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Discussione: Ricerca Shock su Nature:“DAI VACCINI COVID RISCHI DI GRAVI DANNI POLMONARI”.

  1. #1

    fiamme Ricerca Shock su Nature:“DAI VACCINI COVID RISCHI DI GRAVI DANNI POLMONARI”.

    “DAI VACCINI COVID RISCHI DI GRAVI DANNI POLMONARI”.
    Ricerca Shock su Nature: ignorata da Comunità Scientifica, Big Pharma e Media

    coronavirus--690x362.jpg 14 Febbraio 2021
    di Fabio Giusepe Carlo Carisio
    Una ricerca shock sui risch
    i dei vaccini anti-Covid è stata pubblicata il 13 ottobre 2020 sulla rivista scientifica Nature di Londra ma è rimasta “sepolta” per mesi nello smisurato archivio virtuale delle pubblicazioni specialistiche. E’ stata ignorata dalla comunità scientifica internazionale, dai media anche di settore ma soprattutto dalle Big Pharma che ovviamente non avevano interessi a diffondere uno studio disarmante.
    Calm
    inax
    Gospa News non l’ha scoperta per caso ma inseguendo una “pista” svelata da una ricercatrice americana sulle reazioni avverse riscontra
    te nella sperimentazione sugli animali dei vaccini contro la SARS del 2003, effettivamente mai giunti a trials clinici e alla richiesta di un’autorizzazione farmacologica anche per la sparizione del contagio di allora dopo qualche centinaia di morti.
    Nel cercare sui siti specia
    lizzati uno studio del 2012 mi sono imbattuto in quello dell’autunno 2020, sviluppato dagli scienziati di due università cinesi, ancor più sconcertante per la successiva approvazione in via condizionale dei vaccini a Rna messaggero (Pfizer-BioNTech e Moderna), con nucleosidi modificati, ritenuti simili a terapie geniche dalla professoressa Maria Rita Gismondo, direttore di Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Bioemergenze dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano (Polo Universitario dove è anche docente accademico). In esso si fa esplicito riferimento ai rischi di immunopatologia polmonare, una reazione avversa che può scatenarsi nel sistema immunitario e provocare danni gravi ai polmoni inficiando la loro capacità a difendersi dagli attacchi di agenti patogeni con conseguenze anche fatali.



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  2. #2

    “VACCINI COVID-19 COME TERAPIE GENICHE”. 168 Paralisi Facciali in Europa. Molti shock

    Calminax
    Prima di svelare il contenuto dello studio che dovrebbe indurre tutti i governi e le istituzioni mondiali ad una farmacovigilanza attiva e non solo passiva (cioè basata sulle semplici segnalazioni dei vaccinati) sugli attuali e futuri sieri autorizzati dalle agenzie del farmaco e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, citiamo alcune illuminanti spiegazioni tecniche presentate con un’impostazione divulgativa da un’altra esperta del settore. Altrimenti la lettura della ricerca scientifica in riferimenti ai rischi di gravi danni polmonari insiti nei vaccini contro il SARS-Cov-2 potrebbe essere compresa solo da medici specialistici.

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  3. #3

    La crossreattivita’ tra virus

    LA CROSSREATTIVITA’ TRA VIRUS

    «Ci sono delle omologie di sequenza tra virus influenzali e covid che condividono proteine assai simili per cui se si formano degli anticorpi contro il virus dell’influenza, gli stessi anticorpi si legano debolmente al Sars Cov-2.
    Il problema è che gli anticorpi che si formano in seguito alla vaccinazione antinfluenzale si legano al covid ma poiché lo fanno in maniera debole accade che più anticorpi si legano allo stesso virus».
    A sostenere l’esistenza di un “fenomeno di crossreattività tra influenza e covid è la dottoressa Loretta Bolgan, che si è laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche a Padova, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in scienze farmaceutiche collaborando come Research fellow al Massachusetts General Hospital (Boston).
    Dopo il suo primo percorso di studi ha lavorato come ricercatrice industriale nello sviluppo di kit diagnostici di biologia molecolare, e nell’allestimento di dossier di registrazione di farmaci e galenici.


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  4. #4

    SPARITA L’INFLUENZA, ESPLODE COVID-19.: “Casi scambiati per SARS-2”



    Il blogger Francesco Cappello, docente di Fisica e attivista del Comitato “No Guerra, No Nato’”, ha avuto il merito di farle un’approfondita intervista pubblicata su YouTube e poi trascritta nel suo blog personale ricordando che la dottoressa ha «partecipato all’ultima Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito nel gruppo vaccini ed ha collaborato come consulente per l’Ordine Nazionale dei Biologi per la tossicologia dei farmaci e dei vaccini».
    Calminax
    L’esperta di biologia molecolare fa riferimento a una problematica simile a quella già menzionata da Gospa News in riferimento ad una ricerca scientifica condotta dal Dipartimento della Difesa degli Usa.
    In essa i ricercatori del Pentagono scrissero: «Ricevere la vaccinazione antinfluenzale può aumentare il rischio di altri virus respiratori, un fenomeno noto come interferenza del virus».
    Lo studio fu effettuato su militari nel 2017-2018 prendendo in esame le interazioni del vaccino anti-influenzale con vari tipi di patologie tra cui i ceppi di Coronavirus (il gruppo di patogeni cui appartiene il Covid-19 allora non ancora scoperto), evidenziando un rischio più elevato del 36 % per i vaccinati contro l’influenza di contrarre l’altro virus.

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  5. #5

    Alza rischio Covid secondo Studio Militare USA


    «Quando si forma questo complesso formato da più anticorpi col virus, il virus entra nelle cellule attraverso un recettore diverso dall’ACE2.
    In questo caso il complesso si serve del recettore Fc-gamma che è presente nelle cellule del sistema immunitario, in particolare nei macrofagi, nei mastociti e in altre cellule di questo tipo – prosegue Bolgan – Quando il virus entra nei macrofagi attraverso questa via, esso blocca la risposta antivirale del macrofago e quindi gli interferoni antivirali, cominciando così a replicarsi in maniera incontrollata all’interno delle cellule del sistema immunitario.
    Da qui la stimolazione della produzione di citochine. Ecco il meccanismo con cui si innesca la complicanza. Questo è quello che chiamiamo il potenziamento della malattia che si produce in maniera molto rapida e incontrollata».
    La correlazione tra virus influenzale e Covid-19 fu confermata implicitamente anche da una clamorosa comunicazione rilasciata da uno dei più autorevoli istituti d’Italia che gettò ombre ancor più inquietanti sul misterioso fenomeno dei casi di influenza stagionale spariti dalle statistche ufficiali OMS nel 2020 come se fossero finiti nel calderone di quelli attribuiti al virus SARS-Cov-2.


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  6. #6

    COVID, RIVELAZIONE SHOCK DALL’ISTITUTO SPALLANZANI: «Rischio confusione tra influenza


    Calminax
    “Probabilmente la settimana prossima arriveranno questi test” che permetteranno di distinguere il Covid dall’influenza, ha scritto l’agenzia Adnkronos lo scorso 8 novembre riprendendo le dichiarazioni fatte dal professor Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Spallanzani di Roma nel corso della trasmissione di Rai 1 ‘Buongiorno Benessere’, condotto da Vira Carbone.
    Fu pertanto lapalissiano dedurre che se i test per distinguere il Covid-19 dall’influenza stagionale arrivarono solo in autunno fino ad allora non erano stati utilizzati col rischio di registrare positività all’uno o all’altro patogeno: ponendo quindi l’alea di una macroscopica incertezza sull’affidabilità dei tamponi, già messa in discussione dal virologo di fama mondiale Giorgio Palù, poche settimane fa nominato presidente dell’AIFA l’Agenzia Italiana del Farmaco.
    Ciò non ha un’implicazione specifica con il concetto di “crossreattività dei virus” ma è sufficiente a confermare ulteriormente la correlazione sostenuta dalla dottoressa Bolgan anche nel suo portale Studi e Salute dove si è posta l’obiettivo di rendere disponibile a tutti noi “una banca dati in cui raccoglie materiali di carattere scientifico e divulgativo (articoli, dossier, ebook ecc.) principalmente su due aree tematiche: la salute umana e l’ambiente.
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  7. #7

    La vaccino-resistenza dei pericolosi virus mutanti

    LA VACCINO-RESISTENZA DEI PERICOLOSI VIRUS MUTANTI

    «Il potenziamento della malattia nel caso dell’influenza è possibile dopo la vaccinazione antinfluenzale. Soprattutto negli over 65 si manifesta questo fenomeno molto pericoloso. Teniamo conto, infatti, che soprattutto tra gli anziani la percentuale dei vaccinati che manifestano un potenziamento è alta, aggirandosi intorno al 50%. La vaccinazione li predispone alla complicazione fatale soprattutto se sono compresenti più patologie» evidenzia ancora l’esperta di biologia molecolare spiegando un fenomeno che potrebbe innescarsi anche nel Covid, come leggeremo nello studio scientifico asiatico.
    In riferimento al virus SARS-Cov-2 la dottoressa Bolgan precisa: «Dobbiamo tener conto che i virus a RNA, a singolo filamento come questi, non solo formano rapidamente mutanti, soprattutto nella parte della Spike ché quella è immunogenica, riuscendo così a sfuggire rapidamente a quello che è l’attacco del sistema immunitario, soprattutto adattativo.
    C’è, infatti, un RNA polimerasi RNA dipendente che introduce molti errori nella sua replicazione, formando, quindi, molto rapidamente mutanti con mutazioni che sono presenti in tutti i virus del nuovo mutante, ossia in tutte le copie, al 100%. Può però formare anche una popolazione di mutanti minori, presenti in una percentuale che varia dal 20 all’80% del mutante maggiore che si chiamano quasispecie».
    «Quindi accanto al mutante maggiore si hanno anche centinaia di questi mutanti minori, tutti in equilibrio competitivo tra di loro. Quando si vaccina si producono degli anticorpi specifici per l’antigene vaccinale ma questi anticorpi prodotti attraverso il vaccino non sono in grado di legarsi a tutti i mutanti minori, quindi i mutanti minori che sfuggono dal legame con l’anticorpo vaccinale sono propriamente quelli che si replicano e fanno la resistenza perché godono di un vantaggio selettivo.
    Essi vengono quindi selezionati proprio dalla vaccinazione ed ecco la vaccino resistenza!
    Ed ecco che la famosa variante di Londra, così come quelle che si sono manifestate in Francia o altrove, potrebbero avere questa origine.
    Facile presupporre che siano state causate dalla vaccinazione».

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  8. #8

    La tempesta di chitochine e i danni organici

    LA TEMPESTA DI CHITOCHINE E I DANNI ORGANICI

    Nella sua lunghissima intervista l’ex ricercatrice farmaceutica tocca innumerevoli questioni interconnesse tra loro che svilupperemo in prossimi reportages tematici. Pertanto siamo costretti a saltare bruscamente alle fasi conclusive per poi svelare le parti salienti della ricerca condotta in Cina.
    Il passaggio cruciale è quello riferito al vaccino Pfizer-BioNTech basato su RNA messaggero di cui la dottoressa Bolgan sta comunque ancora studiando la tossicologia prima di delineare una valutazione specifica.
    «Dopo l’ingresso nella cellula e il rilascio del materiale genetico (l’antigene vaccinale) bisognerebbe capire bene come quest’ultimo viene metabolizzato. Ci possiamo aspettare che il vettore, essendo costituito da materiale lipidico, possa stimolare determinati recettori del segnale del pericolo, principalmente citochine che sono mediatori dell’infiammazione.
    Il materiale genetico, resta nel citoplasma. Non passa attraverso la membrana nucleare e lì utilizza i ribosomi per la produzione delle proteine. Questo è il processo teorico e desiderato, ma il metabolismo delle cellule non lo conosciamo ancora completamente e non sono stati fatti studi specifici che ci permettano di escludere la possibilità che l’antigene venga trasformato in altre forme di materiale genetico. All’estremo del vettore sono presenti dei nucleotidi modificati, di sintesi.
    Come questi ultimi vengono metabolizzati non lo sappiamo».
    «L’altra cosa riguarda il frammentino di RNA che viene trasformato in proteina direttamente. C’è anche da dire che quando andiamo ad iniettare questo materiale, nel sito di iniezione c’è un’attivazione immediata del segnale di pericolo perché è comunque materiale estraneo, soprattutto lipidico, e di acido nucleico che attiva immediatamente una risposta citochinica».


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  9. #9

    La tempesta di citochine incontrollata con conseguenze molto gravi

    La tempesta di citochine incontrollata con conseguenze molto gravi



    «La tempesta di citochine non è proprio una banalità perché le persone più sensibili potrebbero avere delle conseguenze anche molto gravi a fronte di una tempesta di citochine incontrollata e non possiamo nemmeno sapere quali possano essere le conseguenze a più lungo termine del danno multi-organo a cui possono andare incontro.

    E’ comunque già riportato che questo vaccino è molto reattogeno. Parliamo anche di anafilassi ma sarebbe da vedere che non siano tempeste di citochine causate dal meccanismo suddetto».
    «In questa recensione, forniamo una panoramica dei dati sperimentali e clinici ottenuti da recenti studi sui vaccini SARS-CoV-2 ed evidenziamo alcuni potenziali problemi di sicurezza che richiedono considerazione durante lo sviluppo di vaccini.
    Inoltre, riassumiamo diverse strategie utilizzate nello sviluppo di vaccini contro altri virus infettivi, come la sindrome respiratoria acuta grave coronavirus (SARS-CoV) e la sindrome respiratoria mediorientale coronavirus (MERS-CoV), con l’obiettivo di aiutare nella progettazione di approcci terapeutici efficaci contro SARS-CoV-2»
    Questo si legge nello studio intitolato “Una revisione sistematica dei candidati al vaccino SARS-CoV-2” di fatto vanificato dalle autorizzazioni “fast-track”, con autorizzazioni condizionate di emergenza, rilasciate a dicembre e gennaio dopo i primi trials clinici.
    I ricercatori Yetian Dong, Tong Dai, Yujun Wei, Long Zhang, Min Zheng e Fangfang Zhou di vari prestigiosi centri di ricerca (School of Medicine, Zhejiang University, Hangzhou; Life Sciences Institute and Innovation Center for Cell Signaling Network, Institutes of Biology and Medical Science, Soochow University – Suzhou, e Anhui Anlong Gene Technology Co., Ltd, Hefei) hanno sviluppato un lavoro colossale basato su 144 precedenti ricerche scientifiche degli ultimi 15 anni tra cui quella di Tseng, C. T. et al. dal titolo immediatamente inquietante “L’immunizzazione con i vaccini contro il coronavirus della SARS porta alla polmonare immunopatologia nella sfida con il virus della SARS”.
    L’intestazione della ricerca pubblicata su Nature sui rischi di danni polmonari da vaccino
    Uno studio che da solo avrebbe dovuto indurre l’intera comunità scientifica a dirizzare le orecchie e spalancare gli occhi di fronte alle sperimentazioni di vaccini sue questo ceppo di Coronavirus perché fu di fatto quella ricerca a far abortire ogni velleità di un antidoto contro il SARS del 2003, di cui iniziò la sperimentazione a Wuhan anche con la creazone di virus ricombinanti. con l’inserimento di HIV, e di supervirus chimerici.



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  10. #10

    WUHAN-GATES – 9. LE PROVE: HIV inserito in un virus SARS nel 2007.

    Ma lo sforzo scientifico dei 6 medici cinesi, giunto a compimento il 10 luglio, revisionato il 6 settembre, autorizzato da Nature il 27 settembre e pubblicato online il 13 ottobre, rischia di servire solo a coloro che un domani svilupperanno gravi danni polmonari in seguito alla vaccinazione e saranno intenzionati a tentare un’ardua causa contro le multinazionali dei vaccini, stante il consenso informato e la provvisoria autorizzazione dei farmaci in emergenza.
    Perché gli avvertimenti contenuti nello studio accademico non hanno potuto/voluto essere presi in considerazione dalle Big Pharma onde non dover ripartire da zero con la sperimentazione e i trials clinici necssari per l’autorizzazione alla commercializzazione già in fase 1 o 2 nell’estate 2020.

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