La leggenda di Francavilla Fontana

“Filippu D’Angiò scìu a caccia…”




Filippo d’Angio, della famiglia Imperiali, principe di Taranto e fratello di Roberto d’Angiò che regnava su Napoli, intorno al 1310 raggiunse le Murge per visitare i suoi possedimenti.
Era un uomo molto curioso e fortemente attratto dalla natura selvaggia.
Così la mattina del 14 settembre uscì in esplorazione con la scusa di una battuta di caccia in quei luoghi che poi sarebbero divenuti Francavilla Fontana.
Quella zona era nota allora con il nome di bosco Rodio e si trovava a nord del casale nominato Villa del Salvatore.
Il principe si affidò ad un esperto cacciatore di quelle parti, Elia Marrese, e al suo seguito.
Durante la battuta di caccia Elia scovò un cervo nella boscaglia e…
“…la freccia tirò an facci allu cervo…”
Incoccò la freccia al suo arco e la scagliò contro il cervo.
La canzone e la tradizione vogliono che fosse proprio il principe a scagliare la freccia, ma gli storici accreditano il gesto al cacciatore.
A questo punto il fatto miracoloso e avvolto dalla leggenda.
La freccia poco prima di colpire il cervo rimbalzò, si voltò e…
“…la freccia turnò! La freccia turnò!
E pi picca no lu cintrò! E pi picca no lu cintrò!”

La freccia tornò indietro con violenza, e mancò di pochissimo il principe d’Angiò ed Elia, il cacciatore.
Il cervo fuggì e il gruppo lo inseguì per non lasciarselo scappare. Spostate le fronde e superati gli ostacoli della foresta, il principe ed Elia si accovacciarono in silenzio dietro ad un cespuglio.
Lì dietro c’era il cervo, inginocchiato ad una fonte d’acqua e intento ad abbeverarsi, per nulla spaventato da quanto era accaduto poco prima.
I due uomini si avvicinarono alla fonte, e dove poco prima aveva bevuto il cervo, trovarono il pezzo di un muro di un’antica chiesa e l’immagine dipinta della Beata Vergine Maria in stile bizantino.
Si inginocchiarono davanti alla figura della Madonna, che venne poi definita della Fontana, e la ringraziarono per la tragedia sfiorata e l’avvenuto miracolo.
Il principe per omaggiare la Madonna della Fontana decise che lì sarebbe sorta una maestosa chiesa.
Poi per invogliare la gente nei dintorni a trasferirsi lì, promise che quelle terre sarebbero state esenti di tasse territoriali e rinominò quei luoghi legati a Villa del Salvatore in Franca Villa, per sottolineare proprio le concessioni previste sui terreni circostanti.
La cristallizzazione verso il nome di Francavilla Fontana è breve, e pensare che tutto nacque da una freccia capricciosa!
Se sei a Francavilla Fontana devi assolutamente visitare il Castello degli Imperiali, con le sue bellezze barocche e leggenda di un fantasma, piazza Umberto I con la sua fontana e la torre dell’orologio.
Da non perdere le seguenti chiese:
– Basilica Pontificia Minore del Santissimo Rosario (o Chiesa Madre),
– Chiesa Rettoria di Sant’Alfonso Maria de Liguori (o Li Padri),

– Chiesa Maria Santissima della Croce (o La Croce).

Il periodo perfetto per visitare Francavilla Fontana è, il periodo di Pasqua.
Durante la settimana di Pasqua la città è molto operosa e ricca di riti della tradizione, soprattutto il giovedì santo e il venerdì santo.
Il 14 settembre ricorre la festa patronale della Madonna della Fontana e ci sono tre giorni di festa con bancarelle e fuochi d’artificio.
In più se riuscite a farvi invitare da qualcuno a casa potrete mangiare “lu iadduzzu” che si cresce da Pasqua per essere mangiato a settembre.

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