Il sambuco: antiche credenze e tradizioni


13 Maggio 2020


In tempi nemmeno così tanto lontani, il Sambuco era l’amico di gioco preferito dei bimbi che costruivano, grazie ai suoi rami, fantasiosi giochetti come la cerbottana, lo scioparolo in Veneto, oppure dei piccoli flauti e fischietti. Bastava tagliare un ramo di qualche centimetro di diametro, svuotarne il midollo morbido e praticare alcuni tagli profondi nella corteccia per trasformare un semplice ramo in un flauto magico.
Ma oltre a questi usi, il Sambuco era conosciuto già nel Neolitico per i suoi usi curativi e… magici.
In primavera, e fino al mese di luglio, i suoi fiorellini bianchi allietano le nostre passeggiate.

Il sambuco (Sambucus nigra) è un albero di piccole dimensioni che perde le foglie in autunno; può tuttavia raggiungere i dieci metri d’altezza. Dal tronco eretto e molto ramificato, con un apparato radicale superficiale che predilige terreni ricchi di azoto, il Sambuco ha una chioma larga, fitta, e a forma tondeggiante.
Le foglie sono opposte, picciolate, a margine dentato, lunghe circa 20 cm e apice appuntito.
I fiori del sambuco sono facilmente riconoscibili: piccoli, bianchi e a forma di stella.
Si raggruppano in infiorescenze a forma d’ombrello che possono raggiungere una ventina di centimetri.
I fiori sono molto profumati, a tal punto che si può riconoscere la presenza dell’alberello a decine di metri di distanza.
Quando giungono a maturazione, i fiori si trasformano in bacche nero-violacee che restano sugli alberi da agosto a ottobre.
Anche se le bacche sono molto amate dagli uccelli, contengono delle sostanze tossiche per noi che vengono eliminate solo previa cottura, quindi non mangiate mai le bacche crude di sambuco: contengono sambucina, una sostanza velenosa che in presenza d’acqua libera acido cianidrico.
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Tuttavia, una volta cotte, le bacche possono essere usate nella preparazione di deliziose ricette.
Curiosità e leggende

Il Sambuco era un albero tenuto in grande considerazione dagli antichi già nella preistoria.
In diversi scavi archeologici in Italia e Svizzera, sono stati rinvenuti semi di sambuco usati presumibilmente dai nostri antenati per preparare sia bevande fermentate che tinture per tessuti. Ma lo usavano anche a scopo magico.
Secondo alcune credenze, l’albero svolgeva il ruolo di guardiano in quando era considerato in grado di assorbire e tenere prigionieri nel suo tronco gli spiriti maligni.
Era di buon auspicio avere un Sambuco vicino a casa per assicurarsi salute e buona fortuna, motivo per il quale si evitava di tagliarlo o bruciarlo, pena attirarsi la sciagura in casa: a secondo delle tradizioni, si parlava di demonio o di morte.
Nelle campagne tedesche, proprio per la sua funzione protettrice, era uso comune levarsi il cappello di fronte al Sambuco in segno di rispetto.
Nella cultura germanica, questo albero era il detentore di un grande potere.
In Danimarca, Hyldemoer, “la madre Sambuco”, era uno Spirito simile alle driadi che abitava l’albero e perseguitava chiunque lo avesse abbattuto; in Inghilterra si usava il legno di Sambuco nei carri funebri per proteggersi dagli spiriti dei defunti, in altri paesi per proteggere il bestiame e la famiglia dalla sventura.
In Sicilia, è conosciuto ancora oggi per proteggere dai serpenti.
In definitiva, il Sambuco era forse conosciuto per la sua energia ambivalente ma quello che possiamo dire è che se l’albero fiorisce ed è in salute, è molto probabile che chi avrà la fortuna di vivere nelle sue vicinanze godrà anch’esso delle sue numerose proprietà e della sua grande generosità.


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