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Discussione: L'istituto Toniolo, cassaforte della Cattolica e la guerra per il suo dominio.

  1. #1

    angioletto L'istituto Toniolo, cassaforte della Cattolica e la guerra per il suo dominio.

    L'istituto Toniolo, cassaforte della Cattolica e la guerra per il suo dominio.
    Il presidente dell'istituto Toniolo, cassaforte dell'Università cattolica di milano, era fino alla fine di marzo del 2011 il cardinale Dionigi Tettamanzi che, all'epoca, era anche arcivescovo di Milano.
    Tettemanzi, non si è capito bene per quali loschi giochi di potere, dopo aver retto, senza demerito, il Toniolo per diversi anni, era diventato un personaggio scomodo negli ambienti vaticani perché era in atto una guerra tra la segreteria di Stato Vaticana (card Tarcisio Bertone), e la Cei e la curia milanese dall'altro, in merito alla gestione finanziaria dell'università cattolica ed un ambizioso progetto di creare un nuovo polo sanitario, con l'ospedale San Raffaele di Milano da unire al policlinico Gemelli di Roma e all'ospedale Bambin Gesù, sempre di Roma.
    Tettamanzi, in questo progetto era di ostacolo e fu così che lo tolsero di mezzo con un semplice fax che il giorno 26 marzo 2011, il cardinale Bertone gli spedì, e che ora possiamo leggere grazie alla rivolta silenziosa dei “corvi”.
    Ecco cosa dice:


    Signor cardinale,
    di fatto, l'impegno di vostra eminenza a servizio dell'istituto Toniolo si è protratto ben oltre il tempo originariamente previsto, e questo ovviamente a prezzo di ben immaginabili sacrifici.
    In considerazione di ciò, il santo padre mi ha dato incarico di ringraziare vostra eminenza per la dedizione profusa anche in tale compito a servizio di una istituzione assai importante per la chiesa e per la società in Italia.
    Ora, essendo scaduti alcuni membri del comitato permanente, il santo padre intende procedere ad un rinnovamento, in connessione col quale vostra eminenza è sollevata da questo oneroso incarico.
    Adempiendo pertanto a tale superiore intenzione, sono a chiederle di fissare l'adunanza del comitato entro il giorno 10 del prossimo mese di aprile.
    In tale circostanza vostra eminenza vorrà notificare le sue dimissioni dal comitato stesso e dalla presidenza,
    Contestualmente indicherà il prof Giovanni Maria Flik, previa cooptazione nel comitato permanente, quale suo successore alla presidenza.
    Il santo padre dispone inoltre che fino all'insediamento del nuovo presidente non si proceda all'adozione di alcun provvedimento o decisione rigardanti nomine o incarichi o attività gestionali dell'istituto Toniolo.
    Profitto volentieri dell'occasione per trasmettere a lei, eminenza, e agli altri illustri membri dell'Istituto, il benedicente saluto di sua santità.
    Unisco anche l'espressione dei miei personali deferenti ossequi e mi confermo il vostro eminenza reverendissima, dev.mo del signore Tarcisio card. Bertone, segretario di Stato.


    Tratto da
    Sua santità
    le carte segrete di Benedetto XVI
    Scritto da
    Gianluigi Nuzzi

  2. #2

    Lettera del cardinale Tettamanzi al papa

    Lettera del cardinale Tettamanzi al papa
    Il cardinale Tettamanzi avverte, leggendo il fax di Bertone, che lo scontro ha raggiunto livelli ormai impensabili.
    Trova il tutto come una palese ingiustizia nei suoi confronti e avverte una grave ingerenza del segretario di Stato tarcisio bertone nell'attività della diocersi milanese.
    Tettamanzi dubita che Bertone interpreti realmente la volontà del papa, in particolare gli appare sospetto l'esplicito e continuo riferimento alla volontà del pontefice e fu così che, in due giorni,e precisamente il 28 marzo 2011, scrive una lettera direttamente al papa.
    Con la rivolta silenziosa dei “corvi” ora ne conosciamo il contenuto; ecco cosa scrisse:

    Beatissimo padre,
    sabato 26 marzo mattina, per fax, è arrivata alla mia attenzione,in qualità di presidente dell'istituto Toniolo, una lettera “riservata personale” del segretario di stato che m'induce, che m'induce, in un tempo che dovrebbe essere destinato con più abbondanza alla meditazione e alla preghiera in vista della conversione, a sottoporre direttamente alla sua persona alcune spiacevoli considerazioni.
    La lettera in oggetto prende le mosse dalla mia nomina a presidente dell'Istituto nel 2003, pochi mesi dopo il mio ingresso a Milano, sostitendo il sen. Emilio Colombo, dimissionario non tanto a causa di modifiche statutarie, come affermato nello scritto, ma per più consistenti ragioni legate alla sua condotta personale e pubblica.(.........)
    Tutte queste sanzioni, riprese puntualmente dalla lettera che allego (misure senza dubbio gravissime, nel merito e nel metodo, in riferimento all'istituto toniolo,all'niversità cattolica a cui è preposto, nonché alla mia persona, in particolare, in quanto arcivescovo di milano), sono direttamente ricondotte all'esplicito volere di vostra santità, cui lo scritto fa continuamente riferimento.
    Ben conoscendole mitezza di carattere e delicatezza di tratto di vostra santità e avendo serena coscienza di aver sempre agito per il bene dell'istituto e della santa chiesa, con trasparenza e responsabilità e senza avere nulla da rimproverarmi,, sorgono in me motivi di profonda perplessità rispetto all'ultima missiva ricevuta e a quando viene attribuito direttamente alla sua persona.
    Sono ben consapevole che condividendo schiettamente con lei queste considerazioni la metto in una situazione non semplice nella gestione dei rapporti di governo, me ne dispiaccio profiondamente, ma comprenderà che non mi è lasciata altra alternativa.
    La soluzione che a me parrebbe più semplice è quella di procedere nell'opera di rilancio del Toniolo, con serenità e determinazione, senza tener conto dell'ultima lettera pervenuta.
    Ma lascio a lei di confermarmi con una sua parola autentica.
    Con stima e affetto nel signore, suo
    Dionigi Tettamanzi



    Tratto da
    Sua santità
    le carte segrete di Benedetto XVI
    Scritto da
    Gianluigi Nuzzi

  3. #3

    Caso Tettamazi-Bertone: lo scontro è tra titani



    Caso Tettamazi-Bertone: lo scontro è tra titani
    Come si può leggere nella letterà che il cardinal Tettamanzi inviò al papa, anche in questo caso, come fu per la storia di Viganò, lo scontro è fra titani.
    Il papa decide che la storia è da discutere e, in poche ore, convoca Bertone e si confronta con lui.
    Nessuno dei due conosce in modo approfondito la normativa che regola l'autonomia del Toniolo e decidono di chiedere aiuto al cardinale Paolo Sardi, patrono del sovrano ordine dei militari di Malta.
    Sardi obbedisce e simuove con scaltrezza e massima riservatezza, ma. anche in questo caso, grazie alla rivolta silenziosa dei “corvi”, ora conosciamo il contenuto delle sue missive.
    Eccone una:


    Santo padre,
    aderendo a quanto l'eminentissimo segretario di Stato mi ha chiesto, ho provveduto a un attento esame della lettera.
    Mi reco a premura di far avere a vostra santità il risultato di un'attenta valutazione che ho elaborato con l'aiuto di persone esperte del Toniolo nella sua storia e nella normativa che ne regola l'attività.
    Come vostra santità può vedere, l'esame è dettagliato e minuzioso, ciò è sembrato necessario, considerata la gravità delle accuse sollevate da Tettamanzi, che non teme di esprimere giudizi anche pesanti, senza tuttavia mai documentarne la fondatezza.
    In questo mio scritto non posso, tuttavia, non manifestarle, santo padre, il mio sconcerto nel vedere come un cardinale possa permettersi di resistere con tanta disinvoltura a una precisa volontà del pontefice, avanzando addirittura il sospetto che il segretario di Stato abbia distorto e falsificato il pensiero del papa.
    Due volte almeno emerge tale accusa: nell'ultimo capoverso della prima pagina e nel secondo capoverso dell'ultima.
    Altro motivo di stupore nasce dal constatare come nella lettera vengano avanzate diverse ipotesi di possibili atteggiamenti da assumere di fronte alla lettera, inviata dal segretario di Stato a nome del papa, mai però, assolutamente mai, viene ipotizzata l'eventualità della scelta che dovrebbe essere la prima: l'obbedienza, appunto.
    Certo il contenuto della lettera del cardinal tettamanzi è tale da far supporre l'intervento di un'altra mano (quella del rettore magnifico, ad esempio, il prof. Lorenzo Ornaghi).
    Ma c'è una frase che è certamente del cardinal Tettamanzi, perchè è autografa, il saluto finale: <<Con stima e affetto nel signore, suo Dionigi Tettamanzi>>
    Ebbene, in tali parole così confifdenziali mi sembra che si confermi quello che è il sottofondo di tutto lo scritto: l'arcivescovo di Milano tratta col papa da pari a pari.
    ...E anche questo è inaudito.
    Oserei sperare che la risposta si limiti ad un laconico invito all'obbedienza.
    Con sensi di profonda venerazione e di affetto filiale, mi creda di vostra santità, dev.mmo
    cardinale Paolo Sardi

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    Sua santità
    le carte segrete di Benedetto XVI
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    Gianluigi Nuzzi

  4. #4

    Il Toniolo è un ente di diritto privato

    Il Toniolo è un ente di diritto privato

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    Il Toniolo ha una figura giuridica abbastanza rara nel mondo cattolico. È un ente di diritto privato che si pone fuori dall'ordinamento canonico.
    Per questo motivo il cardinale Tettamanzi non poteva essere dimissionato dai vertici ecclesiastici.
    Inoltre, proprio in quei giorni il comitato permanente dell'Istituto, confermò i tre consiglieri che il segretario di Stato vaticano, cardinale Bertone, voleva mandare a casa,
    Il papa intervenne e congelò la situazione.
    Verso la fine del mese di aprile del 2011 furono convocati, dal papa, in vaticano, il cardinale Tettamanzi e il cardinal Bertone.
    Quello che fu detto e deciso non lo sappiamo, ma è certo che, poco dopo, ci fu un imprevisto che disturbò tutta l'operazione: la vicenda diventò pubblica perchè il "Corriere della sera" ed il "Fatto quotidiano", rivelarono lo scontro in atto e diversi retroscena della vicenda.
    In questo modo ogni scelta fu rallentata ed il cardinale Tettamanzi restò alla guida del Toniolo fino al marzo del 2012. ora è ancora nell'Istituto ma solo come consigliere.
    Nel frattempo Bertone era riuscito a far passare la riforma dello statuto, rendendo pubblico i bilanci e, soprattutto, aumentando l'influenza da parte del Vaticano.


    Tratto da
    Sua santità
    le carte segrete di Benedetto XVI
    Scritto da
    Gianluigi Nuzzi

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