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Discussione: Benedetto XVI lascia il pontificato

  1. #1

    misto Benedetto XVI lascia il pontificato

    Benedetto XVI lascia il pontificato: 'Consapevole gravità del mio atto, via per il bene della Chiesa'



    11 febbraio, 12:46



    Il Papa lascia il pontificato dal 28 febbraio.
    Lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto.

    "Un fulmine a ciel sereno".

    Con queste parole il decano del collegio cardinalizio, cardinal Angelo Sodano ha commentato la decisione di Benedetto XVI di lasciare il pontificato
    Il Papa ha spiegato di sentire il peso dell'incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa.
    La ingravescentem aetatem cioé l'età avanzata.
    Questo tra i motivi addotti da Benedetto XVI, per le sue dimissioni.

    La sua decisione, annunciata in latino davanti al collegio cardinalizio e alla Casa Pontificia riunite per un concistoro di canonizzazione, è stata accolta nel più profondo silenzio e con smarrimento.
    "Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile2005".
    Lo ha detto Benedetto XVI annunciando le sue dimissioni.
    Il papa ha indicato il 28 febbraio per il termine del pontificato e chiesto che si indica un conclave per l'elezione del successore.
    La "sede vacante" dopo le dimissioni di Benedetto XVI scatta dalle ore 20.00 del 28 febbraio.
    Lo ha detto il Papa annunciando ai cardinali la decisione di dimettersi. Dovrà quindi essere convocato un conclave per l'elezione del nuovo Papa.



    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/02/11/Benedetto-XVI-lascia-pontificato-Papa-dimette-28-febbraio_8225601.html

  2. #2

    RATZINGER SI DIMETTE. Che cosa c'è dietro?




    RATZINGER SI DIMETTE. Che cosa c'è dietro?

    Il mondo cattolico è quello più coinvolto da questo evento di portata storica. Dall'altra parte invece chi è meno coinvolto crede poco alle giustificazioni della Santa Sede e si lascia andare alle ipotesi più svariate, da quella del complotto contro il Papa a quella di un ennesimo coinvolgimento dello IOR in qualche scandalo internazionale.
    Per il momento solo ipotesi queste, tempestivamente smentite dal Vaticano che rassicura.
    Riflettendo si fa fatica a capire che un Pontefice che lascia il suo trono è un qualcosa di una gravità immensa.
    Nonostante si cerchi di minimizzare, ieri è successo qualcosa di epocale che va ben oltre la salute del Papa o quant'altro.
    Wojtyla è stato testimone, una delle leggi divine che regolano la vita della chiesa è che dalla croce non si scende ma sulla croce si muore.
    Ratzinger invece ha violato uno dei dogmi fondamentali del cristianesimo, la croce .
    In più di duemila anni di storia esiste un solo precedente, quello di Papa Celestino V che si dimise dopo soli 5 mesi di pontificato, non reputando più opportuno prestarsi alle pressioni di Carlo D'Angiò e dei suoi faccendieri.
    Fu successivamente catturato e rinchiuso da Papa Bonifacio VIII nel castello di Fumone dove rimase fino alla morte.
    Le motivazioni di Ratzinger non hanno però nulla a che vedere e non sono neppure equiparabili con quelle di Celestino V.
    Questa decisione "improvvisa" in realtà circola da parecchio tempo.
    Non sarà che il "prepensionamento" del Pontefice sia una presa di distanza, ora che non è più in grado di dare risposte e dopo essere crollato sin dall'inizio del suo pontificato, sotto i colpi dell'autorità giudiziaria e del dissenso popolare ?
    Per la chiesa Ratzinger fu senza dubbi una scelta infelice dal principio, quando la Corte distrettuale di Harris County (Texas) lo indagò e nel gennaio 2005 fu imputato per “ostruzione alla giustizia” e per sospetta copertura dei casi di abusi da parte di preti.
    Questa imputazione è ancora oggi in vigore, ma Ratzinger non può essere processato poiché è stata accolta dall'allora presidente Bush la sua formale richiesta di immunità in quanto “Capo di Stato in carica”.
    Il pesante passato di Ratzinger ha arrecato un danno di immagine enorme alla chiesa, sia sul piano economico, sia sul piano spirituale e morale, sia sul piano dei rapporti con le altre confessioni creando anche all'interno della stessa istituzione profonde spaccature.
    Anche il record di sbattezzi negli ultimi anni è un dato estremamente rilevante.
    Il presupposto di pontificato di Ratzinger è ancora longevo e data la situazione creata sarebbe devastante per la chiesa.
    Anche le politiche di Ratzinger contro gli omosessuali ma non solo, si sono rivelate controproducenti perchè controcorrente e retrograde confronto alla quello che è stato di fatto lo sviluppo della società civile.
    Anche il confronto tra lui e il suo predecessore non è stato certamente di aiuto per Ratzinger.
    Credo sia anche importante e fondamentale considerare che in una monarchia come il Vaticano di cui Ratzinger è monarca assoluto e al tempo stesso leader religioso, il fatto che si creino spaccature interne tanto gravi come quelle che si sono create durante il pontificato di Ratzinger, lo abbiano ormai delegittimato di quel controllo assoluto, indispensabile per mantenere un potere monarchico assoluto come quello sul quale nasce non solo lo Stato del Vaticano, ma anche l'intera istituzione religiosa.



    Francesco Zanardi
    Segretario ligure DA

  3. #3

    Ratzinger voleva andarsene subito "Convinto a restare due settimane"

    Ratzinger voleva andarsene subito
    "Convinto a restare due settimane"


    Giallo sull'enciclica incompiuta. Annunciato da mesi, il documento dedicato alla fede doveva uscire per Pasqua ma non è pronto: salta la pubblicazione. Oggi il primo bagno di folla dopo l'addio: ultima udienza il 27 in piazza San Pietro

    di MARCO ANSALDO


    Benedetto XVI
    CITTÀ DEL VATICANO - Da buon tedesco, prima di abbandonare il suo incarico, Benedetto XVI ha cercato di portare a termine tutti i suoi progetti.
    Ce n'è però uno che ha lasciato inattuato: l'enciclica dedicata al tema della fede, alla quale il Papa si diceva stesse lavorando.

    Si pensava che il testo potesse uscire entro pochissimo tempo.

    Non sarà così, invece.

    Ieri infatti padre Federico Lombardi, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, ha spiegato che "l'enciclica non sarà pubblicata entro la fine del mese perché non era ad un punto di preparazione tale da essere pubblicata definitivamente, questo rimane un documento che era atteso ma che non avremo nella forma dell'enciclica". (...)

    È emerso che Ratzinger avrebbe voluto in realtà dimettersi subito, senza aspettare nessun periodo di vacatio.

    Al Santo Padre è stato fatto tuttavia notare che l'attuale periodo di poco più di due settimane prima della fine del mese è necessario per espletare una serie di appuntamenti che andranno comunque svolti sotto la sua direzione.
    L'anello del Pontefice, in ogni caso, rotto tradizionalmente dopo la morte di ogni Papa, sarà "spezzato", come ha detto Lombardi, dopo il 28 febbraio



    http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/13/news/ratzinger_voleva_andarsene_subito_convinto_a_resta re_due_settimane-52512901/?ref=fbpr

  4. #4

    La verità sulle dimissioni di BXVI

    La verità sulle dimissioni di BXVI

    giovedì, 7 ottobre 2021

    Benedetto XVI comunica la sua rinuncia al ministero petrino
    Chi sapeva delle dimissioni di Benedetto XVI? Con chi si confidò il Papa emerito? Tra le persone che vennero messe al corrente in anticipo della scelta di Joseph Ratzinger spicca anche il nome…
    …dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
    “Cosa resta del papato” (Edizioni Terra Santa) di Francesco Antonio Grana, vaticanista de ilfattoquotidiano.it, svela il dietro le quinte del clamoroso gesto compiuto da Ratzinger l’11 febbraio 2013.
    Nel suo nuovo libro, il giornalista ripercorre tutti i passi compiuti dal Papa tedesco in vista della rinuncia al pontificato.
    Da quando ne parlò per la prima volta con il suo segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, il 30 aprile 2012, quasi un anno prima di dimettersi.
    A quando lo rivelò ad altre tre persone a lui vicinissime: il suo confessore, un sacerdote polacco della Penitenzieria Apostolica; suo fratello maggiore, monsignor Georg Ratzinger; e il suo segretario particolare, monsignor Georg Gänswein.
    Fino a confidarlo, il 4 febbraio 2013, ovvero pochi giorni prima dello storico annuncio, all’allora presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, e, l’indomani, a monsignor Alfred Xuereb, che per cinque anni e mezzo era stato suo segretario in seconda accanto al fedelissimo don Georg.
    “La sera del 10 febbraio, – scrive Grana – l’allora sostituto della Segreteria di Stato, il futuro cardinale Angelo Becciu, telefonò all’allora advisor per la comunicazione vaticana, il giornalista americano Greg Burke, che sarebbe successivamente diventato direttore della Sala Stampa della Santa Sede, chiedendogli di arrivare un po’ prima del solito in ufficio la mattina successiva. Becciu, però, non gli rivelò il motivo. Bisognava mantenere il segreto assoluto per evitare ogni possibile fuga di notizie. Non si poteva rischiare minimamente che la scelta, delicata e storica, di Ratzinger fosse pubblicata prima sui giornali e poi annunciata solennemente dal Papa durante il concistoro.
    Del resto, proprio durante il pontificato di Ratzinger e appena l’anno prima delle dimissioni, si era verificato lo scandalo ‘Vatileaks’ con la ripetuta pubblicazione di numerosi documenti riservati di Benedetto XVI.
    Vicenda che portò poi all’arresto e alla condanna dell’ex maggiordomo del Pontefice, Paolo Gabriele”.
    Il giornalista racconta che “sempre il giorno prima del concistoro, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Guido Marini, in modo del tutto inusuale, telefonò a casa di ciascun cerimoniere pontificio per assicurarsi la loro presenza a quell’appuntamento.
    Già la mattina stessa, prima che Benedetto XVI facesse il suo storico annuncio, monsignor Marini disse all’allora custode del sacrario pontificio, l’agostiniano padre Pavel Benedik, che avrebbe dovuto tirare fuori tutto ciò che serviva per il conclave. Anche Marini quindi sapeva con anticipo che Ratzinger si sarebbe dimesso. Almeno 24 ore prima dell’annuncio.
    Come del resto si sapeva nella Segreteria di Stato dove, domenica 10 febbraio, era stato tradotto il testo delle dimissioni.
    La prima versione in latino era stata poi corretta e sostituita con quella effettivamente pronunciata l’indomani dal Pontefice. ‘La formula di rinuncia – ha spiegato il cardinale Bertone – fu accuratamente pensata e rielaborata sub secreto. L’autografo del Papa porta in un primo testo la data del 7 febbraio e, successivamente ad una piccola correzione ortografica nel testo latino, considerata anche la necessità di una precisa traduzione in italiano e nelle altre lingue, il testo definitivo porta la data del 10 febbraio’”.
    Grana svela, inoltre, che “anche l’allora direttore della Sala Stampa della Santa Sede, il gesuita padre Federico Lombardi, apprese della decisione di Benedetto XVI soltanto pochi minuti prima dell’inizio del concistoro, quando dall’Ufficio informazione e documentazione della Segreteria di Stato gli arrivò sotto embargo il testo delle dimissioni. Non ebbe molto tempo per prepararsi alla conferenza stampa che improvvisò subito dopo quell’annuncio shock in una Sala Stampa vaticana, deserta fino a pochi minuti prima, che fu letteralmente presa d’assalto”.
    Il libro sarà presentato a Roma, nell’aula magna dell’Università Lumsa, il 18 novembre alle 18 da Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it, e dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. La presentazione sarà aperta dai saluti del professore Francesco Bonini, rettore dell’Ateneo, e del cardinale Giovanni Lajolo, presidente della Cda della Lumsa.

    http://stanzevaticane.tgcom24.it/202...sioni-di-bxvi/

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