Brindisi - La leggenda della Monaca senza naso


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Tanti, tanti, tanti anni fa, in quella struttura che purtroppo oggi è in stato di abbandono, nasceva un fiorente monastero di monache benedettine.
Le sorelle che vivevano in quelle mura, ligie al loro dovere, rispettavano la Regola di San Benedetto conducendo in tranquillità una vita comunitaria divisa tra preghiera, lavoro e studio (il sommo “Ora et Labora”, per intenderci).
Vi era però, all’interno del convento, una suora vista non proprio di buon occhio dalle sue consorelle poiché aveva l’abitudine di gettar via il cibo.
Se questo già ora è una pratica non gradita, immaginate cosa volesse dire per l’epoca gettar via tozzi di pane e pezzi di formaggio (il monastero delle monache benedettine di Brindisi è stato chiuso nel 1866, le sue origini sono ancora più remote).
Secondo alcune interpretazioni, la monaca pensava che la privazione del cibo fosse una pratica doverosa per restare lontani dalle tentazioni terrene e avvicinarsi sempre di più al regno dei cieli.
La fame a quei tempi non era una cosetta da poco.
Il cibo scarseggiava e ci si permetteva addirittura di buttarlo!
Un giorno, non si sa bene come, la monaca passò a miglior vita. Un particolare però non rimase inosservato: quando la sorella venne seppellita le consorelle si accorsero che era stata privata del suo naso.
Le era stato completamente asportato.
Punizione? Sfregio? Vendetta?
Purtroppo non ci è dato saperlo.
Sta di fatto che da quel giorno nel convento avvennero strane apparizioni.
Alcune sorelle giurarono di aver visto la “monaca senza naso” aggirarsi per il chiostro, altre videro questa strana sagoma senza naso aggirarsi per le cucine e per le sale da pranzo.
Insomma, la monaca senza naso non lasciò mai più il suo monastero.


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