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Discussione: Sito archeologico "Muro Tenente"

  1. #1

    viaggio Sito archeologico "Muro Tenente"

    Muro Tenente

    Dott. Tafuri Giuseppe
    Il sito di Muro Tenente è ubicato tra Mesagne e Latiano a circa 18 km sud-ovest di Brindisi e prende il nome dalla contrada omonima.
    Questa zona era conosciuta già dal Medioevo ed era chiamata Paretone o Muro per via dei resti delle fortificazioni, che circondano un area di 50 ettari circa.
    Secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi della città di Scamnum, riportata sulla Tabula Peutingeriana, ma in base alle evidenze archeologiche dobbiamo sottolineare il fatto che in epoca imperiale ci fu una diminuzione dei nuclei abitativi in questo insediamento, per poi arrivare all’abbandono totale in epoca tardo imperiale quindi è un ubicazione molto discutibile.
    Nel corso dei secoli molti sono stati rinvenimenti, già in alcuni manoscritti del ‘500 vi sono riferimenti come anche alla nascita delle prime collezioni di reperti antichi che si svilupparono appunto in epoca rinascimentale.
    Per quanto riguarda il materiale numismatico il primo ritrovamento documentato però risale al 1969 in cui abbiamo notizia della scoperta di un ripostiglio composto da 279 monete di Tarentum e 3 di Thurium, ora conservate nel Museo Nazionale di Taranto.


    http://www.archeobrindisi.it/

  2. #2

    Scavi e ricerche al "Muro Tenente"

    Scavi e ricerche al "Muro Tenente"

    Negli anni ’60 che iniziarono le indagini da parte degli archeologi del sito, successivamente vennero effettuati scavi sistematici negli anni ’80 dalla Sovrintendenza Archeologica della Puglia.
    Nel corso di queste prime indagini vennero portate alla luce sepolture, strade fornaci e nuclei insediativi databili al IV secolo a.C.Le ricerche in questo sito si ampliarono grazie all’Istituto di Archeologia della Libera Università di Amsterdam che dal 1992 si fecero sempre più intensive.
    Si procedette cosi a ricognizioni a tappeto (surveys) con il fine di inquadrare cronologicamente il sito.
    In una zona leggermente elevata, tipico degli insediamenti fortificati, fu rinvenuto un villaggio risalente al VII secolo a.C. costituito da capanne sparse, costruite su fondazione curvilinee di pietre, con un elevato di pali di legno a sostegno di pareti fatte con canne.
    Frammenti del IX-VIII secolo a.C. furono rinvenuti dispersi da questo nucleo centrale.
    Dalla fine del IV a.C. e soprattutto nel III secolo poi avvenne il popolamento dell’insediamento. Nel 1993 e 1995 furono scavate parte dell’abitato e le sepolture stabilendo che nell’epoca ellenistica ci fu un espansione in quasi tutta l’area fortificata.
    Dal 1996-1997 furono eseguiti finalmente degli scavi estensivi. Il primo nella parte più alta della città , al centro dell’area fortificata, in cui furono rinvenute tracce di una cinta muraria interna che fungeva da muro di terrazzamento con funzione anche difensiva ad una area di circa 8 ettari.

    Queste mura la cui altezza massima era 1 m e lunghe circa 1,45 m , erano costituite da grosse pietre irregolari, con pietre minute inserite per riempire gli spazi non combacianti, il tutto poggiava su di uno strato di argilla.

    Le indagini su questa struttura sono ripresi nel 2009 al fine di giungere ad una datazione, che secondo gli studiosi dovrebbe collocarsi fra la fine dell’età del ferro e gli inizi dell’età arcaica.In una seconda fase, alla fine del IV- inizi III secolo a.C. venne poi realizzata una cinta muraria interna con la torre rettangolare e le fortificazioni esterne. Queste ultime furono scavate dal 2001 , e i lavori proseguiti nel 2007 e 2008 hanno portato alla luce strutture murarie ben conservate , alte 3 m e larghe 5 m

    Nel secondo scavo (1995-1997) eseguito nell’area settentrionale del sito, venne riportato alla luce un ampio abitato databile alla fine IV-III secolo a.C. dotato di una pianta regolare e costituito da una serie di case attigue e da strade, trattasi quindi di un quartiere con pianta regolare.

    Delle case sono rimasti in piedi i muri delle fondazioni, costituiti da pietre irregolari, i spazi vuoti non vennero riempito con malta ma con pietre più piccole, gli alzati erano costituiti poi da mattoni crudi. I vari nuclei abitativi erano poi organizzati intorno a dei cortili interni. Il quartiere fu poi abbandonato alla fine del III secolo a.C. Le notizie più recenti sugli scavi del sito risalgono al 30 Luglio 2010 , quando si è conclusa la 18esima campagna di scavi condotta da parte degli archeologi olandesi diretti dal professore Gert Burgers, dagli studenti della Libera Università di Amsterdam, dal Reale Istituto Neerlandese di Roma e da un’equipe di archeologi italiani dell’Università del Salento. Quest’anno sono stati eseguiti diversi saggi. Il saggio 40 in cui è proseguita l’indagine di una strada scoperta nel 2009, di cui sono stati rinvenuti resti del basolato e due banchine laterali, databili probabilmente agli inizi del II secolo a.C. e che potrebbe essere un appendice della Via Appia che passava appena fuori le mura. Nel saggio 41 è stata indagata una cisterna foderata con malta idraulica interpretabile come vasca di decantazione di olio o vino e databile alla seconda metà del II secolo a.C. Inoltre durante i saggi miranti allo studio della cinta muraria interna, che ricordiamo risalente all’età del ferro e fortificata in epoca ellenistica, è stato rinvenuto un muro di fondazione di una struttura identificata dagli archeologi forse come un Naiskos, un’edicola a carattere votivo risalente all’età ellenistica.






    http://www.archeobrindisi.it/

  3. #3

    La regione Puglia stanzia 200 mila euro per Muro Tenente

    La regione Puglia stanzia 200 mila euro per Muro Tenente

    Nov 11, 2021

    La domanda di contributo che la città di Mesagne ha inoltrato lo scorso 29 luglio alla regione Puglia per l’acquisizione di alcune aree all’interno della zona archeologica di Muro Tenente è stata accolta.
    Con una nota a firma del dirigente delegato del dipartimento Bilancio, Affari Generali e Infrastrutture – su disposizione della competente sezione Demanio e Patrimonio – è stato comunicato l’avvenuto pagamento della somma erogata ai fini dell’acquisizione di beni culturali, art. 41 della legge n.67 del 29 dicembre 2017. Il contributo straordinario di € 199.955,57 permetterà all’Ente di acquisire ulteriori 4,5 ettari di terreno all’interno della cerchia muraria che abbraccia il Parco archeologico.
    Ad annunciare la buona notizia è stato il sindaco di Mesagne, Antonio Matarrelli: “Quello che si concretizza è un progetto di una portata straordinaria in quanto strategico per lo sviluppo futuro del Parco Archeologico. Potremo finalmente realizzare un obiettivo che perseguiamo da anni, procedendo con l’esproprio per pubblica utilità di terreni che saranno destinati ad ulteriori indagini scientifiche alle quali si affiancheranno nuove campagne di scavo”, ha dichiarato, sottolineando l’utilità della sinergia che anche in tema di politiche culturali si è consolidata con i diversi i livelli territoriali, con l’on. Gianluca Aresta e il consigliere regionale Mauro Vizzino.
    “L’istanza presentata alla regione è stata accompagnata da una dettagliata relazione tecnica a firma del responsabile comunale ai Lavori Pubblici, l’ing. Claudio Perrucci, con il contributo politico dell’assessore Roberto D’Ancona e del vicesindaco Giuseppe Semeraro che, insieme all’ufficio Urbanistica diretto dall’arch. Marta Caliolo, segue con puntualità tutte le questioni che riguardano il patrimonio archeologico del nostro territorio”, ha spiegato Mimmo Stella, consulente comunale alla Valorizzazione e Tutela delle aree archeologiche.
    L’importante risultato punta a consolidare il progetto di investimento che i Comuni di Mesagne e Latiano stanno conducendo da anni per la promozione di un sito di grande interesse, che negli ultimi tempi ha visto crescere l’attenzione congiunta di studiosi e visitatori. Laboratori didattici per i più piccoli, l’allestimento di un orto, concerti e spettacoli teatrali, visite guidate, partecipate campagne di scavo: sono soltanto alcune delle attività con cui la cooperativa “Impact” – d’intesa con la Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio, le Università di Amsterdam e del Salento, con la supervisione del direttore scientifico del Parco, il prof. Gert-Jan Burgers, e del coordinatore, l’archeologo Christian Napolitano –tiene viva l’attenzione su un attrattore che continua a svelare straordinarie informazioni sul popolo che ha abitato il nostro territorio a partire dall’Età del Ferro.
    Sul Sito sono state condotte approfondite indagini nell’ambito del progetto MiC denominato “Appia Regina Viarum”: gli scavi hanno messo in luce una strada glareata che conduce all’ingresso del Parco Archeologico di Muro Tenente. Le attività sono finalizzate a definire il tracciato della Regina Viarum, come nell’antichità veniva chiamata la via che collegava Roma a Brindisi, in un percorso che ancora oggi è oggetto di dibattito scientifico.

    https://www.brundisium.net/index.php...-muro-tenente/

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