AstraZeneca, la professoressa Poli: "Connessione vaccino e trombosi certa. Ciò che gli scienziati omertosi vietano di dire"



09 giugno 2021

Omertà sui vaccini, per paura di bloccare la campagna. Ma il rischio, spiega Valeria Poli, docente di Biologia molecolare all'Università di Torino e presidente della Sibbm (Società italiana di biofisica e biologia molecolare), è di esporre alcune fasce di soggetti a rischio a "un 20/30% di letalità". La professoressa è tra i firmatari dell'appello diffuso dall'associazione Luca Coscioni che chiede di non somministrare ai giovani i vaccini a vettore adenovirale AstraZeneca e Johnson & Johnson.




Trombosi, 18enne gravissima dopo AstraZeneca. Parla l'esperta: "Perché non doveva ricevere il siero"


Intervistata dal Fatto quotidiano, critica Matteo Bassetti per alcuni dati non corretti: "Dice che le uniche controindicazioni riguarderebbero chi ha avuto trombosi e le donne che assumono la pillola anticoncezionale (AdnKronos), ma non è vero".
Al Secolo XIX, il direttore della clinica di infettivologia del San Martino di Genova ha parlato di una frequenza di 6 casi su un milione di vaccinati: "Secondo l'ultimo recentissimo report britannico con i dati disaggregati per fasce d'età - ribatte la professoressa Poli - siamo a 18 casi di trombosi trombocitopenica indotta da vaccino, Vitt nell'acronimo inglese, per milione di vaccinati tra i 18 e i 49 anni, cioè quasi uno su 50mila". "Si tratta di patologie rare - sottolinea -, ma non è eticamente giustificabile esporre le persone a un rischio che comporta, in caso di evento avverso, un 20/30% di letalità".

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