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Discussione: Salvatore Morelli

  1. #1

    Lightbulb Salvatore Morelli

    Salvatore Morelli:
    il primo difensore dei diritti civili delle donne





    Salvatore Morelli è una personalità illustre del 1800, che fa onore al suo paese di nascita (Carovigno), a tutto l’Alto Salento e a tutte le genti del meridione d’Italia in genere.
    Se soltanto i regnanti del suo tempo si fossero fermati un attimo ad ascoltarlo e a riflettere su quello che lui diceva e proponeva, di certo non ci sarebbero stati tanti eventi funesti in Italia e nel mondo, la condizione della donna sarebbe diversa e, forse, né i Borboni né i Savoia, sarebbero caduti così miseramente in disgrazia.
    Purtroppo accade spesso che i potenti e i ricchi signori in genere, non abbiano le capacità intellettive e culturali per essere all’altezza dei loro compiti, né riescono a vedere negli atri, ciò che potrebbe essere utile anche a se stessi.
    . Salvatore Morelli nacque a Carovigno (BR) il I° maggio del 1824.
    Studiò Giurisprudenza a Napoli e fu scrittore, giornalista e politico.
    Si affiliò alla Massoneria e alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini ed ebbe idee socialiste e liberali.
    Scontò dieci anni di prigione per avere bruciato, nel 1848, nella piazzetta del suo paese di nascita, l’immagine di Ferdinando II di Borbone. Fu accusato di cospirazione ed il carcere, nel castello di Ischia dove c’erano i detenuti politici, fu duro, perché venne torturato e rischiò anche la fucilazione.
    Bruciarono i suoi libri, poi, nel 1858, fu confinato a Lecce per il soggiorno obbligato e, dopo qualche anno, finì di nuovo in prigione per aver rifiutatio un “colloquio” con Francesco II di Borbone.
    Finalmente, nel 1860, con il crollo del Regno dei Borboni e con la nascente unità d’Italia finì il suo supplizio nelle carceri Borboniche e cominciò la sua attività di giornalista: il suo giornale, d’ispirazione Mazziniana, si chiamò “Il dittatore”.
    Già nel titolo di tale giornale, si poteva leggere il suo sconcerto per come era iniziato il nuovo Governo dei Savoia sulla nostra povera terra. Dalle pagine del suo giornale, egli denunciò tutto quello che vedeva di brutto e suggerì il decentramento e la snellezza burocratica, l’istruzione di base generalizzata, per tutto il popolo e la riforma del sistema scolastico con l'eliminazione dell'istruzione religiosa..
    Nel 1861 Salvatore Morelli pubblicò a Napoli la sua opera più importante intitolata
    : “LA DONNA E LA SCIENZA “
    oppure
    “LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA SOCIALE”
    Quello che scrisse in tale opera cercò, nei tempi successivi, quando fu eletto deputato per ben quattro legislature consecutive, di tradurre in legge.
    Infatti, nel 1867 presentò in Parlamento (fu lui il primo in Europa) un disegno di legge per la parità della donna con l’uomo, successivamente propose un nuovo diritto di famiglia che prevedeva l’eguaglianza dei coniugi nel matrimonio, il doppio cognome, i diritti per i figli illegittimi e il divorzio..
    In particolare egli proponeva questo :
    “ le donne italiane che si mostreranno più diligenti al miglioramento della razza umana, dando alla Patria figlioli di belli e robusti tipi, e li educheranno in modo da farli divenire eroi, pensatori e produttori distinti, avranno conferito dallo Stato, titoli di onore, pubblici uffici ed anche pensioni vitalizie, secondo il maggior bene che hanno arrecato con la loro opera”.
    Ci voleva molta intelligenza per capire la bontà di una simile proposta?
    E’ difficile capire che da una buona e costruttiva educazione dipende il destino di tutta la nazione?
    A quanto pare, tutto questo era troppo per le piccole menti dei reali dell’epoca, e ancora oggi, il pensiero di Salvatore Morelli, non è ben recepito da gran parte dei politici della nostra Repubblica.
    Nel 1875 , Salvatore Morelli, presentò un altro disegno di legge per la richiesta del diritto di voto per le donne: anche questa volta inutilmente…


    Insomma tutte cose che si sono avute più o meno dopo cent’ anni, dopo la caduta della monarchia e con l’avvento della Repubblica.
    Salvatore Morelli lottò anche contro la pena di morte e tutelò i deboli.
    Morì povero a soli 56 anni, in una camera d’albergo di Pozzuoli, il 22 ottobre del 1880.

  2. #2

    salti Un monumento per salvatore morelli

    Accolgo con grande soddisfazione, la proposta di Vito Uggenti di costruire a Carovigno, il paese di nascita di Salvatore Morelli, un monumento a lui dedicato.



    Quella concezione di Stato veramente libero per cui il GRANDE Salvatore Morelli si è battuto nell'800, non si è ancora realizzato.
    Egli ha combattuto per la realizzazione di uno Stato laico, indipendente, rispettoso delle donne e dei bambini, con la possibilità di accesso alla cultura da parte di tutti, e ha affrontato, già da allora, dei temi che non sono stati ancora pienamente risolti: il divorzio, la cremazione dei defunti, la laicità dello stato...
    Sarebbe anche giusto che i resti mortali di questo grande italiano, lasciassero Pozzuoli e ritornassero finalmente, con tutti gli onori, al suo paese.
    ... Ma un monumento a Salvatore Morelli dovrebbe essere un monumento caro a tutta l'umanità, perché sono le sue idee che rappresentano e riscattano ogni persona veramente libera; per questo motivo mi piace anche la proposta di un concorso d'idee, esteso a tutti gli artisti italiani, per la realizzazione di tale monumento...
    Angelina Stanziano






  3. #3

    Carovigno - IN BICI SULLE TRACCE DI SALVATORE MORELLI

    Carovigno - IN BICI SULLE TRACCE DI SALVATORE MORELLI

    ...Omu se nasce , brigante se more!




  4. #4

    Carovigno ricorda Salvatore Morelli

    Carovigno ricorda Salvatore Morelli










    Carovigno ricorda Salvatore Morelli, deputato Progressista al Parlamento Italiano dal 1867 al 1880.
    Il 1° Maggio 2014 ricorre il 190° Anniversario della nascita di uno dei personaggi più noti della storia di Carovigno, deceduto a Pozzuoli (Napoli) il 22 Ottobre 1880.

    CHI ERA SALVATORE MORELLI?
    Fu Patriota e politico mazziniano, di Carovigno (Brindisi).

    Impegnato fortemente per l’unificazione, l’indipendenza e la liberazione dal dominio straniero dell’Italia durante il Risorgimento.

    Negli anni successivi l’Unità, Morelli si dedicò, primo nella storia del nostro Paese e in Europa, alla difficile battaglia per i diritti, in piena parità con l’uomo, delle donne italiane, ben consapevole della necessità di emancipazione anche per la popolazione femminile degli altri continenti, in un’epoca nella quale nessun Governo riconosceva ancora alle donne i diritti della persona umana, attribuiti a tutti gli uomini dalla Rivoluzione Francese.

    Morelli nacque a Carovigno, in Terra d’Otranto, nel 1824.
    Aderì alla “Giovine Italia” di Mazzini mentre studiava Giurisprudenza all’Università di Napoli.
    Successivamente divenne giornalista e scrittore, con un forte impegno politico. Scontò dieci anni di carcere per aver partecipato alle insurrezioni del 1848, quando Ferdinando II di Borbone ritirò la Costituzione.

    Nel 1851 venne trasferito dall’Isola di Ponza, dove nelle ore d’aria insegnava a leggere e scrivere ai figli dei pescatori, al Castello di Ischia, prigione di massima sicurezza per i detenuti politici.

    Vi subì una falsa fucilazione, venne torturato e vide i suoi libri bruciati. Terminò il lungo periodo di prigionia sull’Isola di Ventotene.
    Qui salvò due bambini che stavano annegando e rifiutò la libertà, che gli spettava secondo antiche consuetudini, a favore di Nicola Paladini, sposato e con numerosi figli.

    Inviato a Lecce nel 1858 a soggiorno obbligato, nel gennaio 1860 fu di nuovo imprigionato, avendo rifiutato un incontro con Francesco II.

    Uscì dal carcere al crollo del regime borbonico.
    A Lecce risiedeva presso il patriota Pasquale Greco, la cui moglie, Giovanna De Angelis, intelligente e sensibile, gli ispirò la sua opera più importante, pubblicata a Napoli nel 1861, con due successive edizioni, dal titolo definitivo La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale, volta a chiedere l’emancipazione femminile otto anni prima di John Stuart Mill.

    Fu deputato per quattro legislature, dal 1867 al 1880, quando non esisteva l’indennità parlamentare, introdotta da Giolitti nel 1907.
    Nel 1867 presentò, primo in Europa, un progetto di legge per la parità della donna con l’uomo, forte risposta al Codice Civile italiano del 1865, che sottometteva la donna all’autorizzazione maritale, facendone una minorenne a vita e precludendole il diritto di voto.

    Negli anni 1874-1875 propose un nuovo Diritto di Famiglia, che prevedeva l’eguaglianza dei coniugi nel matrimonio, il doppio cognome, i diritti anche dei figli illegittimi, il divorzio.
    Nel 1875 chiese di nuovo il voto femminile.
    Nel 1877 il Parlamento italiano approvò, con larga maggioranza, la legge Morelli, per riconoscere alle donne il diritto di essere testimoni negli Atti del Codice Civile, come i testamenti.

    Si trattò di un importante progresso, per i risvolti economici, dando alle vedove la possibilità di prendere conoscenza dei beni lasciati dal marito, e perché costituiva il primo passo verso la capacità giuridica delle donne.

    Propose un’istruzione moderna, gratuita e obbligatoria per tutti, tutelò i deboli (figli illegittimi, preti patrioti, principesse sabaude,prostitute), costruì ferrovie e scuole, promosse il risanamento di zone paludose della Campania, fu Federalista e suggerì una sorta di Nazioni Unite per dirimere i contrasti tra le Nazioni.
    Nel 1880 morì in miseria in una piccola pensione di Pozzuoli.

    Per ottenere i diritti delle donne richiesti da Salvatore Morelli è stato necessario oltre un secolo.


    http://www.brundisium.net/brun/index.php/carovigno-ricorda-salvatore-morelli/

  5. #5

    La Camera dei Deputati rende omaggio al carovignese Salvatore Morelli

    La Camera dei Deputati rende omaggio al carovignese Salvatore Morelli





    Mag 3, 2017
    La Camera dei Deputati rende omaggio al carovignese Salvatore Morelli, grande storico del nostro tempo, uomo di scienza e precursore della lotta per i diritti delle donne.

    “Questa mattina presso la presidenza della Camera dei Deputati si è reso onore a questo insigne concittadino- ha dichiarato il senatore Vittorio Zizza di Direzione Italia che per l’occasione ha invitato anche i rappresentanti istituzionali del Comune di Carovigno e dell’ Istituto scolastico Salvatore Morelli e del Centro didattico Morelli.
    Durante la cerimonia anche lo studente Pasquale Natale dell’Istituto di Carovigno alla presenza del presidente della Camera, Laura Boldrini ha reso omaggio allo storico Salvatore Morelli dichiarandosi orgoglioso di studiare in una scuola a lui dedicata.


    “E’ un pregio per noi rendere omaggio a colui che si è distinto per le sue battaglie in favore dell’emancipazione femminile. Morelli ha segnato la storia del nostro territorio ma le sue battaglie, i suoi credi e le sue opere rappresentano, ancora oggi, un traguardo importante nell’evoluzione storica e sociale del nostro Paese- ha detto Zizza- A lui si deve la prima proposta di legge per riconoscere il diritto al voto alle donne”.


    Rivoluzionaria, inoltre, per l’epoca fu l’opera “Le donne e la Scienza”, forse il suo libro più importante, nel quale il politico carovignese, affermava che l’emancipazione femminile, insieme alla questione pedagogica, potessero essere la soluzione alle problematiche sociali. Morelli, già nel 1861, riconosceva nella figura femminile quel punto di riferimento capace di essere un pilastro portante della nostra società, alla quale affidare il sistema educativo della comunità. Per lo storico, la scienza non poteva prescindere dalla cultura, dalla formazione e dalla educazione. Morelli individuava nell’ignoranza il malessere della società, ecco perchè considerava prioritario per i governi l’organizzazione scolastica e la divulgazione della cultura.


    “Il nostro impegno, oggi, è quello di continuare a lavorare per abbattere il muro della disparità- ha concluso il senatore Zizza- Portiamo avanti la battaglia di Salvatore Morelli perché siamo ancora lontani da quel mondo che lo storico carovignese aveva immaginato, un mondo nel quale il fulcro fondamentale delle istituzioni fosse la donna. Noi immaginiamo un mondo nel quale le donne vengano considerate individui e non sia più necessario parlare di quote rose per legittimarne il ruolo. Infine, un ringraziamento alle insegnanti ed agli alunni della Scuola Morelli, all’intera amministrazione comunale di Carovigno, consiglieri, assessori e sindaco. Un ringraziamento anche a tutti i movimenti Salvatore Morelli ed in particolare alla professoressa Emilia Sarogni, già cittadina onoraria di Carovigno quando io ho avuto il privilegio di essere sindaco”.

    Ufficio stampa Sen. Vittorio Zizza
    Direzione Italia


    http://www.brundisium.net/index.php/la-camera-dei-deputati-rende-omaggio-al-carovignese-salvatore-morelli/

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