Draghi, il governo “dei competenti”?
Con il manuale Cencelli.
I ministri: 15 politici e 8 tecnici.
Quattro del M5s, 3 di FI, Pd, Lega.
Uno per Iv e Leu.
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Conferme, ritorni e proporzioni: i numeri del governo Draghi – La proporzione tra tecnici e politici è di uno a due: i primi sono otto, i secondi 15.
Sono i tecnici, però, a guidare i ministeri chiave.
Quattro ministeri vanno al Movimento 5 stelle, principale gruppo politico in Parlamento.
Tre dicasteri vanno invece a esponenti della Lega, di Forza Italia e del Pd: partiti che nel 2018 avevano eletto tutti più o meno lo stesso numero di parlamentari.
Ai gruppi più piccoli – Italia viva e Leu – resta un ministero a testa.
Dopo tanti annunci le donne sono solo otto su ventitré poltrone in totale: poco più di un terzo.
L’età media si alza a 54 anni, dopo i 48 del Conte 2 e i 47 del Conte 1 (il secondo più giovane della storia repubblicana).
Non entrano i leader di partito, ma i numeri due (per il Pd Andrea Orlando, per la Lega Giancarlo Giorgetti).
Nove i ministri confermati dal precedente esecutivo, anche se qualcuno per motivi di parcellizzazione deve cambiare delega, mandando in fumo un anno e mezzo di esperienza.
Rientrano al governo anche tre leghisti che sedevano già nell’esecutivo gialloverde, mentre tre esponenti di Forza Italia tornano a fare i ministri a dieci anni dall’ultima volta.
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