Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: I Gesuiti, il papa nero e il potere del denaro

  1. #1

    nebuloso I Gesuiti, il papa nero e il potere del denaro

    I Gesuiti, il papa nero e il potere del denaro
    Adolfo Nicolas è il “papa nero” dei Gesuiti.
    Egli è spagnolo ed è chiamato così perché indossa la tonaca nera e perché è eletto a vita a capo dell'ordine Gesuita.
    L'11 novembre del 2011 egli ha scritto al papa per esprimere il proprio disagio a causa degli scandali che negli ultimi tempi stanno infangando il Vaticano.
    Alla sua lettera sono allegate altre missive di devoti e facoltosi benefattori che muovono critiche pesanti a tutta l'organizzazione ecclesiastica romana.
    Ecco cosa scrisse:

    Santo padre,
    Ho avuto il piacere e il privilegio di incontrare e conversare con mr. Hubert&Mrs. Aldegonde Brenninkmeijer, antichi e grandi benefattori della chiesa e della Compagnia di Gesù.
    Una delle cosa che più mi colpiscono quando parlo con loro è il loro sincero e profondo amore per la chiesa e per il santo padre, come pure il loro impegno nel fare qualcosa per venire incontro a quella che essi ritengono essere una grave crisi all'interno della chiesa.
    Mi hanno chiesto di garantire loro che questa lettera, scritta con il cuore, giunga nelle mani di vostra santità, senza intermediari.
    Per questo ho domandato a padre Lombardi di fungere da messaggero...
    Devo dire che condivido le preoccupazione di Mr.&Mrs: Brenninkmeijer, e che sono molto edificato dal fatto chequesti fedeli laici prendano così sul serio la responsabilità di fare qualcosa per la chiesa.
    Mi sento anche molto animato nel vedere e ascoltare da loro degli atteggiamenti e degli orientamenti interamente in armonia con le indicazioni che abbiamo riceuto dal nostro fondatore Ignazio nelle sue regole per “sentire cum Ecclesia>>


    Tratto da Sua santità
    le carte segrete di benedettoXVI
    Scritto da
    Gianluigi Nuzzi
    Immagini Allegate Immagini Allegate

  2. #2

    Lettera al papa di una “pecora del gregge”

    Lettera al papa di una “pecora del gregge”

    images.jpg
    Tale lettera è stata fatta pervenire direttamente a papa Ratzinger dal "Papa nero" dei Gesuiti l'11 novemre del 2011.
    La signora è veramente "pecora" come lei stessa si definisce, se si considera che, nonostante quello che ha scritto, devolve, anno dopo anno, considerevoli somme di denaro ai Gesuiti.
    Ecco cosa c'è scritto nella sua lettera:

    Santità,
    la pace sia con lei e con la chiesa di Gesù a lei affidata.
    Mio marito e io vorremmo in questo augurio pasquale riconoscenti salutarla cordialmente e chiedere la benedizione e l'aiuto di dio per lei a dio padre.
    Con un profondo senso di dolore dobbiamo constatare ancora una volta che persino credenti colti, cattolici in tutta Europa, si separano in numero crescente dalla chiesa gerarchica senza però abbandonare la loro fede in Cristo.
    Qualunque siano i motivi di tale comportamento,vorrei ricpordare le parole del profeta Geremia:
    <<Guai ai pastori che lasciano scappare le pecore del mio gregge>> (ger. 21:1-4).

    Dove sono i pastori che seguono con serietà il popolo loro affidato, senza essere fondamentalisti, che in amore attenti e assennati tengono d'occhio l'intero gregge e sanno condurre e guidare il popolo conoscendo moderni criteri?
    Perchè in Europa vengono nominati vescovi che non hanno né contatto con il “gregge” loro affidato, né fiducia in esso?
    Da più di 30 anni nei Paesi Bassi la Chiesa soffre di tutto questo per la seconda volta.
    Questa volta a casa della nomina ad arcivescovo di monsignor Jacobus Eijk.
    Questo ci addolora molto.
    Non solo noi stessi ma anche molti laici, preti, membri di ordini, come pure vescovi ci confidano in modo discreto come siano scoraggiati e perdano la fiducia nelle congregazioni autorevoli e nei consigli papali della curia romana.
    Perché regna tra i funzionari responsabili in Vaticano una paura paralizzante invece di collaborare con cristiani colti, competenti, e aperti, di entrambi i sessi, in ogni ambito, per porre in modo onesto alle questioni veramente urgenti di oggi e cercare di risolverle?
    Perché invece, la paura?
    Perché il denaro gioca un ruolo centrale presso i diversi pastori della curia romana, in alcune diocesi europee, come anche nel patriarcato di Gerusalemme?
    Dov'è la forza per combattere nella curia la tentazione del potere?
    Dov'è l'umiltà e la libertà donata dallo spirito?
    Perché il Consiglio della famiglia si serve di collaboratori creduloni e acritici invece di impiegare personaggi che possano e vogliano agire nel senso e secondo le esigenti indicazione del Vaticano II, in considerazione dell'”aggiornamento” richiesto?
    Perché non c'è quasi collaboraziione tra il Consiglio di Famiglia ed il Consiglio dei Laici?
    Soltando dalla continua preghiera prendo forza per confidare a lei, caro santo padre, prima del termine del suo pontificato quale 265° successore di Pietro, per la cui guida voglia il nostro signore dio concederle la forza ancora a lungo, che nella sua cerchia più ristretta si è accumulata in modo visibile e tangibile una misura considerevole di potere.
    Alcune prove scritte pertinenti, in mia mano, servono a sostegno di quanto appena detto.
    Mi permetto di esporre a lei quale “servo dei servi” la preghiera di dare l'energia che ancora rimane per mettere un segnale forte, comprensibile e visibile a tutti per i funzionari e i numerosi laici al fine di portare alla luce ciò che è nascosto per la costruzione del regno di dio.


    Tratto da Sua santità
    le carte segrete di benedettoXVI
    Scritto da
    Gianluigi Nuzzi

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •