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Discussione: La legenda di San Gennaro

  1. #1

    pagliaccio La legenda di San Gennaro

    La legenda di San Gennaro

    Secondo la tradizione San Gennaro nacque nel III secolo d. C. a Napoli.
    Divenuto vescovo di Benevento, si fece ben presto amare da tutta la comunità, cristiana e pagana.
    Quando seppe che il giudice Dragonio aveva incarcerato il diacono Sossio, a capo della comunità di Miseno, decise di tornare a Napoli per fargli visita insieme con i diaconi Festo e Desiderio.
    Il proconsole, saputo del loro arrivo e credendo di fare cosa grata all’imperatore Diocleziano, li fece arrestare e li condannò a morire nell’anfiteatro di Pozzuoli, sbranati dagli orsi, o secondo alcuni, dai leoni.
    Le belve però si mostrarono stranamente mansuete e Dragonio decise così di farli decapitare il 19 settembre del 305 d. C.
    Inizialmente le spoglie di San Gennaro furono poste a Pozzuoli e dopo circa cento anni furono trasferite nelle catacombe di Capodimonte, chiamate poi con il nome del Santo.
    Durante questo spostamento avvenne ciò che nessuno avrebbe mai immaginato: il suo sangue, conservato in due ampolline, si sciolse.
    Una curiosità: una delle due ampolle contiene meno sangue poiché Carlo III di Borbone ne prelevò una parte per portarlo con sé in Spagna.

    Il caso

    La sua esistenza storica è posta in dubbio. Le fonti dell’epoca non ne parlano, i primi cenni risalgono a oltre un secolo più tardi.
    I documenti più significativi risalgono al VI e al IX secolo.
    Per questa ragione, poco dopo il Concilio Vaticano II, che si svolse dal 1962 al 1965, una commissione formata da vescovi e teologi, chiamata Congregazione dei Riti, pensò di cancellarlo dal calendario dei santi con una riforma liturgica del 1969.
    La reazione del popolo partenopeo e della Curia napoletana alla decisione fu immediata.
    Napoli insorse contro questa comunicazione perché non accettava di veder revocare la santità al proprio santo patrono.
    Vedendo la reazione dei cittadini del capoluogo campano il Vaticano decise di restituire san Gennaro ai propri fedeli, declassandolo però a santo di serie B, ossia specificando che il suo culto doveva avere una diffusione esclusivamente locale.
    Ma anche in questo caso, i napoletani risolsero la situazione con la simpatia che li contraddistingue. Pensando che il martire cristiano potesse risentire di questa decisione, i cittadini ricoprirono i muri della città con scritte che avevano l’obiettivo di consolarlo.
    Tra le più celebri si ricorda: “San Gennà, futtatenne!”.
    L’amore che i fedeli provavano per questo santo portò Giovanni Paolo II a proclamarlo ufficialmente patrono di Napoli e della Campania nel 1980.


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  2. #2

    La mitra di San Gennaro, l’oggetto più prezioso al mondo: 3964 pietre preziose, pesa

    La mitra di San Gennaro, l’oggetto più prezioso al mondo: 3964 pietre preziose, pesa 18 kg

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    Da Francesco Pipitone

    Dic 17, 2020

    Il tesoro più prezioso al mondo, dal valore maggiore di quello degli zar di Russia e della Regina Elisabetta II d’Inghilterra.
    Stiamo parlando del tesoro di San Gennaro, accumulato nel corso dei secoli ed accresciuto perfino dai papi e dagli imperatori. Basti pensare al calice in oro zecchino donato da Pio IX nel 1849, oggetto che allora fu pagato 3000 ducati: il direttore Paolo Iorio ricorda che nello stesso periodo, in un quartiere di Napoli, fu acquistata per 30 ducati una carrozza equivalente ad una Ferrari dei nostri giorni.
    Ad inginocchiarsi davanti a San Gennaro anche Napoleone, il quale saccheggiava i tesori di tutta Europa ma con il patrono di Napoli pagò pegno, ordinando a Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat di fargli dei doni: i due lo omaggiarono rispettivamente con una collana di diamanti e con un ostensorio, tra i pezzi più preziosi del tesoro, in argento dorato recante rubini incastonati a formare grappoli d’uva.La mitra di San Gennaro: l’oggetto più prezioso al mondo
    Oltre al Tesoro più prezioso al mondo, che non appartiene alla Chiesa ma alla città ed ai suoi abitanti, Napoli può vantarsi anche di conservare l’oggetto più prezioso del mondo. Stiamo parlando della mitra gemmata di San Gennaro, che fino al 1931 è stata posta sul busto del patrono portato in processione. È formata da 3964 pietre preziose, 198 smeraldi, 168 rubini, 3.328 diamanti, raggiungendo i 18 kg di peso.Era l’anno 1712 quando la Deputazione decise di far eseguire una mitra che contenesse parte dell’enorme quantità di pietre preziose facenti parte del Tesoro di San Gennaro.
    Il lavoro fu commissionato a Matteo Treglia, orafo napoletano, il quale si avvalse della collaborazione di altri 50 artisti e consegnò il lavoro dopo appena un anno.
    Un capolavoro che consiste in un vero e proprio ricamo orafo, ottenuto facendo ricorso a tecniche innovative di incastonatura e taglio delle gemme.Furono utilizzati gli smeraldi, simbolo della conoscenza; i rubini, che rappresentano il sangue del martire Gennaro; i diamanti, la pietra più dura in natura, paragonata alla saldezza della fede.
    La mitra è inoltre un capolavoro di ingegneria meccanica, recando al suo interno un sistema di ammortizzatori utili ad assorbire le sollecitazioni dovute al trasporto in processione.

    https://www.vesuviolive.it/cultura-n...JwIZiv2UFKgfAM

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