M5s, ecco la nuova segreteria di Conte. Il leader: “Il confronto con il Pd continui, ma non siamo accessori. La fiducia a Draghi non è in bianco”


22.10.2021


Il nuovo Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte fa un altro passo. Il presidente M5s, davanti all’assemblea congiunta dei parlamentari, ha annunciato i cinque vicepresidenti che formeranno la sua segreteria: Paola Taverna (vicepresidente vicaria), Alessandra Todde, Mario Turco, Riccardo Ricciardi e Michele Gubitosa. Un annuncio che tra i 5 stelle era atteso da settimane, che permette al Movimento di strutturarsi ulteriormente e di farlo in una fase che si preannuncia molto delicata: prima dell’elezione del presidente della Repubblica e verso le prossime elezioni politiche.
L’annuncio delle nomine da parte di Conte è stato anticipato da un discorso dai toni duri sul risultato “deludente” alle elezioni amministrative: una vera propria autocritica che ha messo sotto accusa i vari malumori fatti trapelare con “agenzia di stampa” con metodi che Conte non ha esitato definire da “vecchia politica”. “Non possiamo assolverci, dobbiamo incassare questa lezione e decidere ciò che vogliamo fare, ciò che vogliamo essere e ciò che non vogliamo essere”, ha detto l’ex premier.
Ha poi rinnovato la fiducia al Partito democratico: “Siamo disponibili a continuare il confronto col Pd”.
Poi però l’ex presidente del Consiglio ha puntualizzato: “Nessuno pensi che la nostra spinta innovatrice possa spegnersi o accomodarsi in una funzione ancillare o accessoria a chicchessia”.
E, a proposito del sostegno al governo Draghi, ha rimarcato: “Non è un assegno in bianco. Pretendiamo chiarezza su una rassicurazione fatta dal presidente del Consiglio in Consiglio dei ministri, che il cashback ripartirà nel 2022 dopo una sospensione” e “se qualcuno nei partiti di maggioranza vuole fermare l’innovazione e strizzare l’occhio agli evasori non avrà da noi il tappeto rosso”.
Il Movimento, ha sottolineato, è “generoso, il sostegno a Draghi comporta un costo politico che stiamo pagando responsabilmente e coscientemente, abbiamo preso un impegno con gli italiani, non con Draghi, per prima cosa con gli Italiani – è stato il suo ragionamento – Fin in quando l’azione di governo perseguirà questi due obiettivi”, ovvero mettere in protezione i cittadini e il Pnrr, “il nostro sostegno sarà leale e non ci interessano le variazioni del consenso, se l’obiettivo è far ripartire l’Italia e farla correre.
Di certo questo non è un sostegno che nasce cieco e non muore cieco”.
Allo stesso tempo ha anche rivolto un messaggio chiaro a chi, segretario dem Enrico Letta in testa, continua a proporre un nuovo Ulivo che vada dai 5 stelle a Renzi e Calenda.
Rivolgendosi proprio al leader di Azione ha detto: “Forse non ti sei accorto che nessuno di noi si è mai dichiarato disponibile ad averti come alleato“.
Mentre parlando del leader di Italia viva, lo ha liquidato come “il caso limite di chi, saltellando da una comparsata tv e un rinascimento arabo” deve “accontentarsi delle percentuali dei sondaggi che stabilmente lo accreditano un punto sopra lo zero”.
Quindi, per metterlo in chiaro: “Il Movimento 5 stelle non si alleerà mai con Azione di Carlo Calenda né con Italia Viva di Matteo Renzi“.

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