Il Covid può causare danni a lungo termine su polmoni, cuore, cervello”: l’articolo di Nature

Secondo i ricercatori "le prove di precedenti epidemie di questo tipo di virus, come la Sars, suggeriscono che questi effetti possono durare per anni" e riguardano anche chi ha avuto la malattia in forma non grave

15 Settembre 2020

Nei primi mesi della pandemia, l’obiettivo della ricerca è stato quello di individuare trattamenti efficaci contro il Covid e studiare un vaccino.
Ma ora, i medici stanno indagando quelli che possono essere i danni a lungo termine di una malattia come il Covid-19: un articolo pubblicato su Nature sostiene che gli effetti sono stati osservati a mesi di distanza non solo nei polmoni, ma anche nel cuore, nel sistema immunitario, perfino nel cervello.
Secondo i ricercatori “le prove di precedenti epidemie di questo tipo di virus, come la Sars, suggeriscono che questi effetti possono durare per anni“.
Le conseguenze del Covid-19 possono interessare anche chi non ha sviluppato la malattia in forma grave, spiega l’articolo, per esempio sotto forma di “un malessere persistente simile alla sindrome da stanchezza cronica“.
I medici erano ben consapevoli che le infezioni virali potevano portare a malattie croniche, che ora si stanno studiando nel dettaglio.
“All’inizio, tutto era acuto – afferma Helen Su, immunologa presso l’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive a Bethesda, nel Maryland – ora stiamo riconoscendo che potrebbero esserci altri problemi.
Per questo c’è un preciso bisogno di studi a lungo termine”, aggiunge.
Per questo, diversi ospedali del mondo stanno avviando studi di ‘follow-up’ su persone che erano state infettate dal Sars-Cov-2 per controllarne la salute nel lungo periodo.
Nel Regno Unito, ad esempio, lo studio Post-Hospitalization Covid-19 mira a seguire 10mila pazienti per un anno, analizzando fattori clinici come esami del sangue e scansioni e raccogliendo dati sui biomarcatori. Uno studio simile su centinaia di persone e della durata di due anni è stato avviato negli Stati Uniti alla fine di luglio.
“Abbiamo bisogno di linee guida cliniche su come dovrebbe essere questa cura dei sopravvissuti di Covid-19”, conclude Nahid Bhadelia, medico di malattie infettive presso la Boston University School of Medicine del Massachusetts. E, per farlo, serve “quantificare il problema”.

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