava il Re in queste riunioni di gabinetto, scrutava bene gli occhi di tutti i presenti e con la scusa del suo apprendimento dell’italiano, si faceva sempre ripetere almeno due volte affermazioni ambigue o contraddittorie; lei faceva di tutto per mettere in guardia Francesco II dai finti amici traditori.
Una sera mio padre mi tenne alzato fino alla mezzanotte per parlarmi dei suoi timori.
- Vedi Francesco, è come se nel nostro Regno si fosse materializzata una sorta di tradimento generale e complessivo. Sono pochi coloro che danno fiducia a Francesco II, lo ritengono troppo giovane ed inesperto per guidarci, ma non hanno il coraggio di manifestargli ampiamente e dal vivo questo loro pensiero. Poi la Costituzione, questo cambiamento di normativa sempre invocato dall’Inghilterra e dalla Francia, cui egli stenta per timore del ripetersi degli eventi drammatici del 1848, quando Ferdinando II la concesse.
- Intanto il Regno Sardo oggi è molto più ampio di prima ed invoca l’Italia! Nel 1859, la Francia gli conquista la Lombardia, poi giunse l’annessione del Granducato di Toscana e quindi dell’Emilia papale, poi Modena...gli resta solo il Regno delle Due Sicilie e parte dello Stato Pontificio!
Io ascoltavo e non avevo il coraggio di intervenire perché mio padre aveva una visione veramente completa dal punto di vista degli eventi succedutisi.
Una cosa certa era che l’influenza dell’Austria doveva ridursi al minimo in Italia…ma la nostra dinastia non dipendeva dall’Austria, io pensai; Francesco II è napoletano come lo sono io.
- Francesco, non sia mai che il Regno Sardo ci conquisti …in questo caso, io ti dico che dopo i pimi momenti di incertezza e di cambio di governo, per il SUD inizierà un lungo periodo di tristezza e di abbandono. Regrediremo come noi non possiamo immaginare!
- Ora vai a letto Francesco e non dire a nessuno di questi miei pensieri, mi raccomando.
Quella notte dormii poco e quel poco fu molto agitato…le parole di mio padre mi ritornavano spesso alla mente, ma non riuscivo ad immaginare una forma diversa della mia Patria, proprio non riuscivo. Io sono un borbonico, continuavo a dirmi, combatterò perché ciò non accada.


Tratto da
FEGATO di Domenico Iannantuoni